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PAGELLONE 2023 - Lazio, un anno dal sapore di Champions: ora bisogna rimanerci

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Lalaziosiamonoi Redazione
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
martedì 2 gennaio 2024, 07:15Editoriale
autore Lalaziosiamonoi Redazione
02.01.2024 07:15Editoriale

Quella dolce melodia che ascolteremo anche nel 2024. Almeno due volte, la prima a Roma e poi a Monaco. L'anno che si è appena concluso è stato pieno di soddisfazioni per la Lazio, dal profumo - e dal sapore - di Champions League. Dalla cavalcata terminata con lo storico secondo posto della passata stagione fino al passaggio del turno alle spalle dell'Atletico Madrid. Peccato per quei maledetti sei punti persi nelle prime due partite di questo campionato tra Lecce e Genoa. È tutta lì la differenza tra il nono e il quarto posto. Ma ci sono ancora venti partite per poter rimediare. Un girone intero, e qualcosina di più.

LA SOCIETÀ

LOTITO Claudio: La Sfida Continua – Resta a tutti gli effetti un agguerrito presidente. Ha speso in estate tanto per modellare e plasmare la squadra per Sarri. Ha optato per un tecnico vincente e negli anni ha confermato la sua scelta, investendo soldi e sforzi. Non ha potuto soddisfare richieste ‘impossibili’. Governare un club, oggi significa restare in perfetto equilibrio su di una grossa bilancia. Su un lato sogni e bisogni, sull’altro disponibilità e potenzialità. Il suo desiderio è quello di confermarsi ai vertici del campionato. Nonostante le accuse, che lo ritraggono come il presidente del ‘vorrei ma non posso’, in questo anno ha conquistato una Champions, ha ceduto incassando bene e ha speso per allungare la rosa. Tutto bene è filato nella stagione passata, meno invece in questa. Il calcio è strano e quel che valeva ieri, oggi potrebbe non bastare. Serve ringiovanire la rosa e puntare sulla crescita costante. Chi lo conosce bene giura che ha stimoli per continuare la scalata. Un neo importante però gli impegni. Fra aziende e Senato è spesso in altre faccende affaccendato. VOTO 6,5

FABIANI Angelo Mariano: Il Missionario – Ha un ruolo importante, forse il più importante nel club. Raccordo perfetto fra presidenza e squadra. Analizza i problemi del gruppo, dialoga con l’allenatore, affronta le criticità e agisce di polso. È una miscela esplosiva di cuore e cervello. Nelle sue azioni non manca nessun ingrediente. Sa dosare le componenti, anche se a volte appare eccessivamente duro nelle sue azioni. “Sta mano po’ esse piuma e po’ esse ferro”. La romanità di Mario Brega come connessione assoluta col tessuto cittadino e laziale, ma anche con la genuinità dei suoi gesti. L’irruenza del carattere forte, mitigata dai buoni sentimenti. Fabiani nella Lazio non è solo questo. Ha risollevato con Enrico Lotito le sorti della Primavera. Sta rilanciando il calcio femminile e ha investito tempo e risorse sul settore giovanile. Infine il ruolo nel ruolo: quello di Direttore Sportivo, tradotto: “il calciomercato”. Sua l’intuizione Guendouzi, tirato fuori dal mazzo delle scelte, quando si doveva riconsegnare spessore alla mediana, orfana di Milinkovic. Voleva portare Sow a Roma (praticamente chiuso, poi bocciato in extremis). Ha coadiuvato le scelte del presidente su attacco e difesa, sempre con l’avallo di Sarri. Gode della stima di: squadra, staff e allenatore. Per Lotito è uno di famiglia. La Missione è solo agli inizi. VOTO 7

