Lotito nega la realtà: “Alla Lazio attaccato perché do fastidio, i risultati dicono altro”
Porte aperte a Formello e Claudio Lotito vola da Cortina a Reggio Calabria. Il presidente della Lazio è presente questa sera insieme al segretario generale biancoceleste Armando Calveri in Calabria per la serata di presentazione della Reggina. Salito sul palco, Lotito ha preso la parola. Queste le sue dichiarazioni: “Il fatto sul dormire è un aneddoto del Senato: pensano che dorma ma in realtà mentre dormo non hanno capito che già sono morti. Bisogna essere veloci nella vita, quando hai già risolto il problema non c’è bisogno di essere presenti. A parte le battute vorrei dire che questa è la squadra ma mancano altri giocatori, già presi. Uno in difesa, uno a centrocampo, un portiere e un altro attaccante. È una squadra che deve avere, come l’allenatore, il mio carattere. Pugnace e da combattimento, combattenti e mai reduci. Dobbiamo portare Reggio nel calcio che conta, rendere i reggini orgogliosi. Il sindaco mi ha stalkerizzato, c’è affetto fraterno tra me e lui perché siamo due persone del fare”.
“Non possiamo fallire, dovete seguire quello che dice il sindaco, perché quando dice qualcosa la porta a casa nell’interesse della città. Non vogliamo i reduci, ma chi fa le cose e ha l’orgoglio di farle. Io sono da combattimento, fino alla morte. Conoscete il mio motto: ‘Con Lotito risultato garantito’. Quindi non possiamo sbagliare e la squadra lo sa. Ai ragazzi dico: ‘Guardate lo scenario, avete una grande responsabilità. Dovete portare l’orgoglio dell’appartenenza a un calcio che conta attraverso la determinazione, l’orgoglio e i risultati. Avete tutti i mezzi a disposizione, la società fa il suo e voi dovete fare il vostro. Questa gente troppo spesso è stata vilipesa, bisogna riportare orgoglio. Mi torna un motto: ‘Il Piave mormorò non passa lo straniero!’”.
“Io sono stato abituato da un motto di un noto politico, dall’imparare tre cose. Mai smentire la notizia perché è ripeterla due volte, oltre al viaggio di andata c’è sempre quello di ritorno. Noi siamo portati a parlare con la gente attraverso le risposte. La terza cosa: bisogna imparare a portare l’impermeabile estate e inverno. Quello che dicono i maldicenti deve scivolarti addosso, devono parlare i fatti. Abbiamo comprato oltre 20 giocatori in meno di 20 giorni, abbiamo trovato una situazione non facile che stiamo mettendo a posto. Stavo a Cortina e sono venuto qua, ho preso due aerei. Dal freddo ai 40 gradi. Il freddo dobbiamo portarlo agli altri, noi dobbiamo stare al caldo”.
“Ho scelto questa sfida per l’amicizia che mi lega al sindaco Cannizzaro e per la città di Reggio che ha passione. Istilla stimoli importanti, passione e voglia di fare. Ha l’orgoglio dell’appartenenza che è la cosa più importante. Verrò quando c’è bisogno e sarò sempre presente, sono un’ombra che sovrasta. Purtroppo per voi non potrete farmi sparire. Passione e affetto sono elementi che determinano nelle persone stimoli particolari. Soprattutto per chi come me combatte ogni giorno le avversità: quando porti risultati diventi ingombrante. Ho preso la Salernitana in Eccellenza e l’ho portata in Serie B, l’ho tenuta ferma lì per problemi amministrativi poi un giorno mi sono stufato e l’ho portata in Serie A”.
“Da quando me ne sono andato ha fatto come i gamberi. Oltre al denaro servono stimoli e autorevolezza. Queste cose o le dimostri quotidianamente o non porti risultato. Non è un problema di figurine, servono scelte organizzate e condivise con l’allenatore. I giocatori non si comprano al supermercato, vanno trovati, scelti e convinti. Ci sono giocatori che dalla B sono venuti in D. Voi qui rappresentate perché lo hanno fatto. Il presidente può motivarli dal punto di vista economico e di autorevolezza”.
“Da 22 anni sono presidente e sono il più longevo nella storia della Serie A. Ho preso la Lazio che fatturava 84 milioni, ne perdeva 86.5 e aveva 550 milioni di debiti. Oggi bene o male la società è economicamente altamente patrimonializzata, ha vinto sei trofei mai qualcuno mi attacca perché ci stanno logiche a prescindere. Io invece sono convinto che qui a Reggio non c’è questo retropensiero strumentale, ma il rispetto per quello che fai. Se fai bene viene rispettato, se fai male non vieni rispettato. No che ci sono interessi di natura diversa che ti portano a essere attaccato ogni giorno. Tu devi attaccarmi sui risultati, se li porto perché mi attacchi? Perché do fastidio. E noi vogliamo dare fastidio ai campionati fino alla Serie A. Per essere vicini alle persone, ho organizzato per mandare in onda tutte le partite della Reggina e di tutto il settore giovanile. È la prima volta nella storia del calcio e di questa categoria. Abbiate l’orgoglio di dire che c’è un’organizzazione che funziona”.


