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Lotito: “Qui c’è la Reggina, non la Lazio. Lavoreremo per riportarla in alto”
Oggi alle 07:30Primo Piano
di Andrea Castellano
per Lalaziosiamonoi.it

Lotito: “Qui c’è la Reggina, non la Lazio. Lavoreremo per riportarla in alto”

Lotito a Reggio Calabria. Il presidente della Lazio si presenta al Granillo come nuovo proprietario della Reggina. Di fianco a lui il sindaco della città, Francesco Cannizzaro. A breve l'inizio della conferenza stampa.

AGGIORNAMENTO ORE 19:40 - Ecco Lotito e Cannizzaro allo stadio Granillo, accolti dagli applausi dei presenti. Ci sono anche il neo ds Romairone, il dottor Favasuli e il possibile dg Dattola. Ora inizierà la conferenza stampa.

Parla il sindaco Francesco Cannizzaro

"Lo scenario parla da solo. Per chi come me è abituato a parlare in pubblico, a comiziare, a intervenire in sedi istituzionali, dovrebbe essere facile esprimere una considerazione davanti a una platea. Ma questa non è una platea normale: Claudio (a Lotito, ndr.) questa è Reggio Calabria, la città più bella del mondo. Oggi sono commosso ed emozionato, mi scuso se le mie parole saranno confuse. La prima cosa che voglio dire a Lotito con grande affetto e rispetto personale e istituzionale, benvenuto a Reggio Calabria. Quando poche ore fa ti ho accolto in aeroporto e ti ho detto che siamo in bollettino amaranto, mi riferivo proprio a questo (verso il pubblico, ndr.). Ti do il benvenuto nello stadio Granillo di Reggio Calabria, che tu conosci bene come addetto ai lavori. Questo stadio ha segnato la storia sportiva e non solo della Calabria e dell'Italia. In tempi non sospetti ti chiesi aiuto: avevamo un problema gigantesco, perché la Reggina, la nostra più grande realtà sportiva, stava morendo. La tua risposta fu veloce: "Tu sei fottuto di testa, lasciami stare, ho tanti casini, lasciami stare", mi ha detto. Sappiamo bene che Lotito è uno dei migliori imprenditori italiani, fa benissimo il parlamentare della Repubblica ed è il presidente di una delle squadre piu importanti d'Europa come la Lazio. Ho letto ricostruzioni circa la volontà di Lotito di prendere la Reggina per candidarsi al collegio al Senato: ma vi pare che Lotito ha bisogno di un seggio a Reggio per stare al Senato? Magari! Lotito ha fatto questa scelta perché ha capito quanto fosse importante per la città e per Reggio Calabria, oltre che per il calcio italiano. Mi ha detto che è a disposizione per far sì che la Reggina non si perda. Mi scuso per il ritardo ma Lotito ha avuto un calo di glicemia, ci siamo dovuri fermare a prendere un gelato per far sì che potesse essere in forma. Claudio portaci dove questa città merita. Confido in te! Viva Claudio Lotito, viva la Reggina!".

Prende parola Lotito.