L'ALLENATORE

SARRI Maurizio: Integralista – Ruvido, scontroso, innamorato del calcio e delle proprie idee, a tal punto da apparire ai limiti dell’intransigenza e oltre i margini della supponenza. Il calcio di Sarri è antologia. Ha fatto breccia negli anni trasbordando i confini nazionali. Il Sarrismo è una fede e lui, Maurizio, non può disconoscerla. Ha edificato l’idea di Lazio che voleva, restando fedele agli step di crescita appuntati. Ha preteso pedine importanti in estate, ma quando la società ha dato priorità ai conti, lui si è irrigidito. Per un attimo ha vacillato (nei rapporti, non nelle convinzioni). Ha sempre dichiarato di voler chiudere la carriera alla Lazio, ma nel secondo atto dell’anno il piano si è parecchio inclinato. Il 2023 per lui è double face: prima glorioso e trionfante (secondo posto in classifica), poi duro e faticoso. In controtendenza i risultati ottenuti da agosto in poi: bene in Champions (ottavo di finale storico conquistato con un turno di anticipo), altalenanti in campionato. Tuttavia il denominatore comune di questa stagione è senza dubbio la cifra calcistica espressa dalla Lazio. Paragonata a qualche mese fa è decisamente più scarsa. A Sarri il compito di toccare le leve giuste per rilanciare la Lazio. Sta a lui decifrare su cosa puntare. Testa, cuore e fisico, la squadra è alla ricerca di se stessa e forse anche il suo allenatore. VOTO 7

LA SQUADRA

PORTIERI

MAXIMIANO Luis: Sfortunato - Ci eravamo lasciati col dubbio: ci sarà una seconda chance nel 2023? Il Bologna segna un punto di ripartenza per lui, o almeno illude che possa essere così. Dopo il 'Maxi-errore' in campionato, Sarri decide di farlo ripartire in Coppa Italia. Buona la prima, ma con la Juve la prestazione non convince. Il tecnico ci riprova e lo lancia in Conference contro Cluj e AZ Alkmaar, ma non si sporca mai i guanti. La sua personalità non spicca, le prestazioni sono opache e in estate viene ceduto all'Almeria. In Spagna è titolare inamovibile, ma penalizzato dalla situazione. VOTO 5

PROVEDEL Ivan: Dio vede e Provedel - 95' di Lazio-Atletico, cross tagliato di Luis Alberto e stacco imperioso di Provedel per l'1-1. È l'immagine del 2023 della Lazio, che la Uefa sceglie come copertina dei gironi di Champions League. Eppure nonostante la portata straordinaria dell'evento, il 2023 di Provedel è tanto altro, con 21 clean sheet complessivi e interventi prodigiosi a ripetizione. Nella memoria dei tifosi ci sono quelli recenti contro Cagliari ed Empoli, ma la parata 'alla Peruzzi' su Lino e quella su Gimenez nelle sfide contro Atletico e Feyenoord hanno blindato la qualificazione agli ottavi di Champions. Il 2023 lo ha consacrato come portiere di livello internazionale. VOTO 8

DIFENSORI

CASALE Nicolò: Da cigno a brutto anatroccolo - Cos’è successo a Nicolò Casale? Pilastro della difesa insieme ad Alessio Romagnoli nella scorsa stagione, è stato una delle certezze di Sarri. Dallo scorso gennaio non è mai mancato in campo fino all’estate (tranne una panchina), collezionando prestazioni notevoli in un campionato, condite anche da un gol e un assist. Nella nuova annata sembra un Casale diverso, complice anche l’infortunio agli adduttori che lo ha costretto al forfait per otto sfide tra campionato, Coppa Italia e Champions League. La Lazio ha bisogno che torni la certezza di prima. VOTO 6

GILA Mario: Possibilità - Un anno sfortunato. Accumula panchine su panchine, rivelandosi un innesto deludente. Le uniche volte che appare commette errori in costruzione e retropassaggi horror. Solo con gli infortuni di Romagnoli e Casale viene rilanciato, trovando fiducia e qualche segnale positivo. Nelle ultime sei porta 2 clean sheet e 6 gol subiti. Ancora abbastanza ruvido, si lascia prendere troppo dall'istinto rischiando di lasciare la squadra in inferiorità. La 'garra' e la grande velocità non gli mancano: nei recuperi palla è una garanzia. C'è tanta voglia di dimostrare. VOTO 6

HYSAJ Elseid: Indecifrabile - Voluto e preso per il gioco di Sarri, sarebbe dovuto essere il terzino da cui ripartire. Arriva alla Lazio con un ingaggio importante ma, a distanza di due anni, ancora non si è mostrato all'altezza dei tempi del Napoli. Convincente a tratti: alterna prestazioni notevoli a altre in cui è al di sotto delle aspettative e potenzialità. L'esplosione di Lazzari non favorisce la sua continuità e al momento, complice anche l'infiammazione al tendine d'Achille, conta solo 835' tra Serie A, Champions e Coppa Italia, troppo pochi per il ruolo chiamato a ricoprire. VOTO 5,5

