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tmw / livorno / Editoriale
Un ciclo è finito. Occorre cambiareTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
martedì 5 aprile 2016, 15:44Editoriale
di Lorenzo Corradi
per Amaranta.it

Un ciclo è finito. Occorre cambiare

Livorno - Allacciamoci le cinture, perché nelle prossime settimane a Livorno non ci annoieremo certamente ed occorrerà reggersi forte. Da un lato la squadra che rischia il precipizio e di tornare in Lega Pro dopo quattordici anni, dall'altro le vicende societarie che nelle ultime ore, secondo la stampa locale, hanno avuto delle novità con presunti nuovi e sconosciuti soggetti intenzionati a rilevare il sodalizio. Premesso che "salvare Treviso" è uno slogan del tutto condivisibile, è anche vero che una eventuale retrocessione diventa molto più facilmente ammortizzabile se i programmi per risalire ci sono. Il punto, ad oggi, è capire chi questi programmi è in grado di annunciarli e portarli avanti e da qui nasce la domanda delle cento pistole: può esserlo ancora Aldo Spinelli? Può un imprenditore di 76 anni, da diciassette alla guida del Livorno e da oltre trenta nel calcio, avere ancora stimoli ed ambizioni? Verrebbe da dire di no, visto che qualsiasi altra persona che avesse la fortuna di trovarsi con le grosse disponibilità economiche del patron, se ne starebbe a casa a godersi la famiglia ed a monitorare più o meno a distanza la situazione delle aziende. Invece Spinelli è noto pure per la sua umoralità, che ha condizionato qualche trattativa per la vendita del Livorno. Eppure l'ambiente attorno a squadra e società è, quando va bene, apatico e rassegnato. Nel peggiore dei casi cresce il dissenso anche tra chi ne tesseva le lodi fino a pochi mesi fa. Detto a chiare lettere: è giunto il momento del cambio della guardia e questo a prescindere dall'esito che avrà questo campionato. O salvezza o retrocessione, l'annata sarà comunque un disastro. Il terzo anno di politica scriteriata di prestiti ha prodotto il terzo fallimento consecutivo: la retrocessione dalla A alla B nel 2014, la mancata qualificazione ai play-off dell'anno scorso e l'incubo terza serie che si materializza ogni sabato sempre di più. Una politica di contenimento dei costi che alla fine non poteva che presentare il suo conto. Occorre prendere atto che un ciclo si è chiuso e che andare avanti per inerzia, senza prospettive, è deleterio per tutti. Del resto, nella peggiore delle ipotesi, siamo certi che Spinelli intenda investire risorse per tornare subito nel calcio che conta? Servono entusiasmo, nuove energie per evitare che il Livorno e la passione dei tifosi che lo accompagna muoiano per consunzione. La città sarà sempre grata ad Aldo Spinelli per quattro storiche promozioni che lo fanno essere il presidente più vincente della storia amaranto, pur non disconoscendo i molteplici errori soprattutto in una gestione societaria spesso troppo impregnata di personalismo. Continuare come adesso, sarebbe qualcosa molto simile ad un accanimento terapeutico. Sì, per il bene di tutti è giunto il momento di passare la mano.