L'Argentina non molla mai, anche l'Inghilterra l'ha capito. Finalissima con la Spagna
Emozioni forti ad Atlanta: nelle semifinali dei Mondiali, Messi e soci ribaltano la nazionale dei Tre Leoni dopo il vantaggio di Gordon e volano in finale.
L'Argentina difenderà il titolo di campione del Mondo vinto nell'ultima edizione, ma questa volta se la vedrà contro la Spagna. Messi e compagni sono arrivati a pochi centimetro dal baratro, nella sentitissima semifinale contro l'Inghilterra, ma il solito infinito carattere ha permesso alla Seleccion di ribaltare tutto nell'arco di pochi giri d'orologio e di prendersi di forza il biglietto per New York.
La grande rimonta dell'Argentina
La partita del Mercedes-Benz di Atlanta è iniziata come fosse una battaglia, e non solo a parole. Gli argentini ci hanno tenuto a far sentire subito i propri tacchetti sugli inglesi, che non hanno tardato a rispondere. Il risultato è stato un primo tempo di poco calcio, quasi niente, con le stelle non visibili. Nel secondo, cambia tutto: inaugura Gordon a inizio frazione per il vantaggio inglese. E quando tutto sembrava perduto, ecco riemergere l'Argentina, anche dai fondali più fangosi. Con due assist di Messi, soprattutto quello vincente per la zuccata di Lautaro Martinez, che si sta dimostrando uomo-copertina anche dalla panchina.Le parole di Scaloni e Tuchel
Il ct dei sudamericani Lionel Scaloni fatica a credere all'impresa che i suoi sono stati capaci di realizzare: "Sono senza parole, una gioia immensa per il nostro Paese. Questo gruppo è incredibile, adesso proveremo a vincere ma è difficile. Siamo unici, non è arroganza, questa gente oggi ci ha fatto vincere la partita. Lo merita la maglia della nostra nazionale, dare tutto fino alla fine senza guardarci indietro". Sotto accusa, invece, il suo omologo Tuchel, il quale capisce anche il perché ma non fa tragedie: "Subito dopo il nostro gol, senza aver effettuato alcuna sostituzione, abbiamo concesso troppi cross e troppe occasioni, quindi abbiamo cercato di darci una mano. Naturalmente, la responsabilità è dell'allenatore e se le cose non vanno bene, è facile dire che si è sbagliato".Articoli correlati
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