Il Livorno non si arrende: vince ad Ascoli e continua sperare
Livorno – Nel giorno dell'aritmetica retrocessione in LegaPro il Livorno fa uno scherzo al suo destino e allunga la sua agonia. Gli amaranto fanno quello che devono fare: vincono ad Ascoli e grazie ai risultati delle dirette concorrenti continuano a sperare nei playout.
Gelain si presenta al “Del Duca” senza Fedato e Pinsoglio, silurati per le figuracce sui social: tra i pali c'è il giovane Ricci mentre a centrocampo Schiavonce non ce la fa, dentro capitan Luci, ex di turno. In attacco alle spalle di Vantaggiato c'è Aramu, preferito a Valoti. Sarà tra i protagonisti. I padroni di casa, senza Devis Mangia in panchina, devono rinunciare agli squalificati Canini e Petagna. In attacco accanto al recuperato bomber Cacia c'è Jankto.
Pronti, via e subito il Livorno mostra voglia e personalità. L'Ascoli non è spettatore non pagante e si rende pericoloso reclamando anche un penalty per un fallo di Ceccherini su Cacia. La partita si innervosisce e a farne le spese è il bianconero Giorgi espulso per doppia di ammonizioni nel finale di tempo.
Nella ripresa il Livorno approfitta subito della superiorità numerica e al 12' passa in vantaggio con Aramu con un siluro dalla distanza. Il Livorno in vantaggio nel punteggio e negli uomini potrebbe tranquillamente controllare e invece come al solito si smarrisce sul più bello. Prima subisce il ritorno dei piceni poi fallisce con Vantaggiato il gol del raddoppio e infine viene punito alla mezzora da Cinaglia lesti a sfruttare una corta respinta di Ricci. Sembra l'amaro epilogo di una “morte annunciata”. Non sarà così.
Dopo 120 secondi il Livorno infatti torna in vantaggio: Aramu, scatenato, si procura un rigore che Vantaggiato trasforma. A 4' dalla fine Pairetto sventola a Perez il secondo rosso del match (proteste) e i bianconeri restano in 9 uomini. Ma non è finita perché Aramu, sempre lui, dopo aver fallito una facile occasione mette il punto esclamativo alsuo match siglando, in pieno recupero, il gol del definitivo 3-1 per gli amaranto.
I becchini possono aspettare. Non è ancora tempo di funerali, il Livorno è ancora vivo.


