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Oggi accadde. Il Livorno distrugge la Lazio al Flaminio
martedì 10 marzo 2015, 10:46Calcio
di Ercole De Santi
per Amaranta.it

Oggi accadde. Il Livorno distrugge la Lazio al Flaminio

Livorno - Un clima di tensione caratterizza la vigilia della gara tra Lazio e Livorno, in programma domenica 10 marzo 1968, che nell'ambiente biancoceleste è vissuta come l'ultima spiaggia per continuare a sperare nella promozione in Serie A. In settimana è esploso il caso Morrone, trovato positivo all'esame antidoping per aver assunto delle anfetamine, che comunque è in campo. Il Livorno si presenta allo stadio Flaminio di Roma, per la 28esima giornata del campionato di Serie B edizione 1967-68, sesta di ritorno, accompagnato da almeno settemila tifosi. Gli amaranto, guidati in panchina da Remondini, sono una signora squadra. In campionato, partiti alla grande, hanno conosciuto una flessione dovuta a una lunga squalifica del terreno di gioco per i gravi incidenti scoppiati nella partita interna con il Monza. L'incontro ha un inizio scintillante. Gli amaranto si spingono in avanti e Nastasio viene subito colpito da un'arancia. E' la prima avvisaglia di quello che sarà un pomeriggio duro ma epico per i colori amaranto. L'arbitro Barbaresco, nel primo tempo, accorda un rigore alla Lazio, ma Bellinelli respinge il tiro forte ma centrale di Fortunato. E nella ripresa, dopo una decina di minuti, è proprio il Livorno a passare in vantaggio. Santon è veloce ad insaccare una palla, sugli sviluppi di un calcio di punizione. Lo stadio s'infiamma tra l'entusiasmo dei tifosi livornesi e la rabbia dei laziali. Bottiglie, agrumi, monete e diversi ombrelli finiscono sul terreno di gioco, mentre il pallone viene sequestrato sugli spalti e dalla curva laziale una decina di spettatori tenta l'invasione. La forza pubblica riesce a contenere gli scalmanati. Il Livorno rallenta il gioco, ma la Lazio non ci sta a perdere e le prova tutte. Però è il Livorno a giocare con maggiore intelligenza. Così, dopo uno straordinario intervento di Bellinelli su Massa, mentre in campo piovono perfino delle aste di bandiera e altri due palloni vengono trattenuti dai tifosi della Lazio che vogliono interrompere la gara, Polizia e Carabinieri impediscono altri due tentativi di invasione di campo, decisamente più massicci del primo. Il match si chiude con la vittoria del Livorno in un clima da guerriglia urvana. Il Giudice Sportivo, il successivo 13 marzo, assegnerà la vittoria a tavolino al Livorno, 0 a 2, in virtù del referto dell'arbito Barbaresco. E il campo della Lazio sarà squalificato per tre giornate, ridotte poi a una dalla Caf dopo che la Disciplinare le aveva portate a due.

Lazio: Di Vincenzo (44' st Cei), Zanetti, Adorni, Ronzon, Soldo, Governato, Mari, Massa, Morrone, Dolso, Fortunato. All. Lovati.

Livorno: Bellinelli, Vergassola, Calvani, Depetrini, Caleffi, Azzali, Gualtieri, Lombardo, Santon, Garzelli, Nastasio. A disp. Gori. All. Remondini.

Arbitro: Barbaresco di Cormons.

Rete: 9' st Santon.

Note: giornata soleggiata anche se con campo pesante a causa della pioggia caduta fino a poco prima della gara, espulsi Dolso e Adorni della Lazio, il primo per per fallo di reazione e il secondo per un colpo violento a Gualtieri. Ammoniti Nastasio, Depetrini, Di Vincenzo. Sventati tre tentativi di invasione di campo da parte laziale. Sostenuto lancio in campo di oggetti vari tra cui numerosi ombrelli. Spettatori circa 25 mila di cui circa 7 mila livornesi giunti a Roma con quattro treni speciali, diverse carovane di pulman e mezzi privati.