LAZZARI Manuel: "Finalmente, eccoti" - Tra le poche note liete dell'inizio in salita della Lazio in Serie A. Quello attuale è, forse, il suo miglior periodo in carriera. Sprinta, mette tanti palloni in area di rigore - alcune volte con precisione, altre meno -, lotta in mezzo al campo. Sembra concluso quel lungo (e faticoso) processo di trasformazione da quinto di centrocampo a terzino. Il suo 2023 vede qualche panchina di troppo nella prima parte (sette su 23 sfide totali, a cui si aggiunge un match saltato per squalifica), ma un finale da protagonista. E dopo difficoltà e voci d'addio, ora si gode i frutti di tanto lavoro. VOTO 6,5

MARUSIC, Adam: 'Volta la carta' - Una moneta si presenta sempre con due facce, ma raramente sono così diverse. Da una parte c'è un calciatore che nel suo ruolo si è contraddistinto per un anno per carattere e importanza. Dall'altra un ragazzo che da settembre è protagonista di un'involuzione che ha raggiunto l'apice negli errori contro Atletico Madrid e Inter. Due volti differenti e perfettamente in linea con le stagioni della Lazio. Marusic c'era tra i protagonisti del miracoloso secondo posto e c'è tra gli artefici del drammatico rendimento odierno. La sua valutazione non può esimersi né dall'uno, né dell'altro. VOTO 6

PATRICIO Gabarrón Gil: La sicurezza - Con un difensore così, la Lazio può stare tranquilla. Sarri stravede per lui: “Se fosse alto 1.90, potrebbe giocare in ogni top club europeo”. È la certezza a cui si aggrappa il tecnico, soprattutto nei momenti più di difficoltà e di emergenza della difesa. Quando viene chiamato in causa, non fa rimpiangere Romagnoli e Casale, anzi. Ha ormai raggiunto la piena maturità tecnica e tattica, e nello spogliatoio è uno dei leader. In Champions, con lui in campo, solo risultati positivi. Alla faccia della riserva. VOTO 7

PELLEGRINI Luca: Vorrei ma non posso - È stato il rinforzo del mercato di gennaio ma il campo nei primi sei mesi l’ha visto poco, anzi pochissimo. I tempi di inserimento di un giocatore sotto la gestione di mister Sarri sono lunghi e anche in questo caso la trama non è cambiata. Il tecnico ha sempre mostrato apprezzamento per il classe ’99 e, per questo, il suo riscatto è stata une delle priorità dell’estate. Eppure in questa prima parte di stagione il film sembra esattamente lo stesso di gennaio. L’ultimo mese sarà quello della svolta? Tre gare da titolare, in Coppa Italia contro il Genoa e in campionato contro Empoli e Frosinone, potrebbero essere finalmente la sua rampa di lancio. Per il momento le ottime prestazioni sono valse una vetrina importante per Sarri. Un messaggio inviato al tecnico direttamente con il pallone fra i piedi. "Luca Pellegrini sa offendere, ma anche difendere". Una certezza in più che potrebbe convincere l'allenatore a sganciarlo anche insieme a Manuel Lazzari. VOTO 6

RADU Stefan: Povero chiodo, regge la Storia - Il suo, di voto, è di castità e obbedienza alla Lazio. Mai un flirt con altre squadre, una sola maglia per 15 anni. Arrivò ragazzino, ha salutato da recordman di presenze, rimanendo umile come se fosse sempre il primo giorno a Formello. Ha accettato la panchina pur di rimanere, provando a conquistare chance attraverso gli allenamenti. Ha sgomitato per trovare il campo: tanto impegno e zero chiacchiere. Veterano fino in fondo, ha scelto il momento giusto per appendere gli scarpini. Povero chiodo, regge il peso della storia. VOTO 6,5

