Lazio, Nuno Tavares: "Sono felice di lavorare con Sarri. Spero che i tifosi..."
Lazio, Musica e non solo. Il terzino biancoceleste Nuno Tavares si è raccontato ai canali ufficiali della Serie A: ha parlato della sua gioventù, della sua passione per il violoncello, degli infortuni, del rapporto con Sarri e dei suoi obiettivi. Ecco di seguito le sue parole.
CALCIO E MUSICA - "Sono figlio di Capoverdiani, ma sono nato in Portogallo. Amavo giocare a calcio da bambino e nulla è cambiato da allora. Dopo è arrivata la musica, mi sono iscritto a una scuola per imparare, ci andavo tre volte a settimana. Era facile combinare le due passioni, avevo insegnanti che mi permettevano di conciliare le due cose. Il mio amore per il calcio e per la musica è sullo stesso livello, a 15 anni ho dovuto fare una scelta tra calcio e Violoncello. È stato difficile, la musica è sempre una parte di me, la sento ovunque, è come se non avessi mai smesso".
UN NUNO DIVERSO - "In questa stagione non si stanno vedendo molto le mie azioni offensive perché siamo più attenti a livello tattico e forse più trattenuti, ma è un modo per migliorare come squadra, giochiamo un bel calcio. Il mio obiettivo è migliorare sempre rispetto alla stagione passata, non voglio dire un numero di assist preciso, ma ovviamente vorrei farne di più".
SARRI - "Giocare per un allenatore che ha vinto tanti trofei con diversi club è sempre positivo, voglio sempre lavorare con i migliori e per questo sono felice di lavorare con lui".
OBIETTIVI - "Voglio continuare a migliorare in questa stagione, devo essere più concreto e continuo, spero che riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi e che i tifosi siano contenti di noi".
INFORTUNI – "Conosco il mio corpo, a volte le decisioni non dipendono del tutto da me. So cosa posso dare e quando non posso performare al meglio. Ci sono stati problemi, non eravamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda per certe decisioni, ma la cosa importante è che io so come leggere il mio corpo, so di cosa ho bisogno e di quando ho bisogno di fermarmi".






