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Lazio, progetto per lo stadio Flaminio. L'architetto Nervi: "Finalmente lo si riporta in vita"TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 13:38Serie A
di Yvonne Alessandro

Lazio, progetto per lo stadio Flaminio. L'architetto Nervi: "Finalmente lo si riporta in vita"

L'architetto dello Stadio Flaminio si schiera fortemente dalla parte della Lazio di Claudio Lotito, desideroso di farne la sua nuova casa
Le prescrizioni pubblicate dalla Soprintendenza a seguito della Conferenza dei servizi preliminare impongono una revisione al progetto della Lazio per la ristrutturazione dello stadio Flaminio, su cui il club guidato da Claudio Lotito prevede di investire 10 milioni di euro, cifra pari al 2,3% del totale di 437,5 milioni stimato dal Piano di Fattibilità Economico-Finanziaria. Nonostante il via libera sia giunto con riserva su diversi aspetti fondamentali, la società biancoceleste e il Comune di Roma hanno accolto positivamente il riscontro, mentre anche Pierluigi Nervi, erede dei progettisti originali Pier Luigi e Antonio Nervi, ha espresso la propria posizione tramite una nota ufficiale.

La nota dell'architetto

Di seguito, la nota integrale firmata dall’architetto Pierluigi Nervi con le sue considerazioni in merito al parere della Soprintendenza per lo Stadio Flaminio: "C’era una volta un impianto sportivo dedicato al calcio, anche internazionale, e ad altre attività quali il nuoto, il pugilato, la scherma, la ginnastica, etc. che venne realizzato per le Olimpiadi del 1960, lo stadio Flaminio. L’impianto, completato alla vigilia dei Giochi nel pieno rispetto di tempi e costi, venne considerato da subito una perla di architettura moderna per le soluzioni tecniche e strutturali adottate che ne facevano apprezzare la gradevolezza e funzionalità dell’insieme. Gli spettatori potevano quasi partecipare all’evento che si svolgeva sul campo di gioco, tanto erano nitidi i dialoghi tra i giocatori e tra questi e le panchine, dovuto alla vicinanza al terreno. Purtroppo negli anni a seguire il disinteresse, l’incuria, l’abbandono fecero si che, come la strega Malefica della fiaba La Bella Addormentata avvolse di rovi il castello ove era prigioniera per renderlo inaccessibile al principe che voleva liberarla, così divenne anch’esso un luogo dove l’accesso fu impossibile per chiunque. Oggi non è possibile nemmeno effettuare una partita di bocce al suo interno. Come la principessa venne liberata grazie all’amore del principe così oggi l’amore per questa struttura vuole liberarlo dallo stato pericoloso e malsano in cui versa ormai da troppo tempo. Finalmente esiste uno ed unico progetto che lo riporta in vita, lo restaura, lo ristruttura, lo restituisce alla città e lo rende compatibile con le nuove regole istituite per il calcio internazionale". "Non si tratta di uno scempio, come qualcuno lo ha giudicato, ma di un intervento consapevole proposto proprio per il recupero funzionale nel rispetto di chi lo ha progettato e costruito senza alterarne l’aspetto, mantenendone le preziose caratteristiche strutturali e funzionali. Un evidente esempio di rispetto verso l’opera realizzata da mio zio e mio nonno trovando le condizioni necessarie, secondo le nuove esigenze, per tornare ad essere unico, ammirato e goduto nelle occasioni di eventi di importanza internazionale. Vorrei sottolineare inoltre che chi crede che la strada da percorrere sia quella di svilire l’impianto riducendolo a poco più di un circolo ricreativo di quartiere non dimostra certo amore, apprezzamento rispetto per l’opera. Bene ha fatto il Comune quando ha chiesto che venisse rispettata la sua vocazione di livello calcistico internazionale come in origine. Non vorrei dimenticare che per la titolarità dello svolgimento di gare di tale livello è necessario poter accogliere una giusta cornice di pubblico; erano circa 46.000 in piedi come capienza originaria, tornerebbero tali dopo il progetto di ampliamento, nel rispetto delle regole e norme di ciascun momento storico. Questo per quanto riguarda l’esistente. Ovviamente per poter recuperare la titolarità per