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tmw / livorno / Editoriale
Sicuri che ci si crede ancora?TUTTOmercatoWEB
© foto di Image Sport
sabato 18 gennaio 2014, 22:12Editoriale
di Lorenzo Corradi
per Amaranta.it

Sicuri che ci si crede ancora?

Livorno - Va dato atto a Sky che i suoi momenti prepartita sono unici, sia quando si intrufola negli spogliatoi, sia quando si piazza nel tunnel d'ingresso al campo con le squadre che aspettano il cenno giusto dall'arbitro. Momenti giusti per i più attenti osservatori, idonei a provare a guardare in faccia gli atleti prima del fischio d'inizio. Ecco, se qualcuno, oltre a chi scrive, si fosse preso la briga di farlo oggi pomeriggio, avrebbe visto lo sguardo vuoto, spento, diremmo timoroso della squadra di Perotti. Se è vero, come molti addetti ai lavori sostengono, che spesso le partite si perdono prima di entrare in campo, allora oggi il Livorno l'ha persa negli spogliatoi dell'Olimpico. O meglio, ha rinunciato a lottare. No, non siamo disfattisti, perché è stato lo stesso mister ad ammettere la mancanza di reattività dei suoi, con la Roma che invece ha svolto poco più di un allenamento. Chiaramente nessuno si aspettava di affrontare De Rossi e compagni e strappare un risultato utile, ma almeno la prestazione di Firenze era una speranza, magari contando sulla classica "scossa" post esonero ed invece la resa incondizionata è giunta dopo nemmeno sei giri di lancetta. Sommando le cose, l'incontro non poteva che prendere quel filone. Il punto è che non è questione di essere andati a Roma a vedere il Colosseo, perché scoppole prese senza colpo ferire nella capitale sono classiche da parte del Livorno, sia in casa Roma, sia in quella Lazio. No, perché questa gara veniva dopo una settimana in cui era successo di tutto, per non parlare dei risultati che sentenziavano un punto preso negli ultimi due mesi di campionato e adesso con lo spettro dell'ultimo posto solitario di nuovo minaccioso e, a questo punto, moralmente terrificante. Ovvio, quindi, porsi una domanda molto semplice: società e squadra ci credono? O meglio: ci crede la società in primis? Perché se la risposta è sì, allora questo ottimismo viene automaticamente trasferito anche allo spogliatoio, ma se invece la risposta è no, diventa facile prevedere le conseguenze sui giocatori. Si dice in questi momenti post gara che in fondo è da domenica contro il Sassuolo che ci si gioca la salvezza. Ci sta bene questo discorso, ma per arrivare in maniera ottimale alla gara contro i modenesi bisogna che qualche segnale positivo arrivi questa settimana, prima di tutto dal calciomercato. Squinzi prende Ariaudo, Manfredini, Rosi, Mendes e Sansone perché è convinto che a settembre sarà ancora in serie A, qui al momento si parla ancora di cessioni, buon'ultima quella plausibile di Greco al Chievo. In sostanza: Squinzi ci prova fino alla fine e Spinelli? Le frasi "La B è un bagno di sangue", "Mai più in B" e "Almeno cinque anni di fila in A" vanno messe nel dimenticatoio?