Bordocampo. Come il Livorno, nessuno mai...
Carpi – Abbiamo chiuso il 2014 e il girone di andata con una mareggiata memorabile che ci ha scosso il cuore e la mente facendoci trascorrere un periodo natalizio meno lieto di quanto ci eravamo reciprocamente augurati. In questo frattempo, oltre che a leccarsi le ferite e aver riflettuto su i se ed i ma di mezzo campionato, abbiamo nominato un nuovo comandante per condurci laddove ci eravamo prefissati a tempo debito. Ora in plancia impartisce gli ordini un vecchio lupo di mare, un profondo conoscitore di noi stessi, delle nostre eccellenze e dei nostri limiti; uno che ci ha visto crescere fra sogni e delusioni, diventare grandi fra gioie e dolori, maturare con vittorie entusiasmanti e sconfitte avvilenti. Con rinnovata fiducia in lui e in noi iniziamo questa seconda metà del cammino che porta alla gloria con una trasferta non proprio agevole ma stimolante al punto giusto per i buoni propositi del nuovo anno.
Chi ci ospita, grazie ad un ruolino di marcia invidiabile, è da lungo tempo lassù in vetta alla classifica, al momento della gara a 9 punti da Bologna e Frosinone ed a 12 dal Livorno, e nonostante il noviziato ancora da scontare ha tutte le carte in regola per rimanerci, visto che in casa ha concesso solo due pareggi. In questo impianto intitolato a Sandro Cabassi, giovane partigiano aderente al Fronte della Gioventù, modenese, morto nel 1944, ne hanno prese di santa ragione grandi e piccole e il Chèrp ha costruito la sua leggenda a suon di gol ma soprattutto di bel gioco. Una corazzata di cui aver rispetto ma non timore. D’altronde nessuno ha mai perso prima di giocare.
Anno nuovo, modulo nuovo; o per meglio dire modulo rinnovato per il nuovo che avanza. Mister Ezio Gelain non riesce a nascondere l’emozione di un debutto da sempre sognato neanche con l’abito di rappresentanza. In giacca e cravatta dirà che è stata una partita ben giocata ma più lunga di Via col vento. Fabrizio Castori, in abbigliamento molto più casual, lascia intuire le sue perplessità sulla serata dei suoi. Ventuno giorni di sosta, per una squadra che fa del ritmo forsennato ed arrembante il suo punto di forza, forse sono troppi. Con due bottoni di camicia aperti dirà che può succedere. Tra i 4mila che affollano lo stadio, appollaiati su un velodromo quantomeno anacronistico, oltre 400 livornesi al seguito; sono quelli che credono fermamente che l’anno del Centenario appena iniziato debba riservare ad ogni costo qualcosa di eccezionale. Ed a qualcosa di eccezionale assistono, visto che riusciamo in quello in cui nessuno in questa stagione è riuscito.
Vinciamo, con merito, espugnando lo stadio della capolista e frenando bruscamente la sua corsa lanciata chissà dove. Ad onor del vero abbiamo vinto qui le ultime due volte che ci siamo venuti, fine anni Novanta, ma era un altro secolo e un altro millennio; una vita fa. Siamo in vantaggio al 17’ del primo tempo con un gol segnato di prepotenza dal capitano, Andrea Luci da Piombino. Da come esulta si evince che con quella maglia addosso ci potrebbe anche dormire; da come gioca stasera si evince che è tornato quello di prima. Nella ripresa la Freccia emiliana, con una scorribanda sulla destra, si guadagna una punizione dalla lunetta. Si incarica del tiro Daniele Vantaggiato che omaggia il 27simo anniversario della scomparsa di Renato Guttuso con una pennellata d’autore che il portiere Gabriel Ferreira interpreta come di scuola surrealista. Finalmente anche il Toro torna a segnare e porta l’attivo a nove. Il terzo gol, che avrebbe chiuso tutto il discorso, ce lo divoriamo al 60’ con Luca Siligardi. Ma nonostante questo, e un altro paio di contropiede andati male, il risultato non è mai stato in discussione visto l’andamento della gara. Il Carpi si scatena e si riversa in attacco per la disperata rimonta. Il Livorno subisce e si difende con ordine e senza affanno, anche quando il signor Fabrizio Pasqua di Tivoli manda Federico Ceccherini a fare la doccia dopo il secondo giallo. Per il Carpi non è serata, lo si era visto di primo acchito. Prima o dopo, d’altronde, doveva succedere. Al primo bar di via Carlo Marx intorno alle 21: “Come noi nessuno mai”. Carpi-Livorno 1 a 2.