gli eventi internazionali è stato necessario ipotizzare un ampliamento della capienza. Il progetto, come già detto, prevede dei telai strutturali in acciaio, analoghi per forma agli attuali, posti all’esterno degli originari, in modo di non gravare in alcun modo sulla struttura esistente, che resta libera e non alterata, priva di qualsiasi connessione con la nuova e lasciandone percepibile la sua visibilità. È opportuno precisare e fugare ogni dubbio su quanto paventato dalla Fondazione PLN Project, che è bene ricordare è composta da uno solo dei tredici coeredi dei progettisti, riguardo il Piano di conservazione elaborato nell’ambito del programma “Keeping it modern” finanziato dalla Getty Foundation. Si tratta di un documento prezioso finalizzato al restauro da eseguirsi sull’impianto esistente che potrà dunque fornire ampio supporto nella realizzazione dello specifico intervento, considerato che il progetto Lazio ne prevede allo stesso modo il ripristino. Tale Piano di conservazione sarà dunque uno strumento indispensabile per considerarne gli aspetti necessari per l’intervento sull’impianto esistente". "Grande attenzione il progetto Lazio ha dedicato alla riqualificazione dell’intero quartiere; infatti fa parte dell’investimento proposto la realizzazione di nuovi percorsi dedicati, ad esempio il rinnovato ripristino del collegamento con la zona Tor di Quinto/Fleming attraverso il rinnovo del ponte sui pilastri (ancora in opera) dell’antico ponte Bailey; percorsi e parcheggi studiati per biciclette e motorini; nuove ed importanti alberature tali da ampliare il polmone di verde della zona a completamento dell’intervento generale; la realizzazione di un importante nodo di scambio che andrebbe a ridefinire e rifunzionalizzare una zona, quella a ridosso di viale Tor di Quinto, da sempre lasciata indefinita dal punto di vista del controllo progettuale degli spazi e dell’ambiente, peraltro con esiti che potrebbero supportare la funzionalità del vicino Stadio Olimpico e delle strutture sportive del Foro Italico, che attualmente sono causa di caos e disagi a non finire nei confronti dei residenti dei quartieri Flaminio, Villaggio Olimpico, Ponte Milvio Prati lato viale Angelico/Piazzale Clodio a causa della atavica mancanza di adeguate strutture e spazi di parcheggio; non ultime nuove infrastrutture strategiche per la mobilità nella zona, come il parcheggio su due livelli proposto in zona piazza Mancini e il rinnovamento delle pavimentazioni urbane dell’area in questione con materiali di ultima generazione, disinquinanti e drenanti. I relativi costi saranno interamente a carico del proponente. Il nuovo stadio Flaminio diventerà un elemento di nuova riqualificazione per l’intero quadrante della città. Un nuovo punto di sviluppo socio culturale per il quartiere a completamento di quanto già eseguito, l’Auditorium, il Maxxi, via Guido Reni, fino al Foro Italico; quello che l’ambasciatore Umberto Vattani ha meravigliosamente definito Roma distretto del contemporaneo. Un’ultima considerazione, mi sono posto la domanda cosa avrebbero detto mio zio Antonio e mio nonno Pier Luigi progettisti. Sicuramente avrebbero fatto meglio, ma senza ombra di dubbio non avrebbero superato il rispetto, l’attenzione e l’amore che tutto il gruppo di progettisti ha riversato nel progetto presentato. Raramente è riscontrabile una tale unità e condivisione di intenti nell’affrontare un tema così difficile. Ringrazio in particolare l’architetto Marco Casamonti per essere riuscito a far propria ed a trasmettere nel progetto la cura e l’attenzione dovuta. Allo stesso modo un sentito ringraziamento è dovuto agli Enti preposti, in particolare il Comune di Roma ed i suoi Assessorati, particolarmente quello allo Sport e Grandi Eventi, la Regione Lazio e la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma la cui collaborazione è stata ed è fondamentale per le successive fasi di realizzazione del progetto. Hanno infatti contribuito e costituiscono elemento di confronto collaborativo e costruttivo grazie ai suggerimenti ed alle prescrizioni indicate".

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