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C’era una volta la trasferta. Da inizio anno sono già 40 le gare senza tifosi ospitiTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 09:24Serie A
di Tommaso Maschio

C’era una volta la trasferta. Da inizio anno sono già 40 le gare senza tifosi ospiti

Le trasferte, quel rito collettivo che ha unito per decenni i tifosi di tutte le età e di tutte le latitudini, si sta trasformando oggi un un tabù, un qualcosa da ‘sacrificare’ sull’altare dell’ordine pubblico da parte di questori, prefetti e forze dell’ordine. Il metodo, ormai consolidato, è quello del divieto preventivo per evitare poi di dover gestire eventuali (non certi) disordini tra tifosi: così si spiegano le 40 partite senza ospiti “autoctoni” dall’inizio stagione tra Serie A, Serie B, Serie C e Coppa Italia, alle quali si sommano altre 50 circa con limitazioni basate sul possesso di una tessera, scrive il Corriere dello Sport in edicola sottolineando come il numero si decisamente alto considerando che la stagione è iniziata da meno di un mese visto che i primi no risalgono ai preliminari di Coppa Italia e Coppa Italia Serie C giocati a cavallo di Ferragosto.

La prassi vigente e le norme

Come sottolinea il quotidiano sportivo su questi eventi sportivi l’Osservatorio ha rimandato al Comitato di Analisi per la Sicurezza la valutazione per introdurre «adeguate misure di rigore». La prassi dice che quasi sempre è un atto propedeutico allo stop. Le maglie si sono strette da quando, nella passata stagione, nel giro di due settimane prima sono venuti a contatto sull’A1 i tifosi di Roma e Fiorentina, poi quelli di Lazio e Napoli. Una modalità che colpisce nel mucchio e oltre ai tifosi più assidui delle curve colpisce in maniera indiscriminata anche famiglie e appassionati che nulla hanno a che fare con i gruppi ultras. Non potendo infatti bandire i tifosi della formazione “X”, le autorità prendono come riferimento la residenza, un parametro che dovrebbe essere controllato sui documenti nel momento in cui si accede allo stadio. Una stortura che provoca anche dei cortocircuiti come avvenuto con i tifosi della Lazio in vista della gara col Bologna (poi aperta al pubblico) che “intuendo” la possibilità di non potersi recare a Bologna alla prima di campionato stavano organizzando un passaparola via social per “un tour culturale alla scoperta delle chiese della città”. Del resto se vietare l’ingresso allo stadio è possibile viste le norme vigenti, non si può impedire il libero spostamento delle persone da una città all’altra.

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