Motta: "Da piccolo volevo diventare come Cech. Ora penso ad arrivare il più in alto possibile"
Edoardo Motta, giocatore della Lazio, è l'uomo del momento in casa biancoceleste dopo i 4 rigori parati contro l'Atalanta e ha rilasciato un'intervista al TG1, nella quale si è raccontato: "Mi piaceva fare il portiere e buttarmi sulla ghiaia, mio padre mi dava un po' del matto, però io dolore non lo sentivo".
Si sono viste le lacrime sul suo volto dopo l'impresa di Bergamo.
"Mi sono lasciato un po' andare per l'emozione, cosa che non vorrei mai far vedere. Rimanere solido definisce di più la persona che si è, piuttosto che essere molto emotivo o troppo emotivo".
Il suo idolo è sempre stato Cech.
"Ai miei genitori dissi che volevo diventare come lui, che volevo provarci. Loro mi hanno dato la forza e hanno fatto tanti sacrifici per far sì che oggi sia qui".
Qual è il suo obiettivo?
"Non voglio mai smettere di imparare, migliorare e crescere, questo è l'obiettivo. Voglio cercare di arrivare il più in alto possibile, senza rimpianti e rammarichi, godendomi la vita senza togliermi niente".
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






