Primavera. Il Livorno si riscatta e impone il pari alla Roma, 3 a 3
Roma – Al termine di un pomeriggio a dir poco generoso di emozioni, il Livorno di mister Zanetti vive il paradosso di trovarsi a recriminare per una vittoria che poteva arrivare e non è arrivata. Non che il pareggio strappato agli uomini di De Rossi sia un risultato ingiusto o da buttar via, ma la capacità via via crescente mostrata dagli amaranto di mettere alle corde l’avversario lascia l’amaro in bocca, a fronte di una prestazione gagliarda e di assoluto spessore.
Alla vigilia del match di questo pomeriggio, il Livorno si presentava, a detta dei più, come la classica vittima sacrificale, peraltro reduce da un clamoroso capitombolo interno contro la Fiorentina, al cospetto di una Roma bisognosa di riscatto dopo il deludente pareggio in rimonta di Avellino e la cocente sconfitta nel derby contro la Lazio.
Per la sfida di oggi, Zanetti ha scelto un robusto 3-4-1-2, con gli esterni Stampa e Morelli impegnati nella doppia mansione di contenere le mezze punte giallorosse e di ripartite. In avanti, abbastanza a sorpresa, il possente Bruzzi è stato preferito a Biasci e Favilli ha preso il posto di Bartolini. Dal canto suo, l’ex pilastro amaranto De Rossi, per provare a vincere la partita ed avere la meglio dei coriacei avversari, ha sfoderato un 4-2-3-1 di spallettiana memoria, con Ferri unica punta e Romagnoli, Caprari e Ricci in qualità di fuori quota o, comunque sia, di prestiti provenienti dalla prima squadra di Garcia.
Il Livorno ha messo sul tappeto un match dai due volti, in cui non sono mai mancate la caparbietà, l’organizzazione di gioco, lo spirito di sacrificio e la capacità del singolo di mettersi al servizio della squadra: ciò nonostante, la prima ora di gioco ha visto il Livorno fare la sua partita con grande determinazione, ma essere poco incisivo sotto porta; l’ultimo terzo di partita, invece, anche grazie agli ingressi di Bartolini e Castro, ha visto il Livorno mettere a frutto la grande mole di gioco prodotta e recuperare per due volte l’avversario dal doppio svantaggio.
La formazione di De Rossi, sicuramente superiore dal punto di vista tecnico, si è trovata in vantaggio alla prima vera occasione da rete, grazie a una pennellata dalla destra di Ricci al 12’ che ha trovato Capradossi colpevolmente solo davanti a Cipriani: il portiere ha respinto il primo tentativo di Capradossi su colpo di testa, ma nulla ha potuto fare sul suo tap-in di piede. Il secondo gol della Roma è arrivato al minuto 16 della ripresa, in occasione di uno dei tanti contropiedi che il Livorno ha concesso alla Roma, nel tentativo di riequilibrare la partita: incursione sulla destra di Ferri, per la testa di Mazzitelli, che insacca a pochi passi dal numero uno amaranto.
Una volta sul 2 a 0, ma con un Livorno capace di schierare contemporaneamente in campo il talento tra le linee di Bartolini, la fisicità di Castro e l’esperienza del capocannoniere Biasci, sono venute progressivamente meno le certezze della squadra di De Rossi, che ha subito il crescendo della formazione amaranto, arretrando colpevolmente il baricentro della squadra.
Il sedicenne Castro, al 17’, ha trovato con un tiro da fuori area l’angolino alla destra di un non irreprensibile Proietti Gaffi. La Roma ha provato a rimettere le cose in chiaro al 21’ con un tiro al volo di Pellegrini, che ha piegato per la terza volta la resistenza di Cipriani, ma non è riuscita a fronteggiare il nuovo ritorno del Livorno, che, nel giro di tredici minuti è passato dall’1 a 3 al 3 a 3: un passaggio filtrante di Bartolini per Simonetti al 23’ ha costretto Proietti Gaffi ad una maldestra uscita sul corpo di Simonetti, che ha avuto l’effetto di spalancare a Bartolini lo specchio della porta per un pallonetto vincente dal limite dell’area. La rimonta si è completata grazie al secondo gol di Castro, il quale ha saputo girare al volo, sull’angolo opposto rispetto a quello di tiro, un passaggio dalla destra di Bartolini. Gli interventi finali di Cipriani sul colpo di testa di Capradossi a seguito di un calcio d’angolo e di Proietti Gaffi su un tiro Morelli, dopo essersi avventurato in un’azione solitaria, seguito da Ricci, testimoniano meglio di ogni altra cosa il fatto che le due squadre abbiano provato a superarsi fino alla fine e il maggior valore, alla luce dei fatti, di questo punto.
Alla fine della partita, l’allenatore in seconda, Scarola, ha avuto la cortesia di rispondere a qualche nostra domanda, facendo presente che il mister Zanetti si è trovato nell’impossibilità di farlo, avendo lasciato in tutta fretta il campo di Trigoria per raggiungere la sua famiglia. A nome proprio e dell’intero staff tecnico, mister Scarola ha affermato che la squadra vista oggi contro la Roma ha accettato la sfida di provare a giocare alla pari contro una formazione più blasonata, mettendo in campo elementi imprescindibili nel gioco del calcio quali la feroce motivazione, l’agonismo, l’organizzazione di gioco, ma soprattutto l’umiltà, lo spirito di sacrificio e la necessità di mettere il singolo e le sue preziose caratteristiche al servizio del collettivo. A seguito di una nostra precisa domanda, nell’ambito della quale volevamo chiedere al mister se, una volta terminato il ciclo terribile di incontri consecutivi contro Lazio, Napoli, Fiorentina e Roma, egli ritenesse il Livorno pronto a riprendere un agevole cammino, è stato lo stesso Scarola a riportarci con i piedi per terra: se il Livorno vorrà davvero continuare a coltivare le proprie legittime ambizioni di alta classifica, è assolutamente necessario che non sottovaluti alcun impegno, a cominciare dalla sfida casalinga di sabato prossimo contro il Trapani, perché nessuna partita può essere vinta prima di essere stata giocata (un esempio su tutti è la vittoria odierna del Latina contro il Palermo, ndr). Il campionato è avvisato.
Roma (4-2-3-1): Proietti Gaffi; Somma, Capradossi, Romagnoli, Sammartino (29’ st Calabresi); Mazzitelli (38’ st Trani), Battaglia (cap); Ricci, Di Mariano, Caprari (11’ st Pellegrini); Ferri. A disp. Marchegiani, Masciangelo, Adamo, Shahinas, Damiani, Utzeri, Vina, Njiki Tchoutou, Taviani. All. De Rossi.
Livorno (3-4-1-2): Cipriani; Stoppini, Tiritiello (cap), Diana; Stampa, Simonetti, Cannataro, Morelli; Favilli (1’ st Bartolini); Bruzzi (13’ st Castro), Frati (18’ st Biasci). A disp. Panicucci, Signorini, Ricci, Brondi, Albamonte. All.: Zanetti.
Arbitro: Mancini di Fermo, assistenti: Loni di Cagliari e Dessena di Ozieri.
Reti: 12’ pt Capradossi, 16’ st Mazzitelli, 17’ st Castro, 21’ st Pellegrini, 23’ st Bartolini, 36’ st Castro.
Note: ammoniti: Favilli, Diana, Ferri, Bartolini.