ROMAGNOLI Alessio: Senatore e tifoso – Se la Lazio ha chiuso il campionato con 21 clean sheet è anche merito suo. È stato leader della retroguardia biancoceleste che ha sfruttato gli errori avversari per chiudere con uno splendido secondo posto. Prestazioni importanti con Casale e Patric al suo fianco ad aiutare Provedel, ma soprattutto l’atteggiamento da senatore e da tifoso in campo. L’inizio della nuova stagione è stato di livello leggermente inferiore, ma Alessio ha risposto presente finché il polpaccio non gli ha fatto alzare bandiera bianca saltando l’ultimo mese di fatiche dell’anno. Rimpianto di un anno buono insieme a un altro nella partita con la Roma. Chissà quante volte avrà rivisto la parata di Rui Patricio nel derby di novembre che ha evitato che il 13 entrasse nel tabellino dei marcatori della stracittadina. VOTO 7

CENTROCAMPISTI

BASIC Toma: Tempo scaduto - La clessidra è arrivata alla fine: la sua esperienza alla Lazio è ai titoli di coda. Da gennaio in poi è sempre stato utilizzato col contagocce (90 minuti solo in Conference), senza mai dare segnali incoraggianti di ripresa. Nella nuova stagione ha giocato solo un piccolo spicchio di partita contro il Genoa in Coppa Italia, e si è anche mangiato un gol. La società non può più aspettarlo ed è ormai fuori dal progetto di Sarri. Non gli resta che prendere un biglietto solo andata per altrove. VOTO 4,5

CATALDI Danilo: Poco considerato - Veniva da un 2022 che sembrava l’anno del definitivo salto di qualità. È tra gli artefici del secondo posto targato Sarri, che però in questa stagione gli preferisce prima Vecino e poi Rovella, specialmente nei big match, eccezion fatta per il derby. “Rende meno sia in partita che in allenamento”, la bastonata di Sarri sul tramonto del 2023. Poi c'è stato il chiarimento. Con il passare dei mesi il suo minutaggio cala sempre di più, diventando solo un'opzione a partita in corso. VOTO 6,5

GUENDOUZI Matteo: il nuovo che avanza - L’eredità più pesante è toccata a lui. Preso come nuovo Milinkovic, ma Milinkovic non è. A testa bassa, con gli occhi all’ombra di quei capelli alla Telespalla Bob, ha lavorato in silenzio per prendersi la Lazio. E ci è riuscito in una manciata di mesi. Ha segnato i suoi primi gol con grandi prestazioni, poi le belle parole d’amore per i laziali e quella maglia sempre sudata a fine partita. Così è facile entrare nel cuore dei tifosi. Bravo Sarri a lanciarlo, integrarlo e gestirlo. L’allenatore ora ne va pazzo perché apprezza la cilindrata mentale e fisica. Matteo è un suv ad altre prestazioni, l’uomo perfetto in un ruolo scomodissimo. VOTO 7

KAMADA Daichi: Sayonara - Altro che Sol Levante, l'esperienza in biancoceleste dell'ex Eintracht sembra già arrivata al tramonto. Dopo quattro mesi dal suo sbarco a Roma, sul tatami rimangono le briciole di un'avventura iniziata col solo Banzai del Maradona prima di essere sacrificato sull'altare dell'equilibrio. Tra i problemi di ambientamento e la discussa collocazione tattica, il giapponese vive mesi complicatissimi e medita un nuovo svincolo che a giugno gli permetterebbe di correggere il grande errore italiano. Il Samurai non s'è rivelato all'altezza della rivoluzione post-Milinkovic, ha deposto la katana francamente troppo presto. VOTO 5

LUIS ALBERTO Romero Alconchel: Leadership piccante - Il 2023 inizia con Luis Alberto ai margini, pronto al ritorno in Spagna e finisce con l'infortunio di Empoli. In mezzo la magia del miglior Mago: è lui il fattore della seconda parte di 2022-23 e il leader tecnico (fino ai problemi all'inguine di novembre) di questi primi mesi del 2023-24. Dopo il rifiuto all'Arabia e un'immancabile polemica di fine estate, è arrivato anche il rinnovo fino al 2028 che lo lega ai biancocelesti praticamente a vita. Al netto di qualche scaramuccia con i compagni, rimane lui la luce della squadra di Sarri, con cui il rapporto da turbolento che era è diventato quasi simbiotico. VOTO 7,5

