Lazio, i quattro punti di Capezzone: l'editoriale dopo la denuncia di Lotito
Dopo la denuncia mossa da Claudio Lotito a Luigi Bisignani, faccendiere e collaboratore de Il Tempo, il direttore quotidiano Daniele Capezzone ha pubblicato un editoriale in cui mette in chiaro quattro punti rivolgendosi al presidente della Lazio, ribadendo la volontà di proseguire un percorso iniziato e che ha come unico scopo quello di far luce sulla realtà attuale dei biancocelesti.
"Non è nostro compito dare consigli a chicchessia, né a Claudio Lotito né ad altri: ognuno, a partire da chi scrive, sa benissimo sbagliare da solo.
E tuttavia vorremmo dire al Presidente della Lazio alcune cose. La prima: non sarà l'una o l'altra denuncia-boomerang a risolvere il problema del senatore Lotito con la stragrande maggioranza dei tifosi laziali. Davvero ritiene di trattare una critica come lesa maestà, una domanda come premessa di aggiotaggio, un'obiezione come un indizio di reato? Suvvia.
La seconda: qui siamo liberi, e la proprietà privata è sacra. Dunque, lui ha tutto il diritto di vendere, di non vendere, di fare o non fare quello che crede. Non si discute. Ma è suo interesse (non nostro: suo) ricordare che il bene di cui dispone ha a che fare con il cuore e la passione di milioni di persone. Se si isola da quei sentimenti, se non ne tiene conto (o peggio), è lui ad arrecare un danno a se stesso e al bene di cui è proprietario.
La terza: leggiamo nelle carte che si contesterebbe qui e là l'annuncio di una «imminente cessione» della Lazio. Ma quando mai? Anche un bambino sa che è vero esattamente il contrario. Solo dei marziani, considerando la tetragona volontà di Lotito di non mollare, avrebbero potuto annunciare una vendita imminente.
La quarta, che è poi la più importante: questo giornale, in primo luogo con il grande Luigi Bisignani, ha posto al vertice della Lazio dieci domande che giacciono da mesi senza risposta. Porre domande non è né un peccato né un reato. Un peccato – semmai – è che non sia arrivato uno straccio di risposta. E non solo al Tempo, ma alle migliaia di mail e di lettere che sono giunte al nostro giornale, e che il Presidente Lotito farebbe bene a leggere. Vi troverebbe stralci di vita, passioni personali e tradizioni familiari, oltre a quel patrimonio di distinzione e classe che i biancocelesti amano chiamare «lazialità».
Quanto a Lotito, già mesi fa gli abbiamo pubblicamente e privatamente confermato (invano, però) la nostra disponibilità a confrontarci con lui. Da mesi (ricordate la domanda in conferenza stampa della nostra Martina Zanchi?) gli abbiamo proposto un forum sullo stadio: niente. Quindi gli abbiamo posto il tema delle risorse e di un progetto che deve essere adeguato alla storia e alle ambizioni della Lazio. Niente. Per molte settimane abbiamo ospitato il dibattito «Agorà Lazio», offrendo a tutti uno spazio di discussione: a lui (che non ne ha voluto usufruire), al suo capo della comunicazione (che invece ci ha scritto), e a decine e decine di voci. Di nuovo niente.
Siamo fieri di quello che abbiamo fatto, di aver ascoltato il respiro e i sentimenti della città biancoceleste. E continueremo a farlo, senza che nessuno possa intimidirci".


