Gattuso: "Io schiavo del mio personaggio. Ci si dimentica cosa ho fatto con Napoli e Milan"
L'allenatore della Lazio attacca: "Quando ti battezzano Ringhio è normale, ma questo è un altro lavoro. Lamentele? Solo se non arriva lo stipendio".
Gennaro Gattuso non vuole alibi. Il tecnico della Lazio è intervenuto in conferenza stampa e ha precisato che non ci sono stati contraccolpi dopo le vicende degli ultimi giorni: "Non voglio che si parli nello spogliatoio o in palestra di cose che non ci riguardano. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro, preparare le partite e allenarci in un solo modo. Ci possiamo lamentare solo se non arrivare il salario per 4-5 mesi, altrimenti dobbiamo solo fare il nostro lavoro. Io leggo poco, l'extra campo non ci interessa. Quando ho iniziato a fare questo lavoro leggevo tanto e mi portava poco, io cerco di trasmettere ai miei giocatori che non si deve parlare di cose che non ci riguardano. Ci dobbiamo rifare del secondo tempo fatto con il Milan".
Questa Lazio ha gioco oltre che carattere, è un riconoscimento per lei?
"Forse qualcuno si dimentica ciò che è stato fatto al Napoli e al Milan, non sono andato in Champions con 77 punti e se avessimo vinto l'ultima partita col Verona saremmo stati secondi. Quella squadra giocava un gran calcio come il Milan, ma io sono schiavo del mio personaggio da calciatore. Questo è un altro lavoro, quando ti battezzano Ringhio è normale, ma io faccio questo lavoro con passione ed è un lavoro diverso. Un giocatore con le mie caratteristiche forse in una mia squadra non giocava per quello che voglio fare con le mie squadre. Uno come me forse non trovava posto per come vedo il calcio".
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