Gelain: "Centenario o no, con l'Avellino daremo il massimo"
Tirrenia - Alla vigilia dell’incontro casalingo contro l’ Avellino, si è tenuta la consueta conferenza stampa del tecnico del Livorno, Ezio Gelain, al centro Coni di Tirrenia. Il tecnico veneto ha trattato molti temi, dall’avversario, gli irpini di Rastelli, alla situazione della rosa amaranto, passando da temi di attualità calcistica nazionale.
Ma dopo quattro vittorie nelle ultime cinque partite, il Livorno affronta l’Avellino in una situazione d'emergenza. Che partita sarà?
"Sarà una partita difficile, credo la più difficile della mia gestione, in quanto si affrontano due squadre in ottima salute. Inoltre siamo a corto di uomini in fase difensiva, viste le squalifiche di Ceccherini e Gonnelli. Sarà, perciò, in panchina un giovane della Primavera amaranto, Macera, che conosco molto bene e, se ci sarà bisogno, ci affideremo alla sua forza fisica".
Ma che squadra è l’ Avellino?
"I biancoverdi irpini sono un ottimo collettivo. Lavorano da molto tempo con Rastelli e hanno costruito un assetto ben collaudato ed organizzato. E' sempre difficile affrontare questo tipo di squadre; non è un caso che abbiano perso poco fino ad oggi. Hanno ottimi giocatori, ed oltre ai soliti nomi, Castaldo in primis, autore quest’ ultimo di una stagione fino a qui perfetta, emergono in particolar modo i due acquisti di gennaio, Sbaffo, che ricorda molto Belingheri con il suo modo di giocare, e Trotta, un attaccante forte fisicamente, mancino, che gioca molto per la squadra".
Che Livorno scenderà in campo?
"Per quanto riguarda la formazione ci stiamo preparando a varie soluzioni e ci potranno essere delle sorprese. Dopo la partita di Varese, parlando con i ragazzi, ho fatto capir loro che dobbiamo essere più cinici e forti a chiudere le partite quando abbiamo il controllo del gioco. Inoltre, dobbiamo partire da subito più cattivi, agonisticamente parlando, cercando di essere meno dei “diesel”, come fino ad ora abbiamo fatto".
L'allenatore sembra intenzionato a riproporre, secondo quanto visto in settimana, un assetto con Maicon a sinistra e Jelenic a destra. Quantomeno, lo fa intuire:
"Questa è una soluzione da tenere in considerazione. Maicon anche a Reggio Calabria ha giocato molto a sinistra, e lui, da destro, sembra preferire questa posizione. Questo ragazzo ha grandi potenzialità, forse neanche lui se ne rende davvero conto. Lo ritengo completo, ha corsa e potenza, ha un grande stacco di testa, deve solo gestire il suo carattere. Per quanto riguarda Jelenic, io lo considero un jolly. Può agire da esterno, sia a destra che a sinistra, o da interno".
Qual è la situazione di Djokovic?
"Lunedì tornerà in gruppo. Si tratterà solo di recuperare la condizione e non credo che questo sia un problema".
Poi, su Moscati:
"Per me è un esterno. Può comunque ricoprire ruoli da interno. Deve solo migliorare nella fase difensiva".
E su Galabinov:
"No, non è un separato in casa. Faccio affidamento su di lui e domani, in base alla partita, deciderò se inserirlo o meno". L’arma tattica, tuttavia, potrebbe essere Belingheri: "Può darsi. È un centrocampista con grandi doti offensive e, grazie ai suoi inserimenti davanti, potrà essere un’ arma in più per noi".
Dopodiché, stimolato dalle domande dei cronisti, Gelain ha affrontato la questione Centenario e lotta per il secondo posto.
Quale motivazione delle due è più forte per la partita di domani?
"Noi dobbiamo a prescindere fare bene. E domani sarà difficile, ma faremo del nostro meglio".
Infine, una considerazione sulla situazione di Parma, sempre più vicino al fallimento e all'estromissione dal campionato di Serie A:
"Credo che sia una storia davvero triste per il calcio italiano. A rischio c’è l’intera credibilità del calcio, per questo è necessario porre attenzione prima che queste cose avvengano, imponendo regole ferree alle società. Chi ci rimette sono le società che lavorano con un occhio fisso al bilancio, le quali subiscono una concorrenza sleale dalle società che lavorano come ha fatto fino ad oggi il Parma. Questa situazione deve però far riflettere anche Livorno. Infatti, la società spesso è criticata, ma solo lavorando come ha fatto e sta facendo finora avrà la possibilità di vivere a lungo".


