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Nuno Tavares: "Felice di lavorare con Sarri. Infortuni? Io so come leggere il mio corpo"

Giacomo Iacobellis
autore
Giacomo Iacobellis
giovedì 2 aprile 2026, 12:41Serie A
02.04.2026 12:41Serie A
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© foto di (C) Domenico Cippitelli

Lunga intervista a Radio Serie A per Nuno Tavares. Il laterale portoghese ha raccontato le sue passioni, dentro e fuori dal campo, così come il rapporto con mister Sarri. Queste le sue dichiarazioni: "Sono figlio di Capoverdiani, ma sono nato in Portogallo. Amavo giocare a calcio da bambino e nulla è cambiato da allora. Dopo è arrivata la musica, mi sono iscritto a una scuola per imparare, ci andavo tre volte a settimana. Era facile combinare le due passioni, avevo insegnanti che mi permettevano di conciliare le due cose. Il mio amore per il calcio e per la musica è sullo stesso livello, a 15 anni ho dovuto fare una scelta tra calcio e violoncello. È stato difficile, la musica è sempre una parte di me, la sento ovunque, è come se non avessi mai smesso".

Sul nuovo Nuno Tavares: "In questa stagione non si stanno vedendo molto le mie azioni offensive perché siamo più attenti a livello tattico e forse più trattenuti, ma è un modo per migliorare come squadra, giochiamo un bel calcio. Il mio obiettivo è migliorare sempre rispetto alla stagione passata, non voglio dire un numero di assist preciso, ma ovviamente vorrei farne di più".

Sul rapporto con Sarri: "Giocare per un allenatore che ha vinto tanti trofei con diversi club è sempre positivo, voglio sempre lavorare con i migliori e per questo sono felice di lavorare con lui".

Sugli obiettivi: "Voglio continuare a migliorare in questa stagione, devo essere più concreto e continuo, spero che riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi e che i tifosi siano contenti di noi".

Sui tanti infortuni: "Conosco il mio corpo, a volte le decisioni non dipendono del tutto da me. So cosa posso dare e quando non posso performare al meglio. Ci sono stati problemi, non eravamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda per certe decisioni, ma la cosa importante è che io so come leggere il mio corpo, so di cosa ho bisogno e di quando ho bisogno di fermarmi".

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