Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / livorno / Calcio
Livorno-Perugia, le pagelle degli AmarantoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
sabato 7 maggio 2016, 23:51Calcio
di Gianluca Andreuccetti
per Amaranta.it

Livorno-Perugia, le pagelle degli Amaranto

Livorno – Bussa alle porte dell’Inferno il Livorno di Ezio Gelain che, mancando l’appuntamento con i tre punti nella partita di oggi contro il Perugia, si trova ad un passo dalla retrocessione diretta in Lega Pro. Vediamo, qui di seguito, voti e giudizi da noi attribuiti ai giocatori scesi in campo in maglia amaranto:

Pinsoglio. Il pallone che Zapata calcia alle sue spalle e a cui lui si oppone in maniera tardiva, goffa ed inefficace sancisce per tre quarti la retrocessione in Lega Pro degli amaranto. Evita il raddoppio del Perugia, opponendosi ad un’ottima conclusione di Aguirre, ma appare del tutto impreparato sul tiro con cui Zebli scheggia la traversa nei minuti di recupero. Voto: 4,5.

Antonini. Interpreta con tanta esperienza e con l’aiuto dei compagni di squadra – principalmente Moscati – un ruolo non suo a cui è costretto dalla squalifica di Ceccherini e dall’esclusione di Emerson. Dalla sua parte ha Guberti, che crea non pochi problemi alla retroguardia amaranto: prova a tenere botta, compensando con qualche rara sortita offensiva sui tiri dalla bandierina, che gli consente di sfiorare il gol. Voto: 5,5.

Lambrughi. Fascia di capitano al braccio, si rende protagonista di una nuova buonissima prestazione al centro della difesa: si vede lontano un miglio che fatica a gestire l’enorme spazio alle sue spalle e, pur non ricevendo alcun aiuto da Antonini e Gasbarro che aprono più voragini di quante non ne riescano a chiudere, getta il cuore oltre l’ostacolo e si produce in una serie di anticipi e di interessanti chiusure sugli attaccanti biancorossi. Sbaglia più di qualcosa in fase d’impostazione, ma è l’ultimo a mollare anche perché non perde mai lucidità e raziocinio nei suoi interventi. Voto: 6,5.

Gasbarro. Gli attaccanti del Perugia non lo impegnano così come lo avevano impegnato quelli del Cagliari sette giorni fa per cui lui coglie l’occasione per proiettarsi spesso in avanti, arrivando addirittura a servire un assist per Vantaggiato: tutto molto bello e tutto molto inutile, pensando a quante volte ha lasciato sguarnita la propria retroguardia, al gol che arriva dalla sua parte e ad una partita terminata con il fiato corto e con le ruote sgonfie, per un eccesso di protagonismo che, a questi livelli, appare del tutto ingiustificato da parte di un difensore. Voto: 5.

Moscati. L’ex centrocampista del Perugia è una sorta di “termometro al contrario” delle prestazioni del Livorno: solitamente, fa discretamente bene quando la squadra affonda e lascia a desiderare quando il Livorno riesce a farsi valere. Compiendo una parziale eccezione a questa regola non scritta, basata sul criterio della proporzionalità inversa, il n. 7 amaranto si rende protagonista di una prestazione sostanzialmente sufficiente, condita da qualche buona chiusura difensiva a sostegno di Antonini. Voto: 6.

Comi (31’ st). Nulla da segnalare da parte di un giocatore a cui, dall’inizio del campionato, sono principalmente riservati soltanto scampoli di partita. Senza voto.

Cazzola. Questo è il giocatore di cui hanno bisogno gli amaranto: rapido, bravo ad inserirsi tra le linee e, se gli riesce, a concludere a rete dalla distanza o a dettare l’ultimo passaggio proprio come ha fatto oggi con Vantaggiato; non riesce, tuttavia, a sottrarsi al naufragio collettivo a cui va incontro la squadra dopo il pareggio di Zapata. Voto: 6,5.

Schiavone. La presenza di Biagianti e Cazzola ai suoi fianchi lo esonera da compiti di copertura, rendendolo libero di raccogliere il pallone dalle retrovie e di provare ad impostare l’azione: va spesso al tiro, anche nei minuti finali della partita, ma, quando il Perugia comincia a saltare il centrocampo e a partire in contropiede, son guai anche per lui. Voto: 6.

