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Juventus, Carnevali: "Il PSG chiede troppo per Kolo Muani. 45 milioni? Di più"

Juventus, Carnevali: "Il PSG chiede troppo per Kolo Muani. 45 milioni? Di più" TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 17:32Serie A
Il nuovo dirigente bianconero ha sottolineato le richieste troppo esose del Paris Saint-Germain per l'attaccante francese

Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale della Juventus, è intervenuto a La Politica nel Pallone su Rai Gr Parlamento: “I primi venti giorni, diciamo, sono stati belli intensi e affascinanti. Inizia una nuova sfida, ho trascorso 13 anni al Sassuolo e mi sono immedesimato in questa nuova avventura, che comunque è bella, con tante cose da fare e tanta voglia di farle”.

Le priorità della Juventus?
“In questi giorni ho cercato di capire come funziona questa società, che ha tante risorse e tante persone, dando priorità all’area sportiva. Una delle prime cose che ho cercato di fare, dopo aver analizzato all’interno le varie figure, è stata quella di migliorare la struttura sportiva, inserendo un nuovo dirigente che sta a capo di quest’area, come Ricky Massara, persona di grandi capacità e conoscenze. Lavorerà in sinergia con un altro ottimo dirigente che ho trovato, come Marco Ottolini. Poi c’è sempre Giorgio Chiellini, che curerà le relazioni istituzionali: lui, tra l’altro, è anche consigliere federale in quota Lega e per la Juventus è un onore che possa portare avanti questo incarico. La base è stata l’area sportiva, per cercare di costruire la Juventus del futuro. Ora sistemeremo l’area scouting, poi la cosa più importante è avere un allenatore come Luciano Spalletti, uno dei migliori in assoluto e una persona straordinaria”.

Il rapporto con Spalletti e cosa può dare alla Juventus?
“Io non penso di dover scoprire il percorso di Spalletti, penso sia uno dei migliori allenatori sul campo, uno che fa migliorare sempre la squadra. Per una società, avere uno come lui è importante, credo che oggi sia fondamentale creare una squadra che abbia la stessa visione e lo stesso modo di pensare”.

Quando c’è stato il primo contatto?
“Tutto si è svolto in maniera molto veloce. È chiaro che non era facile lasciare una società come il Sassuolo e una famiglia come quella Squinzi. Però, quando vieni contattato dalla Juventus, non puoi dire di no: ho accettato subito. Ma devo dire grazie alla famiglia Squinzi, che ha capito che fare un passaggio in una società del genere poteva essere la cosa più giusta per me, per il mio percorso di crescita. Forse è stato bello anche per la velocità con cui è avvenuto, tuffandomi in un nuovo percorso con la gioia di essere passato in un club straordinario”.

Ci sono stati contatti con altre grandi società?
“Io il passato non lo guardo tanto. È vero che ci possono essere stati altri contatti. Ma, nel momento in cui mi è arrivata una proposta della Juventus, la decisione è stata davvero rapida. Anche perché poi il tempo stringe e dobbiamo cercare di metterci a lavorare: è vero che dobbiamo lavorare bene e in fretta, anche sul calciomercato”.

Che significa avere uno stadio di proprietà come lo Stadium?
“Dal mio ufficio lo vedo: oltre a essere di proprietà, è un modello internazionale. Oggi avere uno stadio per un club è importante sotto l’aspetto imprenditoriale. Questo è un gioiello ed è una cosa valida per il business”.

Cosa pensa quando vede circolare quotazioni altissime per i calciatori, specie all’estero?
“Purtroppo il costo dei calciatori cresce sempre di più. Ci sono cifre ormai molto elevate, quasi improponibili. I ricavi dei club italiani purtroppo non riescono a tenere il passo degli altri grandi campionati, a partire dalla Premier League. Certe spese non sono più alla portata del calcio italiano e le regole non permettono più di indebitarsi, né che gli azionisti coprano le perdite oltre una certa soglia. Il calcio italiano è in grande difficoltà: nella concorrenza con altri campionati sei sempre perdente. Bisogna prenderne coscienza, riducendo un po’ i costi e cercando un equilibrio economico. Questo porta a capire le difficoltà che ci possono essere per i grandi calciatori: basti vedere che il mercato italiano, per diversi grandi club italiani, è ancora fermo”.

Tanti nomi accostati alla Juventus. Il PSG chiede troppo per Kolo Muani?
“Di nomi se ne fanno tanti, perché io credo che una società come la Juve debba essere aperta su tanti fronti, per poi cogliere le opportunità più giuste e convenienti. Sappiamo di avere delle priorità, legate al portiere e all’attaccante. Uno potrebbe anche acquistare in cinque minuti, poi dipende dalle richieste: quelle del Paris Saint-Germain le riteniamo troppo elevate rispetto alla nostra idea di investimento. O troviamo un accordo o andiamo su un altro giocatore”.

La richiesta è di 45 milioni di euro?
“No, è superiore. Oggi acquistare è facile, se si accontentano le richieste. Però le cifre sono troppo alte. Noi dobbiamo avere le idee chiare: ci vuole pazienza, serve del tempo per creare anche una società che possa crescere, anche grazie all’esperienza e alle sconfitte che ci sono state. La Juventus è un grande club, che è sempre stato abituato a vincere: dobbiamo continuare a portare avanti la storia di questa società. Ci vogliono idee chiare, ma anche entusiasmo e persone che credano in questo progetto. Tutti devono essere orgogliosi di vestire la maglia bianconera”.

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