Il punto sulla A. Retrocedono Bologna, Catania e Livorno. Il Torino 'vede' l'Europa
Milano - Finisce con le lacrime di Emerson a Livorno, la contestazione dei tifosi inferociti a Bologna e l'amarezza del Catania, vittorioso nello scontro diretto del Dall'Ara ma comunque condannato. A 90' dal fischio finale (difficile ipotizzarlo qualche settimana fa) la lotta salvezza ha già emesso le sue sentenze: amaranto, rossoblu ed etnei scendono in cadetteria, Sassuolo e Chievo, vincenti contro Genoa e Cagliari, mantengono la categoria. Come ogni anno il finale di stagione ha riservato "prevedibili sorprese" con risultati al limite dell'inverosimile che si materializzano con precisione chirurgica e sagre del gol che, vista la storia e la credibilità del pallone nostrano, giustificano qualche legittimo sospetto.
Anche in zona Europa League tutto sembra già scritto. A raggiungere Fiorentina (certa del quarto posto con il successo nel derby contro il Livorno) e Inter nella seconda manifestazione continentale con tutta probabilità sarà il Toro che sciupa il match ball facendosi raggiungere dal Parma nello scontro diretto. Traguardo soltanto rinviato visto che ai granata basterà battere i viola, senza obiettivi e con i quali è ben saldo uno storico gemellaggio, per tornare in Europa. Difficile immaginare che qualcuno voglia rovinare quella che sembra una festa annunciata. Ai ducali battere il già retrocesso Livorno servirà a poco. Praticamente tagliate fuori anche Milan, Verona e Lazio che non centrano l'appuntamento con i tre punti e, di fatto, abbandonano ogni velleità.
Con il tricolore già assegnato lo scontro al vertice Roma-Juventus era privo di grandi significati, il gol dell'ex Osvaldo allo scadere con cui i bianconeri hanno messo nel mirino l'ambita e prestigiosa quota dei 100 punti, serve più agli almanacchi che altro.
Infine consentiteci di dedicare la chiusura al capitano dell'Inter Javier Zanetti che sabato sera, a 41 anni suonati, ha concluso la sua carriera con una bellissima e toccante festa davanti al pubblico di San Siro. Mai una polemica, mai un eccesso, un esempio per tutti, a prescindere dai colori. Una delle ultime bandiere del nostro calcio si ammaina. Ci mancherà.


