Perché quel contratto? La crisi della Juventus spiegata tramite la gestione di Spalletti
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Raimondo De Magistris
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Oggi alle 07:10Serie A
autore Raimondo De Magistris
19.10.2026 07:10Serie A
La sconfitta di ieri in casa contro la Lazio ha acuito la crisi in casa Juve. La vetta della classifica dopo sette turni dista già otto punti
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Ma alla Juventus vincere non è l'unica cosa che conta? E alla Juventus i rinnovi non dipendono dai risultati? All'indomani della pesante sconfitta interna contro la Lazio sono tanti gli interrogativi in casa bianconera. Il più importante riguarda la posizione dell'allenatore, di un tecnico che ieri non ha nascosto la sua delusione. "Sono preoccupato perché stiamo peggiorando", ha dichiarato al termine di Juventus-Lazio 0-3. Dopo la seconda sconfitta in sette gare di campionato. La Juventus ha conquistato undici punti in sette partite, è già a meno otto dalla vetta. Sembra già che lo Scudetto sia un miraggio anche se Spalletti continua a ripetere che la Juve è condannata a vincere. Che è obbligatorio farlo quando vesti quella casacca. Già, ma da quando? E soprattutto cos'è cambiato dopo una finestra trasferimenti in cui la società ha investito oltre 100 milioni di euro per provare ad accontentare il suo allenatore?
18 punti nelle ultime 12 gare di campionato
Spalletti siede sulla panchina della Juventus da quasi un anno. Il suo impatto è stato positivo, ma le ultime dodici partite raccontano di una inversione di tendenza a dir poco preoccupante. Nelle ultime cinque gare della scorsa Serie A la sua Juventus ha letteralmente gettato via la qualificazione in Champions conquistando solo sei punti: sette in meno del Como, addirittura nove in meno della Roma. Quest'anno la partenza ad handicap lascia presupporre un'altra stagione complicata, un'altra annata in cui la lotta per il titolo è rimandata alla prossima stagione. Vero, c'è ancora tempo per recuperare. Ma chi è davanti non sta a guardare e sette partite non sono proprio pochissime.L'assurda gestione di Spalletti da parte del club
In tutto questo Carnevali anche durante la sosta ha sbandierato l'importanza della continuità. "Nella Juve ci sono stati troppi cambiamenti. Possiamo sbagliare, ma dobbiamo costruire", diceva a inizio mese per poi aggiungere. "Si è scatenato tutto quello che di negativo ci poteva essere anche nei confronti di Spalletti. Ma io so che allenatore e uomo è, è un allenatore straordinario, capace, un allenatore che insegna, di allenatori come lui ne abbiamo bisogno". Peccato però che il campo racconti altro, di giocatori che - parafrasando Bremer - si nascondono al primo fischio. Di un allenatore che sembra avere sempre meno ascendente sulla squadra. Spalletti ha oggi un contratto fino al 30 giugno 2028 con la Juventus, con Gasperini è il tecnico più pagato della Serie A. Un rinnovo - e questa è la grande anomalia - ufficializzato il 10 aprile. Ovvero prima che la Juventus raggiungesse qualsivoglia obiettivo. Troppo frettoloso non solo a posteriori per una società come quella bianconera che era abituata a giudicare i suoi tesserati secondo i risultati sul campo. Per una Juventus che dopo i migliori anni dell'era Andrea Agnelli ha palesato tanti, troppi problemi di gestione. E' così che si arriva all'attuale situazione a dir poco paradossale. Da quasi un anno sulla panchina della Juventus, Spalletti è l'allenatore che non ha qualificato la squadra in Champions e quello che la guida a metà classifica. Nonostante ciò, lo scorso 10 aprile è stato premiato con un rinnovo da cinque milioni netti a stagione e a lui sono state affidate le chiavi del calciomercato estivo con investimenti per oltre 100 milioni di euro. Atipico, no?Altre notizie
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