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tmw / livorno / Editoriale
Strada già imperviaTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image
sabato 21 dicembre 2013, 22:25Editoriale
di Lorenzo Corradi
per Amaranta.it

Strada già impervia

Livorno - Ancora una volta vestiti i panni del medico guaritore. Il Livorno stecca di nuovo ed anche l'Udinese esce indenne dal "Picchi" esultante, facendo sprofondare sempre di più gli amaranto in una crisi che sembra non avere via d'uscita. Dopo Sampdoria, Bologna e Lazio, l'ennesima squadra che sembrava sull'orlo di una crisi di nervi ed anche su quello della bassa classifica, trova gli amaranto incapaci di sfruttare fino in fondo le difficoltà avversarie ed esce dall'Ardenza a braccia alzate, con fortuna e merito. Con fortuna nel primo tempo con Brkic che ci mette tre volte le manone e con merito nella ripresa quando in effetti c'è solo una squadra in campo: quella di Guidolin. Quindi diremmo che il Livorno ha parzialmente perso un'occasione per uscire dalla crisi e fare almeno un bel regalo di Natale a presidente e tifoseria. Perché i labronici della prima frazione erano quelli che ci si auspicava di vedere, quelli modello anti-Milan che divertono, creano e lasciano presagire qualcosa di buono. Poi, nella ripresa, il buio. Non soltanto quello delle sette di sera, ma anche quello mentale (e fisico) nel quale il Livorno s'incunea tra l'altro senza impensierire la difesa friulana. Un crollo leggermente di poco migliore alle prestazioni contro Chievo e Lazio e col comune denominatore del passare in svantaggio senza recuperare più. Certo, l'Udinese come abbiamo detto ha meritato: nella ripresa è stata più veloce soprattutto nello stretto ed ha messo in evidenza la sua superiorità tecnica, nonché facendo pagare a caro prezzo la colossale amnesia sull'1-2, ma il Livorno secondo tempo ha fortemente preoccupato, anche perché ha inspiegabilmente cambiato il modo di giocare: da quello ficcante sulle fasce, a quello insulso e prevedibile fatto di passaggi centrali e lanci lunghi. Non ci siamo. L'unico vantaggio? La lunga pausa di riflessione che intercorre da stasera al 5 gennaio, giorno del derby al "Franchi" contro la Fiorentina, gara che al momento non annuncia niente di buono. Il punto è come il Livorno intende arrivare all'appuntamento e ci riferiamo alle frasi di Spinelli a Sky prima del fischio d'inizio: il mercato amaranto dipenderà dalle uscite. Prima sfoltire e poi comprare. Non farebbe una grinza, se non fosse per il fatto che le continue occasioni perse stanno mettendo la squadra nelle condizioni di dovere fare una maratona nel girone di ritorno, nella quale tutte le cose devono andare per il verso giusto. Se sciaguratamente quello di andata si chiudesse a 13 punti, ne servirebbero almeno 27. Può riuscirci il Livorno? Ribadiamo che le prestazioni altalenanti possono essere lette sia come date da una rosa non così scarsa come si vorrebbe far credere anche se comunque in larghissima parte novizia alla serie A, ma come questi stessi alti e bassi dimostrino quanto la necessità di rinforzi che portino qualità ed esperienza sia impellente. Se si vuole far bene, se si crede alla salvezza, allora bisogna agire sin da subito, presentarsi a Firenze con almeno un volto nuovo in uno di quei settori di campo che più lo richiede. Purtroppo si è nelle condizioni di dovere racimolare punti con chiunque se si vuole intraprendere la scalata alla conferma della massima serie, ponendo così fine anche all'epoca del Livorno guaritore di squadre moribonde.