Novara-Livorno, le pagelle degli Amaranto
Novara – Lunghissima e nerissima la giornata che si è consumata quest’oggi in casa amaranto se, come sembra, le dimissioni di Franco Ceravolo dovessero andare ad aggiungersi alla sconfitta di Novara, all’espulsione e alla conseguente squalifica di Gianmario Comi, nonché all’esonero di Franco Colomba. Restando alla partita disputata questo pomeriggio allo stadio Piola, vediamo le votazioni riportate dagli undici amaranto:
Pinsoglio. Incerto nelle uscite e sui palloni alti, quest’oggi è riuscito a dare il meglio di sé soltanto sui tiri dalla distanza, pagando oltremisura l’incapacità della sua difesa di tenere lontani gli attaccanti del Novara dall’area di rigore. Voto: 5,5.
Antonini. Lanzafame lo mette in difficoltà sin dal primo minuto di gioco: quando si tratta di farsi sentire in fase difensiva, l’ex terzino sinistro del Milan c’è, ma non si vede. Voto: 5.
Vergara (30’ st). Il messaggio che la squadra recepisce a seguito del suo ingresso in campo è l’unico vero errore quest’oggi imputabile ad un allenatore che, fino a poche ore fa, ha provato davvero di tutto per risollevare le sorti di una squadra in gravissima difficoltà. Senza voto.
Ceccherini. Si impegna con la giusta determinazione sia quando deve fronteggiare l’avversario sia quando è chiamato a dare una mano ad Emerson, compagno di reparto più tecnico, ma non altrettanto rapido. Quando il Novara lancia l’assalto finale, va in difficoltà anche lui. Voto: 6.
Emerson. Qualità e mestiere non gli fanno certamente difetto, ma finisce per palesare tutte le difficoltà legate al fatto di scendere in campo al centro di una difesa a 4: pericoloso sui calci da fermo, non ricordiamo neanche una delle sue proverbiali sortite in avanscoperta in fase offensiva. Voto: 5,5.
Lambrughi. La disavventura capitata a Comi nel finale di partita gli consente di risultare il migliore in campo per la seconda gara consecutiva: non è Giacinto Facchetti, ma è uno dei pochi che prova a caricarsi la squadra sulle spalle anche nei momenti di difficoltà. Si propone in fase offensiva con giudizio e ha sui piedi una delle migliori occasioni della partita, che lui stesso aveva contribuito a costruire. Voto: 6,5.
Schiavone. Particolarmente ingrato il suo compito, soprattutto con un’ammonizione sulle spalle già dal quarto d’ora del primo tempo: è costretto ad arretrare molto il raggio della propria azione e dà il meglio di sé soprattutto in fase di ripartenza. Voto: 5,5.
Cazzola. La sua presenza in campo al posto di Luci è la sorpresa dell’ultimo minuto in casa amaranto: la fisicità può diventare un problema se non si è in grado di abbinargli altrettanta corsa. Se c’è da concludere a rete, non si tira indietro. Voto: 5,5.
Biagianti. Il centrocampo a 3 del Livorno, con Fedato esterno sinistro d’attacco, non aiuta l’ex giocatore del Catania, chiamato a fronteggiare il maggior dinamismo della nutrita mediana piemontese. A differenza di altre occasioni, non si fa mai vedere in fase offensiva. Voto: 5,5.
Aramu. La sua prestazione non è neanche lontanamente paragonabile a quella a cui abbiamo assistito contro il Bari, ma tutto ciò rientra nel naturale processo di recupero di un calciatore, rimasto lontano dal terreno di gioco per troppo tempo. L’intervento falloso, compiuto ai suoi danni da Mantovani, accelera la sua sostituzione in avvio di ripresa. Voto: 5,5.
Moscati (10’ st). Ottimo il suo impatto sulla partita: è lui a raccogliere il pallone che arrivava dalle retrovie e a servire l’assist per il gol di Comi. Voto: 6,5.
Vantaggiato. Nella giornata di oggi, l’attaccante pugliese ha proposto un repertorio di occasioni, prevalentemente formato da pericolosi tiri dalla distanza, ben neutralizzati dal giovane portiere del Novara. Viene sostituito subito dopo aver rimediato un’ammonizione a seguito di un parapiglia in area novarese al quale era del tutto estraneo ed, uscendo dal campo, si produce in una serie di comportamenti censurabili, da mostrare nelle scuole calcio come esempi negativi: applaude polemicamente l’allenatore che lo ha sostituito, inveisce contro il pubblico di casa che certamente non gli riserva parole al miele e, una volta sedutosi in panchina, scaglia a terra una bottiglietta d’acqua. Voto: 4,5.
Comi (7’ st). Ingenuo finchè si vuole in occasione delle due ammonizioni, ha il merito di dare profondità ad una squadra che, con l’uscita dal campo di Vantaggiato, sembra finalmente libera di distendersi in fase offensiva e non più dipendente dall’ex centravanti del Bari. La certezza della sua assenza nella decisiva partita contro il Latina di martedì prossimo è, tra tutti gli eventi negativi a cui abbiamo assistito quest’oggi, quello che più di tutti ha il profumo della retrocessione anticipata. Voto: 6,5.
Fedato. Non è in discussione la sua crescita, lenta ma graduale: il vero problema è che mancano soltanto sei giornate alla fine del campionato e non c’è più tempo per aspettare nessuno. Dà il meglio di sé quando, con l’ingresso in campo di Comi, diventa il partner d’attacco del centravanti scuola Milan. Voto: 6.
Colomba. Il tecnico degli amaranto ha il merito e la fortuna di avere una storia che parla per lui: nell’arco della sua lunga carriera, è retrocesso soltanto due volte e lo ha fatto in esito ad uno spareggio vero e proprio (Reggina 2000/2001) o ad un playout (Avellino 2005/2006); non solo, è subentrato sei volte alla guida di una formazione in lotta per non retrocedere e, quando gli è stato consentito di portare a termine il campionato (cinque volte su sei), ha centrato l’obiettivo in quattro occasioni su cinque e, nella quinta, si è dovuto arrendere ai playout. Non è il motivatore o l’allenatore della “scossa”, in grado di raddrizzare repentinamente le sorti di una squadra alla deriva, ma l’assemblatore di organici che, nell’arco di un certo numero di partite, riesce a restituire fiducia all’undici a sua disposizione e a ribaltare una situazione che sembrava compromessa. Oggi ha commesso un unico errore, spiegabile in gran parte con il digiuno di punti a cui è andato incontro il Livorno nell’arco delle ultime settimane: mandando in campo Vergara al posto di Antonini e passando alla difesa a 3, ha involontariamente trasmesso alla squadra il convincimento che fosse l’ora di tirare i remi in barca e di prepararsi all’assalto finale del Novara, che ha puntualmente avuto luogo e altrettanto puntualmente ha prodotto i suoi effetti. Come biasimarlo? Quanto sarebbe stato importante uscire oggi dal Piola con un risultato positivo? Il suo esonero ha dell’incredibile e, anche per questo, al mister grossetano va l’augurio di tornare presto nel calcio che conta, sperando di dover arrivare in cima ad una salita un po’ meno ripida di quanto sia oggi quella amaranto. Voto: 6,5.