MARCO ANTONIO Silva Santos: Più in infermeria che in campo - Poco utilizzato da Maurizio Sarri nella seconda parte della scorsa stagione, è sceso in campo solo 9 volte tra campionato e Conference League. Relegato in panchina e costretto a fare i conti con un infortunio alla caviglia, è stato girato in prestito oneroso (per circa 300mila euro) al Paok in estate, ma in Grecia le cose non sono andate di certo meglio. Solo due finora le apparizioni in Super League 1, una sola in Conference, è reduce da un altro guaio, stavolta muscolare che lo ha riportato in campo solo a dicembre. VOTO sv

MILINKOVIC-SAVIC, Sergej: indimenticabile - “Mi manchi”, cantava Fausto Leali a Sanremo nell’88. E quanto manca Milinkovic alla Lazio. Tanto, troppo. L’apporto di SMS era vitale e la sensazione è che Sarri ancora non abbia trovato le contromisure al suo addio. E pensare che il 2023 del serbo non era iniziato alla grande. Sergio è risbocciato in primavera, trascinando la Lazio in Champions: 5 gol da aprile in poi, tra cui la doppietta alla Cremonese davanti ai 70 mila dell’Olimpico nella sua ultima da laziale. Tanto per farsi rimpiangere un po’ di più, come se non fosse già abbastanza. VOTO 8

ROVELLA, Nicolò: Musica maestro! - Ha impiegato un po' di tempo a entrare nei meccanismi di Sarri, ma dopo l'esordio da titolare contro il Torino non è più uscito dal campo. Rovella ha afferrato la bacchetta e ha iniziato a dirigere una squadra che ormai vede nel numero 65 un punto di riferimento. È cresciuto di partita in partita, lasciando emergere una personalità inizialmente tenuta nascosta. Oggi è uno di quei giocatori da cui ripartire per venir fuori da un tunnel buio e pericoloso, starà a lui compiere quel salto di qualità che tutti a Formello si aspettano e iniziare a fare la differenza. VOTO 6,5

VECINO Matìas: "Vecio, ma dove ca**o vai?" - Per Sarri è una certezza, lo è sempre stato. E quando la gara diventa un po' "fastidiosa", bloccata e di complicata risoluzione, lo manda in campo. L'inizio del suo 2023 è caratterizzato da qualche problema fisico di troppo: prima il ginocchio non gli dà tregua, poi s'infortuna al bicipite femorale. In estate rischia di partire per la Turchia, Sarri interviene rimettendolo sulla giusta via, quella di casa. Per poi essere ripagato dalle reti decisive con Torino, Atalanta e Celtic. Le discussioni fanno parte di ogni relazione, e la loro non fa eccezione. Ma archiviata ogni punizione, Vecio torna da Mau. Play o mezzala: quando il Comandante chiama... VOTO 6,5

ATTACCANTI

CANCELLIERI Matteo: Dottor Jekyll e Mister Hyde - Letteralmente dalle ceneri alla rinascita. La prima metà dell'anno la passa più in panchina che in campo. Poca personalità, poca cattiveria: non riesce mai a finalizzare. Difficile il suo approdo alla Lazio con a segno 16 panchine totali e prestazioni al di sotto delle aspettative. Probabilmente ha inciso la concorrenza con Immobile, ma è ad Empoli che trova la sua dimensione. Per Andreazzoli diventa imprescindibile giocandole tutte, totalizzando 1 gol e 1 assist. Chissà che non sia con i toscani il suo riscatto. VOTO 5,5

CASTELLANOS Valentin: ‘Taty Mask’ Mania - L’acquisto più oneroso del mercato estivo chiamato a ricoprire un ruolo difficile e quasi impossibile, quello di vice Ciro Immobile. La Lazio aveva bisogno di un attaccante e il Taty è sbarcato a Roma con la valigia carica di sogni e di voglia di fare bene. Il carattere non gli manca, così come la determinazione. A mancare in questi primi sei mesi romani sono state prima le chance, appena cinque gare da titolare, e poi i gol, uno nella sfida contro l’Atalanta. Poi la riscossa, proprio in chiusura di 2023: gol e assist contro il Frosinone in meno di due minuti. All'Olimpico è esplosa la Taty Mask Mania. VOTO 6,5

