TMW RADIO - Scanner: Fair play finanziario e i finanziamenti indiretti
Giulio Dini
Finanziamenti indiretti La sponsorizzazione decennale per il PSG dello stadio della Etihad Airway. “Il caso Neymar è emblematico di come il Fairplay finanziario non possa andare ad elevare le sanzioni,perché sotto il profilo formale non possono essere mosse delle eccezioni. Quando si dice che ogni società deve vivere della propria attività, il concetto è piuttosto rigido. Si parla del Man City e del PSG perché entrambe hanno ricevuto delle sponsorizzazioni che sono provenienti indirettamente dalle loro proprietà, una di 250 milioni di sterline e l'altra di 300 milioni di euro e quindi sono sponsorizzazione che mascherano un finanziamento dalla parte della proprietà. Sotto questo aspetto di finanziamenti indiretti, l'Uefa non ha assunto delle iniziative precise. Nel caso Neymar addirittura siamo andati in un'altra direzione, che è parsa voler aggirare la disciplina, perché il giocatore si muove per una clausola rescissoria elevata, ma non grazie all'intervento del club, ma grazie a al sostegno economico di un soggetto terzo che va a pagare la penale che sarebbe a carico formalmente del calciatore. Quando il calciatore stipula questo tipo di clausola è il giocatore che formalmente deve corrispondere questa penale. Neymar aveva trovato chi corrispondeva per lui questa clausola ed è l'azienda per il turismo del Qatar che investe su di lui in vista dei Mondiali 2022 ed eroga al calciatore solo 300 milioni di euro”. Intervento Mario Tenore, tributarista, esperto di professionismo sportivo “Che fine fanno gli introiti dei diritti di immagine? E' la domanda che si stanno ponendo molte amministrazioni finanziarie. Il problema è lo scollamento tra il luogo in cui l'immagine viene sfruttata e dove subisce l'accrescimento di valore, che è dove il giocatore professionista svolge la propria attività e dall'altro lato il luogo invece in cui i relativi redditi introiti derivanti dallo sfruttamento del diritto di immagine vanno a confluire spesso in società dette schermo, prive della benché minima struttura societaria, società che sono costituite in stati così detti paradisi fiscali”. Dini: “L'obbligo di riscatto è un escamotage che è stato utilizzato da molti club per rimandare alla gestioni successive le operazioni economica. Il PSG che aveva sottoscritto un accordo aveva necessità di rimanere nei parametri imposti dalla Uefa e ci è riuscito grazie a questo escamotage”.
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Pubblicato da Tuttomercatoweb.com su Mercoledì 27 settembre 2017