"Grazie dell'accogleinza. Cannizzaro mi ha travolto emotivamente. Noi siamo due persone del fare, non del proclamare. Sono tornato indietro con la memoria ripensando agli insegnamenti di mio padre, che è calabrese. Il concetto di famiglia, dell'onore e della dignità, della parola, della determinazione per raggiungere gli obiettivi. In questi io mi riconosco, per questo ho pensato di fare questa avventura. Qualcuno si è preoccupato, ha parlato di politica. La verità è questa: attenti a quei due, perché sono persone che non proclamano ma fanno i fatti. Metterò tutto l'impegno non solo economico, ma anche di esperienze pregresse. Ho portato la Salernitana in Serie A dall'Eccellenza. C'è una città calda, passionale, che vive il calcio con trasporto e senso d'appartenza. Noi vogliamo riportare l'orgoglio dell'appartenenza che passa soprattutto attraverso una squadra di calcio, che ha bisogno del consenso esterno. Noi ci stiamo attrezzando per far sì che ciò che accada. Voglio che ci sia lealtà e correttezza da parte di tutti per lavorare e raggiungere gli obiettivi. Noi stiamo lavorando per questo, sono arrivato con un po' di ritardo per non diffondere notizie false. Ho portato dei dati di fatto: il primo è che abbiamo iscritto la Reggina al campionato, poi ho scelto Romairone come direttore sportivo. Ho portato anche Armando Calveri, a cui sono molto legato. È una persona di qualità e molto attaccato a questa terra. Abbiamo buttato giù un progetto di rinascita della Reggina. Abbiamo scelto l'allenatore e ora sceglieremo i giocatori. Vogliamo che la Reggina ritrovi lo spettacolo sportivo e di risultati. Ci stiamo adoperando per accontentare i vostri desiderata. Le risorse le metteremo a disposizione, la categoria della Serie D deve essere solo un momento di partenza per rilanciare la Reggina nel calcio che conta. Arrivato a Reggio, sono rimasto emozionato dal vostro entusiasmo. Per me è una sfida e un impegno per compensare questo slancio d'amore che state dimostrando al buio. Io devo dare risposte concrete a tutto questo. Lo faccio consapevole dei problemi, del futuro dal punto di vista calcistico. Per questo ci stiamo attrezzando per la prossima stagione e per il futuro. Mi auguro che capiate gli sforzi che saranno fatti. La critica è ammessa, ma deve essere costruttiva. Insieme dobbiamo raggiungere gli obiettivi. Io non mi esimerò per sforzarmi nel risolvere i problemi, voi dovete sostenerci per rendere la Reggina competitiva come tredicesimo uomo in campo. Questa squadra non vuole essere una comparsa, ma vuole essere protagonista. Ho ritenuto mantenere alcuni profili all'interno della società. Vedrete che insieme faremo grandi cose: io chiedo unità d'intenti, perché l'unione fa la forza. Siamo qui per creare una squadra, insieme al sindaco. Lavoriamo venti ore al giorno solo per la collettività e per i tifosi. Mi raccomando, sempre tutti insieme e vedrete che porteremo in alto la Reggina. Forza!".

Iniziano le domande dei giornalisti: cosa l'ha convinta a dire sì alla Reggina? 

"Un pubblico come questo merita una società che vivacchia o che è leader? I risultati passano attraverso gli sforzi dei giocatori in campo, ma anche attraverso gli acquisti della società. Stiamo lavorando per allestire una società competitiva. Non stiamo cercando giocatori senza esperienza, ma l'opposto, investendo in termini di risorse e conoscenza. Lo facciamo in modo convinto per avere una squadra di altissimo livello. Il progetto è di avere un centro sportivo e uno stadio all'avanguardia, oltre a una squadra che militi in un'altra categoria".

La Reggina va rispettata, le chiedo solo questo...

"Il piave mormorò, non passa lo straniero! Ricordatelo! Faremo di tutto perché venga rispettato, sia nelle considerazioni che nei fatti. Metterò tutto quello che è possibile per fare una squadra competitiva per questa categoria".

Può tranquillizzare i tifosi sulla multiproprietà?

"Non è un mistero, io sono abituato ad agire in progress. Non ci dobbiamo fasciare la testa prima di rompercela. Quella norma fu cambiata... ha creato un danno al calcio italiano, ha depauperato tutto. Se oggi fossi venuto qui con Lazio 2, a Reggio non interessava nulla. La doppia proprietà è stata una mia invenzione. Oggi consentiamo a Reggio di avere una squadra di livello senza mortificarla. Se andiamo a verificare quello che succede in Europa, ci sono tante multiproprietà. Alla Lega Calcio ho già indirizzo di ripristinarle, è un tema di politica sportiva non personale. Guardate quello che succede nel calcio, tanti territori stanno sparendo perché non c'è più chi mette i soldi. Oggi invece abbiamo le seconde squadre che giocano in Serie C in modo residuale. Dobbiamo ripensare il calcio. Io non prometto nulla, vivo alla giornata da questo punto di vista. Intano risolviamo il problema quest'anno, poi ci attrezziamo per il futuro. È una visione miope quella di togliere la multiproprietà. Noi dobbiamo essere tutti uniti perché l'unione fa la forza".

Quale sarà il futuro delle strutture?

“Io non sono abituato a fare progetti a breve ma a medio-lungo termine. Abbiamo l’impegno di sdoganarci dal calcio dilettantistico e approdare nel calcio professionistico. Speriamo di arrivarci il prima possibile, di creare le condizioni per crescere. Inutile fare proclami, ci si scontra anche con la realtà: gol, rigori, situazioni. Se c’è l’impegno e lo sforzo di tutti, la consapevolezza che Reggio meriti un calcio di livello, bisogna lavorare perché ciò accada. E io lo sto facendo non solo per quest’anno ma anche per il futuro”.