FELIPE ANDERSON Pereira Gomes: Recordman senza contratto - Non tutti i supereroi indossano un mantello, non tutti i titolari godono di certezze future. Il 2023 è positivo. Oscilla tra la fascia destra e il centro dell'attacco con tecnica e fantasia. Si assenta sempre in alcuni momenti, ma sono decisamente meno rispetto al passato. Sono 55 le partite nell'anno solare. Avete capito bene. Mai una panchina, mai un infortunio. Chiude quasi in doppia doppia, 9 gol e 10 assist. Il voto cala leggermente per una prima parte di stagione sottotono. Colpa del rinnovo che tarda ad arrivare? Chissà. VOTO 6,5

IMMOBILE Ciro: Toro seduto - No, il 2023 non è stato di certo un anno memorabile per lui. E messa così, in effetti, suona fin troppo come un eufemismo. Infortuni, qualche critica, vicissitudini extra campo poi archiviate, ma comunque pesanti da metabolizzare. Lui si è sempre rialzato mettendo al primo posto la squadra, seppur con qualche dichiarazione più o meno improvvida. L'annus horribilis di Ciro volge al termine lasciando però tanti punti interrogativi ai quali lui stesso, in primis, e poi la società dovranno dare risposte. Rappresenta la storia del club, non c’è dubbio, e rimane ancora qualche pagina da riempire per un finale da sogno. L'ultima l'ha scritta in casa contro il Feyenoord, tagliando il traguardo dei 200 gol in biancoceleste. VOTO 6

ISAKSEN Gustav: Comprami, io sono in vendita - Viola, come la Valentino, ha fatto la Lazio da avversario per diventare biancoceleste. Ora se lo gode Sarri: lividi definitivamente spariti con l’ultima partita del 2023, la più bella dal suo arrivo. Gol e assist contro il Frosinone per concretizzare quanto di buono mostrato negli ultimi mesi, prima che l’infortunio frenasse la sua esplosione. Sarà fragorosa, visto il talento di cui è in possesso. VOTO 7

PEDRO Eliezer Rodríguez Ledesma: Vecchio a chi? – Lo spagnolo continua a essere l’arma in più di Maurizio Sarri. I troppi infortuni di Immobile gli regalano tanti minuti in un 2023 in cui Pedro riesce ancora a essere protagonista. Qualche passaggio a vuoto e acciacco come è normale a 35 anni suonati, ma anche un rinnovo di un’altra stagione che è un premio per quanto fatto. Meno gol del 2022, ma prove importanti e decisive per il secondo posto raggiunto al termine di una cavalcata inesorabile. Un anno buono impreziosito dal colpo di testa che permette alla Lazio di espugnare il campo del Celtic a tempo scaduto. Vincere fuori casa in Champions non è mai una cosa banale. Gli ottavi sono anche merito suo. VOTO 6,5

ZACCAGNI Mattia: Prova a prendermi - La continuità ormai fa parte del repertorio. Poi dribbling, assist, gol. Mattia è diventato grande alla Lazio, ma vuole ancora di più. I primi mesi del 2023 sono stati di fuoco con 5 gol e 4 assist. In questa stagione è ripartito con il freno a mano tirato causa infortuni. “Solo” 3 reti e 1 assist. Ma è in crescendo e Sarri ci punta sempre. Non esiste il “classico” tridente senza di lui. Il tecnico cambia qualcosa? Zacc c’è. Sogna un 2024 da assoluto protagonista con la maglia biancoceleste e sogna di andare all’Europeo. Aspetta Lotito per il rinnovo (contratto in scadenza nel 2025). Firmerebbe a vita. VOTO 7

Alla realizzazione del Pagellone 2023 hanno collaborato, in ordine alfabetico: Martina Barnabei, Francesco Bizzarri, Mirko Borghesi, Elena Bravetti, Andrea Castellano, Saverio Cucina, Niccolò Di Leo, Marco Ercole, Ludovica Lamboglia, Antoniomaria Pietoso, Jessica Reatini, Daniele Rocca, Carlo Roscito, Lavinia Saccardo, Francesco Tringali, Alessandro Vittori, Edoardo Zeno e il nostro direttore Alessandro Zappulla.

DA TUTTA LA REDAZIONE, BUON 2024 A TUTTI VOI!

Fonte: Lalaziosiamonoi.it

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