Lazio, l'attacco è un rebus: il paradosso dei "bomber a quota 3" e l'idea Artistico per il futuro
Se c’è un dato che fotografa senza pietà la stagione della Lazio di Maurizio Sarri, è quello legato alla produzione offensiva. Con il sesto peggior attacco della Serie A 2025/2026, la compagine biancoceleste sta vivendo una vera e propria crisi d'identità negli ultimi sedici metri. Una carestia che mette a nudo non solo i limiti tattici di un meccanismo che sembra essersi inceppato, ma anche le difficoltà di un mercato che finora non ha pagato i dividendi sperati.
Il paradosso della cooperativa: tanti a segno, nessuno punge
La statistica è quasi paradossale: la Lazio vanta ben cinque "capocannonieri", ma nessuno di loro ha superato la soglia psicologica delle tre reti. Cataldi, Pedro, Isaksen, Zaccagni e Cancellieri: un gruppo di "rifinitori" o centrocampisti che ha provato a metterci una pezza, ma che di professione non fa il centravanti.
Il vero vuoto è al centro dell'area di rigore:
Boulaye Dia: Un solo centro all'attivo, lontano anni luce dal cecchino ammirato in passato.
Petar Ratkov: Arrivato a gennaio per non far rimpiangere il "Taty" Castellanos, l'ex Salisburgo è ancora fermo a zero, schiacciato dal peso di una maglia che al momento sembra pesare troppo.
Gabriele Artistico: il DNA del gol in prestito allo Spezia
Mentre a Formello si cerca la soluzione al rebus, lo sguardo della dirigenza e degli scout si sposta inevitabilmente in Serie B. Il nome caldo per il futuro è quello di Gabriele Artistico. Il classe 2002, attualmente in forza allo Spezia, sta dimostrando che il senso del gol è una dote genetica.
Nipote d'arte. Lo zio Edoardo è stato una colonna della provincia italiana con 154 gol in carriera, il giovane attaccante sta vivendo la sua stagione della consacrazione in Liguria: 9 gol in 25 presenze con la maglia delle Aquile. Una media realizzativa di una rete ogni 168 minuti.
Strategia e controriscatto: mossa per l'estate?
La Lazio osserva con attenzione, forte di quel diritto di controriscatto inserito nell'accordo con lo Spezia la scorsa estate. Sebbene il salto dalla B alla A sia storicamente complicato, l'anemia dei titolari attuali impone riflessioni profonde. In un mercato dove i grandi nomi costano cifre proibitive, puntare su un giovane in rampa di lancio con il sangue "biancoceleste" (per DNA e proprietà del cartellino) potrebbe essere la chiave per rinfrescare un reparto oggi apparso troppo spento.
Perché la Lazio di oggi ha un disperato bisogno di ritrovare il suo predatore d'area. E chissà che la risposta non sia già "in casa", a pochi chilometri di distanza.
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