Risponde anche il sindaco: “Avrei potuto anche presentare un programma per un progetto futuristico nella concessione di gestione della struttura della Reggina. Ma sarebbe stato inopportuno e indelicato. Invece abbiamo concesso per quest’anno il Granillo alla Reggina Calcio e ci siamo ripromessi che dal 1 settembre lavoreremo assieme per programmare il futuro anche degli impianti sportivi. Le cose si costruiranno insieme, così sarà, c’è già la voglia e il desiderio dell’amministrazione di organizzare un progetto a lungo termine ma va fatto con basi serie. Un passo alla volta è serio, saggio e solido. I palazzi si costruiscono dalle fondamenta e oggi le stiamo gettando”.

Se la Reggina dovesse approdare nel professionismo, considerando le parole di Malagò sul fatto che la multiproprietà non sarà cambiata, cosa accadrà a questa squadra? Venderà la Lazio o la Reggina?

“Il campionato dura dodici mesi, da qui a dodici mesi le vie del Signore sono infinite. Con Lotito risultato garantito, non ve lo dimenticate mai”.

Ha temuto che la trattativa potesse saltare, magari per qualcosa legato ai conti?

“Se non ci fosse stato il sindaco la trattativa non si sarebbe conclusa, la valorizzazione economica della squadra era fuori mercato. Io l’ho fatto come gesto d’amore per la città e per l’impegno che avevo assunto. Se fosse stata una questione economica non l’avrei fatto, l’ho fatto consapevole di un progetto e dell’interesse di un’intera città che vuole risvegliare il proprio orgoglio sportivo. E questo lo dovete al sindaco, che ha partecipato alle trattative e si è reso conto non dipendesse dalla mia volontà. È venuto anche dal notaio, ma io sono calabrese nella testa: pacta sunt servanda, i patti vanno rispettati. L’ho sempre fatto: i contratti non servono, basta una stretta di mano. Se ci sono situazioni non contemplate che poi emergono diventa antipatico, noi dobbiamo dare certezza di dati per far sì che uno sappia di che morte morire. Sapevo le condizioni, a quelle condiziono sono andato avanti sulla base di quello che ha detto il sindaco. Non è cento lire in più o in meno, ma rispetto degli impegni assunti. Faccio la guerra per un euro e magari ti regalo 10 milioni, ma io non voglio essere coercito nella mia volontà. Ho questo carattere, mi piacciono le sfide supportate da questioni emotive. Non faccio valutazioni economiche, si parla solo di soldi ma è sbagliato. Per me parlano i fatti, non devo vendere nulla a voi ma tradurre le vostre aspirazioni in fatti concreti. Il mio interesse è farlo, altrimenti non sarei stato qui con tutti i problemi che ho e le dietrologie che si creano. Sono venuto qui per un impegno assunto e perché mio padre, essendo calabrese, mi ha insegnato delle cose che voglio rispettare. L’impegno va onorato a tutti costi e nel migliore dei modi”.

Rivedremo la gradinata riaperta e cosa sarà del centro sportivo?

“Se ci saranno gli spettatori. Il centro sportivo, invece, è un centro che in questa fase della società potrebbe essere più che soddisfacente vista la categoria. Poi mangiando viene l’appetito. Pensiamo ora a superare questa fase, che è la più critica. Ho fatto tutti i campionati: dalla D alla A, sono il presidente più longevo della storia come continuità. Camminando ci si rende conto di cosa va migliorato, ci attrezzeremo per farlo. Intanto superiamo questo momento particolare. Sdoganarsi dai dilettanti non è semplice: vince una sola. Sta a noi dimostrare di meritare di vincere e allestire una squadra competitiva, a voi di supportare la squadra”.

Risponde il sindaco: “Per la gradinata dipende dal numero di abbonamenti, in caso di numero imponente il sindaco ha una responsabilità e un dovere di riaprirla. E sarà così”.

Ha già impostato i settori giovanili? Ha incontrato la tifoseria organizzata?

