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tmw / livorno / Editoriale
Alla fine niente di nuovoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image
giovedì 16 gennaio 2014, 21:01Editoriale
di Lorenzo Corradi
per Amaranta.it

Alla fine niente di nuovo

Livorno - Una settimana in cui è successo (e in parte sta ancora succedendo) di tutto. Da sabato sera ad oggi non ci si è certamente annoiati a Livorno: la sconfitta col Parma, l'esonero di Nicola, l'incarico dato a Perotti il quale accetta, poi ci riflette ancora un po' dopo la contestazione della tifoseria durante la conferenza stampa e infine accetta definitivamente, in nome di una promessa di continuità anche per il 2014/15 che avrebbe strappato al patron, A o B che sia. Nel frattempo gli sbalzi d'umore spinelliani: servono tre milioni di euro entro un mese altrimenti il Livorno viene penalizzato, ma il figlio Roberto non vuole più firmare nulla. Poi, sempre nella conferenza stampa di Perotti, si afferma che la società non corre rischi. Infine di nuovo Spinelli alla stampa cittadina: "Li metterò di tasca mia", sostenendo che i costi di gestione in A sono alti e, implicitamente, asserendo che pure la massima serie un po' bagno di sangue quanto la serie B lo è. Tifoseria conseguentemente in subbuglio: maggioranza assoluta a favore del mantenimento di Nicola e scritte offensive allo stadio nei confronti del massimo dirigente. Nelle ultime ore, inoltre, sempre il presidente sembra puntare con decisione sul mercato, sia in entrata che in uscita. Traoré e Maxi Lopez pista caldissime, ma attenzione agli addii eccellenti. Decarli e Schiattarella si sono ricongiunti alla serie B, Belingheri tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima se ne andrà a Cesena, ma elementi più in luce come Paulinho, Ceccherini, Luci e Greco potrebbero non avere una posizione solidissima. Difficilmente saluteranno tutti quanti, ma qualche partenza importante potrebbe starci. Una rivoluzione? Diciamo che sarebbe la messa in pratica del "prima vendere (e bene) e poi comprare", motto col quale Spinelli ha sintetizzato il mercato amaranto di gennaio. Di sicuro c'è che il presidente pare avere ripreso in mano la situazione e di fatto rovesciandola, dopo avere annunciato il disimpegno all'indomani della sconfitta contro l'Udinese delegando tutto alla "triade" Perotti-Signorelli-Capozzucca, dopo che a loro era toccato rispondere degli errori del mercato estivo (Emeghara a parte); situazione ripresa a tal punto che ha fatto passare la sua linea favorevole all'esonero di Nicola ed in un certo modo sfidando apertamente la piazza ben sapendo che la scelta sarebbe stata impopolare. Insomma, nel giro di tre settimane si è passati dalla depressione acuta a quello che bene o male è un nuovo slancio che adesso aspetta soltanto la messa in pratica al calciomercato. Non sarà per nulla semplice, perché la barca Livorno fa paurosamente acqua, ma per fortuna gli altri "natanti" della zona retrocessione sono, chi più chi meno, in balìa delle onde. Sono quegli sbalzi d'umore con i quali i tifosi livornesi hanno a che fare dal 1999, sbalzi sempre uguali e sempre diversi: sempre uguali in quanto reiterati, sempre diversi perché diverse sono le reazioni e le divisioni che lasciano tra i sostenitori. A volte è stato sostenuto, a volte osteggiato, altre ancora la spaccatura è stata equanime. Se avessimo scritto questo editoriale lasciandoci trasportare solo dall'istinto, forse non saremmo stati tenerissimi con Aldo Spinelli, ma in fondo, riflettendoci, non è che sia successo qualcosa di particolarmente nuovo sotto il sole (anzi, le nubi, in tutti i sensi) amaranto. Sono caratteristiche del personaggio con le quali si deve convivere, anche se i livornesi ne farebbero volentieri a meno.