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Juve, la Curva Sud protesta: "Basta, non siamo il capro espiatorio. Con la Lazio restiamo fuori"

autore
Giacomo Iacobellis
ieri alle 21:30Serie A
autore Giacomo Iacobellis
08.10.2026 21:30Serie A
La Curva Sud annuncia la protesta in occasione di Juve-Lazio e contesta duramente la gestione dell’ordine pubblico e i provvedimenti adottati.
www.imagephotoagency.it
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La Curva Sud della Juventus prende posizione dopo i recenti provvedimenti legati alla gestione dell'ordine pubblico e agli episodi che hanno coinvolto le varie tifoserie di Serie A. In un lungo comunicato, i gruppi organizzati contestano le modalità con cui sono stati gestiti i cortei e gli interventi delle forze dell'ordine, criticando anche diffide e sanzioni ritenute sproporzionate. In segno di protesta, i gruppi della Sud annunciano che resteranno fuori dalla curva in occasione di Juventus-Lazio. Di seguito il testo integrale del comunicato.

Il comunicato della Curva Sud bianconera

"BASTA! LA CURVA NON È IL CAPRO ESPIATORIO Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Una gestione dell'ordine pubblico che, invece di prevenire ha contribuito ad alimentare una tensione sfociata nell'inevitabile contatto tra le tifoserie. E oggi, a distanza di tempo, arriva il conto: diffide, provvedimenti e modalità investigative che riteniamo assolutamente sproporzionate rispetto ai fatti contestati. Ci chiediamo come sia possibile che, dopo una 'gestione' che avrebbe dovuto impedire l'escalation degli eventi, la responsabilità finisca per essere scaricata esclusivamente sulle persone individuate a posteriori, mentre è calato il silenzio sui lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo uno dei quali ha causato ferite gravissime, alla testa, a un tifoso del tutto estraneo agli eventi. Per inciso, il tifoso porterà i segni per tutta la vita con le ovvie conseguenze. Di più, alcuni episodi come l'inopinata fermata, di un pullman di tifosi, tra cui lo stesso ragazzo ferito, poi obbligati a scendere e a confluire nel corteo, nonché frasi palesemente minacciose pronunciate da funzionari della Polizia di Stato del tipo "state rialzando troppo la testa, ma noi ve la schiacciamo sul nascere", ingenerano fondati dubbi che si sia al cospetto di una strategia preordinata finalizzata a favorire quanto poi accaduto. A corollario di tutto ciò appaiono altresì del tutto immotivate le sanzioni pecuniarie comminate ad alcuni ragazzi, per corteo non autorizzato, per non aver utilizzato le pettorine nonché non presenti in loco, tantomeno annunciate, quando invece lo stesso è stato imposto dalle forze dell'ordine presenti. In ogni caso, nessuno può pretendere di trasformare una gestione discutibile, e siamo generosi nel definirla in questo modo, dell'ordine pubblico in una condanna collettiva. La Curva non chiede impunità. La Curva chiede giustizia, proporzionalità e verità. La Curva chiede che vengano accertate tutte le responsabilità, comprese quelle di chi avrebbe dovuto impedire che i cortei delle due tifoserie si potessero trovare a distanza di pochi metri uno dall'altro. Perché non può esistere una giustizia a senso unico. Non accetteremo in silenzio che vengano colpiti i nostri ragazzi con provvedimenti sproporzionati, né che si utilizzi la repressione come unica risposta alle problematiche del calcio. Contro gli eccessi. Contro le generalizzazioni. Chi ha sbagliato dovrà risponderne, chi ha gestito quella giornata dovrà assumersi le proprie responsabilità. Sabato 10 ottobre alle ore 15 ci troveremo davanti alla curva. A Juve Lazio resteremo fuori: se non volete sentire la Nostra voce, sarete costretti ad ascoltare il Nostro silenzio. I GRUPPI DELLA SUD".

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