“Sul settore giovanile non le nascondo che oggi ho incontrato tutti e ho rimandato a domani mattina, visto che sarò qui, un incontro per capire lo stato delle cose e programmare il settore giovanile. Sicuramente va rilanciato, ma è vero anche che al momento siamo più occupati con la prima squadra anche perché per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando. Siamo qui da pochi giorni, abbiamo dovuto trovare tutta la struttura. Alla gente vorrei fare capire che fare impresa è più semplice che fare calcio. Se fai l’industriale, compri la materia la lavori e hai il prodotto finito. E allora lo vendi. Qui ci sono troppi fattori imponderabili che non dipendono dalla tua volontà. Ecco perché bisogna rimanere coi piedi per terra ma fare le cose in modo convinto, determinato e uniti. L’unione fa la forza. Se noi siamo uniti e forti nessuno può sopraffarci. Se ni siamo divisi ci sopraffanno e la gente lo capisce sempre dopo. I tifosi? Ho incontrato prima le istituzioni, è giusto così essendo anche Senatore della Repubblica. Incontrerò anche i tifosi, penso che qui ce ne siano tantissimi. Il tema qual è? Dobbiamo fare leva sulla passione e sull’orgoglio facendo in modo di essere tutti insieme. Non bisogna fare divisioni e creare categorie, conta solo la Reggina”.

È possibile ipotizzare un Granillo ancor più rimesso a nuovo, che possa contare a livello nazionale?

“Le cose vanno fatte per gradi. Intanto dobbiamo smarcarci dai dilettanti, poi per ambire a quel ragionamento europeo dobbiamo arrivarci con la Serie C, la Serie B e la Serie A. Questo è un elemento, speriamo di arrivarci il prima possibile, ci impegneremo perché ciò accada. Nel caso della Salernitana ci sono arrivato vincendo ogni anno il campionato, vincendo anche la Supercoppa di Lega e la Coppa Italia. Ci sono tutte le condizioni, perché lo meritate altrimenti non sareste qui. Uno come me che parte da Roma e viene qui non perde tempo, lo fa perché pensa sia possibile. Anche perché non intendo tradire nessuno. Verrà messo in campo tutto quello che serve e anche di più. Ieri dovevo stare alla finale dei Mondiali, non come semplice spettatore, e non ci sono andato perché stavo qua. Ritenevo giusto onorare l’impegno. Tra l’altro vi do questa notizia: Infantino tifa Reggina, è di Reggio”.

Risponde il sindaco: “La serietà ci impone di essere prudenti, pacati e determinati. Parlare di Europa… Pensiamo a oggi, al campionato, a unire le forze. La parola chiave è unità. Dobbiamo creare un percorso di sentimento, gratitudine e supporto. Insieme possiamo raggiungere grandi risultati, poi un palo o una traversa non possono essere controllati. Pensiamo a domani, siamo qui per il futuro. Ma intanto godiamoci questo Granillo che già stasera è bello. Si inizia dalle piccole cose per i grandi obiettivi e per questo siamo qui oggi”.

Oltre al proprietario sarà anche presidente? Ha individuato altre figure?

“Sarebbe illogico pensare che Lotito da solo possa gestire tutto. La prima cosa che ho provato a costruire è un’organizzazione salvaguardando chi ha lavorato sul territorio e ha consentito alla Reggina di esserci. Sono venuto per mantenere, poi ho una grande organizzazione con migliaia di dipendenti sparsi per l’Italia. Ho una struttura che mi consente di supportarla, alcune tematiche possono essere governate anche dall’esterno pur avendo riferimenti in loco. Nella mia attività ho un mio ufficio privato che racchiude l’intelligence di tutte le mie società, ma ognuna ha poi una struttura autonoma. Le scelte strategiche le fa però l’ufficio centrale, mentre le strutture locali fanno il lavoro che fanno. Per quanto riguarda il ruolo non sarò presidente, che è un ruolo che non ho previsto per non creare confusioni. C’è un amministratore unico con pieni poteri, ho costituito una società apposita per la Reggina, pensando di chiamarla Regium e costruita per valorizzare la storia di questa città e di questa squadra. C’è una storia importante ed evocativa, questa società è proprietaria della Reggina che ha un amministratore unico che gestisce tutto. Le risorse saranno le mie e lui dovrà allora rendere conto a me. Io non sono amministratore di tutte le società: dal punto di vista operativo sono presidente e gestisco solo la Lazio, le altre società hanno amministratori unici. Lotito è il patron, anzi: la proprietà vera è di mio figlio, al 100%, è socio unico. Avevo pensato inzialmente - e non è detto che ciò non accada - di dedicare mio figlio a questo impegno. Ho un solo figlio, per farvi capire che importanza ho dato a questa iniziativa. Mio figlio al momento segue il settore giovanile e la squadra femminile della Lazio. Al momento è fuori, ma quando dovessimo decidere diversamente passerà ad assumere la responsabilità di questa cosa. Lo dico per farvi capire che è un coinvolgimento familiare, perché considero la Reggina una famiglia”.

