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Sala stampa. Bisoli: "Vittoria meritata, Drolè assomiglia a Gervinho"

autore
Gianluca Andreuccetti
per Amaranta.it
venerdì 18 dicembre 2015, 23:46Calcio
autore Gianluca Andreuccetti
18.12.2015 23:46Calcio
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

Perugia – Al termine della partita di questa sera, conclusasi con un perentorio 4-1 che premia oltremisura il Perugia per la prestazione offerta contro il Livorno, il tecnico biancorosso Pierpaolo Bisoli ha esternato le proprie sensazioni ai microfoni di Sky Sport: “Abbiamo meritato la vittoria nei 90 minuti, ma devo dire che l’1-0 del primo tempo per il Livorno era un risultato comunque ingiusto perché abbiamo preso gol nell’unica vera occasione creata dai nostri avversari, i quali, invece, sono stati costretti a più di un salvataggio per impedirci di segnare. Noi e il Livorno abbiamo dato vita ad una bella partita, con triangolazioni palla a terra: si vedeva che entrambe le formazioni in campo avevano voglia di giocare”. E poi, ancora: “Ai fini della vittoria finale sono stati determinanti i miei cambi? Probabilmente sì, ma i miei giocatori sanno bene che sono tanti in rosa e tutti sono titolari. In settimana, a seguito della sconfitta interna contro il Novara, abbiamo incentrato in maniera particolare il nostro lavoro sulle palle inattive; ora dovremo dedicarci a come “accorciare” la distanza dalla palla. Questa sera abbiamo preso gol perché non siamo stati bravi né a recuperare né a sporcare il pallone quando, sulla respinta di Rosati, lo stesso è finito sui piedi di Moscati”.

Bisoli ha tempo e voglia di elogiare anche alcuni dei suoi singoli, a cominciare da Drolè: “Fatte le dovute proporzioni, Drolè mi ricorda Gervinho. E’ un giocatore classe ’97 con una storia del tutto particolare alle spalle: è un ragazzo molto intelligente, che conosce quattro lingue, ma viene dalla strada e non ha fatto il settore giovanile. Quando è arrivato a Perugia, giocava solo per se stesso: non conosceva la fase difensiva, non sapeva cosa volesse dire fare una triangolazione con un compagno e tendeva sempre a farsi marcare dal terzino. Sto cercando di insegnargli e di fargli capire queste cose e molte altre, in questa fase mi sento come se fossi il suo papà”. Su Parigini, Bisoli è, come al solito, molto chiaro: “Non scopro certo io un calciatore che è stabilmente nel giro dell’Under 21; Vittorio aveva soltanto bisogno di qualcuno che gli facesse ogni tanto qualche rimprovero. Quando ha segnato, ho esultato così perché gli avevo detto che avrebbe fatto gol”.  

per Amaranta.it

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