Biagianti. La presenza sulla linea dei centrocampisti di Cazzola e Schiavone lo obbliga ad assumere prevalentemente compiti di copertura, pur non disdegnando di andare al tiro dalla distanza e di provare a dare manforte all’azione offensiva, alzando il baricentro della squadra. Non riesce a farsi sentire quando il Perugia cambia passo e comincia a spingere sull’acceleratore. Voto: 5,5.

Vajushi. Anche in considerazione della pochezza del reparto offensivo amaranto, il contributo del giocatore albanese di proprietà del Chievo Verona è assolutamente imprescindibile: finchè c’è lui in campo, si ha la sensazione che sia possibile mettere in difficoltà l’avversario con un dribbling, un’accelerazione, un’apertura o un cambio di passo, anche se non ripete l’ottima prestazione di Cagliari. Uscito lui, si spegne la luce e non per colpa di Vergara che entra al suo posto. Voto: 6,5.

Vergara (21’ st). Per l’effetto che ha sulla partita, il suo ingresso in campo ricorda molto quanto accadde in occasione della trasferta di Novara, con la squadra amaranto che si rintanò in difesa, rimase in inferiorità numerica e subì il gol dei piemontesi: altrettanto non può dirsi oggi perché il centrale colombiano, entrando in campo, ha un ottimo impatto sul match e, se il Perugia non è riuscito a sferrare il colpo del ko, molto dipende anche da lui. Voto: 6,5.

Valoti. Conferma nell’undici titolare per l’ex giocatore del Pescara: Gelain lo preferisce ad altri compagni di squadra per l’imprevedibilità che è in grado di dare all’azione offensiva, agendo tra le linee, e lui lo ripaga rendendosi protagonista di interessanti fraseggi con Vajushi e Vantaggiato. Il suo contributo, per quanto modesto, è comunque oro colato, pensando a quanto fatto da chi lo ha sostituito. Voto: 5,5. 

Aramu (1’ st). A conti fatti, la sostituzione con cui Gelain decide il suo ingresso in campo al posto di Valoti è letteralmente gettata alle ortiche perché il centrocampista scuola Torino riesce a fare sensibilmente peggio del suo predecessore e priva l’allenatore degli amaranto di una carta da giocare nel prosieguo della partita, quando Moscati e Vajushi escono dal campo perché non ne hanno più e qualche altro giocatore non lo può fare perché Gelain ha esaurito i cambi. In un’intera frazione di gioco, si rende protagonista di una simulazione in area perugina che l’arbitro Di Paolo, abbastanza inspiegabilmente, non punisce con il cartellino giallo. E’ un vero peccato perché, per quanto lasciato intravedere, l’ex giocatore del Trapani è probabilmente il migliore tra i lungodegenti a cui il Livorno ha dovuto per troppo tempo rinunciare nell’arco di questa stagione. Voto: 5.

Vantaggiato. Il toro di Brindisi torna al gol su azione a distanza di 98 giorni dal pallonetto calciato alle spalle di Minelli, che aprì le marcature in occasione della trasferta di Brescia: corre, lotta e conclude spesso a rete, spengendosi come il resto della squadra subito dopo il pareggio di Zapata. Voto: 6.

Gelain. Partiamo da una grande banalità: nessuno più  dell’allenatore conosce lo stato di forma dei propri giocatori poiché li ha a disposizione 6 giorni su 7 e, in base a ciò, ha il diritto e il dovere di compiere le scelte per cui è (profumatamente) pagato, ivi compresa l’esclusione di Emerson dalla lista dei convocati. Non stiamo qui ad imputare al tecnico di Fontaniva di aver escluso il brasiliano perché non è questo il punto: il punto è che il mister amaranto, conoscendo la precaria condizione fisica di alcuni dei suoi elementi, non avrebbe dovuto gettare un cambio dalla finestra già in avvio di ripresa, sostituendo Valoti con Aramu, perché, così facendo, si è trovato in grave difficoltà nella seconda parte del secondo tempo. Ciò premesso, quel che più preoccupa in vista delle ultime due partite di campionato è la pressoché totale assenza di reazione da parte di una squadra che, una volta subito il gol del pareggio, si consegna mani e piedi all’avversario. Voto: 5.