Ci saranno amichevoli con la Lazio?

“Non è stata ancora approcciata ma non è detto che non accada. Abbiamo strutture al momento non pronte, ma sicuramente con la Lazio si faranno sinergie e non c’è dubbio. Probabilmente anche in termini sportivi, ma sono due mondi separati. La Lazio è la Lazio e ha le sue risorse, la Reggina è la Reggina e ha le sue risorse. Lo dico non tanto per voi quanto per altri”. 

Quanto è importante coinvolgere attività del territorio?

“È una bella domanda e sono d’accordo. Il calcio deve costruire un elemento fondamentale per cementare i territori. Significa, proprio per questo potere mediatico, che dobbiamo utilizzare il calcio intanto per formare i giovani alla cultura della legalità e al rispetto delle regole. Al rispetto valoriate e al merito. Bisogna vincere se lo meriti, senza scorciatoie. Mi preme formare giocatori dal punto di vista atletico e sportivo formandone le mente e nutrendone lo spirito. Attraverso questa impostazione creiamo una comunità che possa crescere anche per il futuro. E anche attraverso il calcio costruiremo il futuro di questa città”.

Vista la sue esperienza alla Lazio ci sono somiglianze con Foti e tra voi ci sono state poche trattative. Lo ha sentito?

“Era sull’aereo oggi, non abbiamo parlato della Reggina. Rideva, come a dire ‘Ti mancava solo la Reggina?‘ in tono costruttivo. Mi fa tornare in mente il primo giorno che incontrai Lillo, al calciomercato a Milano. Quando presi la Lazio andai al mercato a Milano, è rimasto nella storia, non avevo mai gestito una squadra di calcio e non sapevo come si facesse. Era disposto a vendermi Bonazzoli, ma non ci siamo accordati perché voleva un sacco di soldi. Dopo due giorni non avevamo preso nessuno, il mio direttore mi disse che non potevamo tornare a Roma a mani vuote. Gli dissi di non preoccuparsi, presi nove giocatori al terzo giorno tra cui Rocchi al posto di Bonazzoli. E i fatti mi hanno dato ragione”.

Avete scelto l’allenatore? Lo può annunciare?

“Lo farò quando sarà nero su bianco. Non significa che ci siano criticità, ma ho vissuto situazioni anacronistiche. La gente per il dollaro fa qualsiasi cosa. Può capitare che l’accordo sia chiuso, firmi il contratto ma l’interlocutore domani non lo firma e va altrove. L’allenatore, con cui abbiamo parlato, è stato scelto. E non a caso stiamo già cercando i giocatori che vengono scelti con la società sulla base delle indicazioni tecniche dell’allenatore”. 

Cosa direbbe a un tifoso che si è allontanato negli ultimi anni?

“Di credere, obbedire e combattere”.

Sarà un mercato ambizioso? Ci saranno aiuti dal territorio?

“A oggi non ho il dono dell’ubiquità, non ho incontrato tutti ma mi riservo di incontrare le categorie. Contatterò i maggiori rappresentanti sul territorio, vediamo se si potranno creare sinergie anche a carattere di sponsorizzazione. Creare quel connubio che dicevamo prima per rafforzare la Reggina e l’economia locale. Se lavoriamo per lo stesso fine troveremo l’interesse di tutti”.

Ha individuato anche i giocatori con l’allenatore? 

“Io spero di portare la Reggina il prima possibile tra i professionisti. Ho fatto una programmazione su una rosa di giocatori, abbiamo scandagliato una serie di nomi sul territorio nazionale, non locale, cercando di intravedere le figure migliori che possano dare il maggior apporto possibile alla squadra. Abbiamo messo in piedi una rosa copiosa di giocatori. Speriamo che la maggior parte accettino, ho trovato una grande disponibilità sia legata al fatto che io rappresenti la Reggina sia alla piazza stessa, passionale e con un pubblico eccezionale e una storia che la gente vuole rispolverare rendendosi protagonista”.

Qual è il piano di crescita per la Lazio? Investimenti personali o apertura all’esterno?

“Non avevo dubbi che lei avrebbe fatto questa domanda, c’è un piccolo problema: qui stiamo parlando della Reggina e non della Lazio. Punto”.

Pubblicato il 20/07