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Livorno-Pro Vercelli, le pagelle degli AmarantoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
sabato 26 marzo 2016, 23:47Calcio
di Gianluca Andreuccetti
per Amaranta.it

Livorno-Pro Vercelli, le pagelle degli Amaranto

Livorno – Non inizia nel migliore dei modi la seconda esperienza di Franco Colomba sulla panchina del Livorno: gli amaranto, infatti, hanno raccolto questo pomeriggio la quarta sconfitta casalinga della stagione, al cospetto di avversari che non hanno sicuramente fatto di più per vincere la partita e che sono tornati in Piemonte con tre punti in tasca, senza averli meritati. Una per una, vediamo qui di seguito le valutazioni degli amaranto:

Pinsoglio. Subire un gol, per quanto decisivo, su un tiro dal dischetto non può comportare in alcun modo l’attribuzione di un’insufficienza. L’impressione legata a questa partita è che l’ex portiere del Modena non riesca a trasmettere alla difesa la necessaria sicurezza, sia quando travolge Emerson su uno spiovente di Mammarella sia quando ha bisogno di più tempi di gioco per neutralizzare in angolo la conclusione di Emmanuello. Voto: 5,5.

Ceccherini. Il ritorno in pianta stabile di Emerson nell’undici titolare e il conseguente passaggio alla difesa a tre determinano una sensibile flessione nella qualità delle sue prestazioni, che avevano raggiunto livelli massimali quando veniva schierato in coppia con Vergara: continuando con questo assetto, avrà necessità di curare l’intesa con chi gioca alla sua destra e davanti a lui. Voto: 6.

Emerson. Il brasiliano è il vero e proprio ministro della difesa amaranto, carica che Vargas ricopriva nel primo Livorno di Colomba, senza avere la sua fisicità e la sua capacità di impostare il gioco. Detta i tempi della retroguardia dei toscani, giocando un’intera frazione di partita con il capo fasciato, per aver ricevuto un colpo da Castiglia: sul finale di partita, mirabile una sua chiusura che lo vede evitare un pericoloso contropiede di Mustacchio. Voto: 6,5.  

Lambrughi. L’allenatore che manda in campo Lambrughi sa che la sua affidabilità non è in discussione, sia come esterno sia come centrale difensivo: compie comunque almeno due sbavature, effettuando un retropassaggio a campanile nei confronti di Pinsoglio e non ostacolando prontamente il pericoloso tiro di Emmanuello all’ 11’ st. Voto: 5,5.

Moscati. L’esterno destro livornese è il migliore in campo tra i giocatori che indossano la maglia amaranto; sempre propositivo in attacco, cerca anche di andare alla conclusione con una certa continuità. Come avvenne in occasione del primo esonero subito da Christian Panucci, il giocatore sembra beneficiare in maniera esponenziale della lontananza dal tecnico nativo di Savona, con il quale non era riuscito a costruire alcun tipo di feeling. Voto: 6,5.

Valoti. Franco Colomba lo schiera sulla linea dei cinque nel ruolo di mezz’ala, chiedendogli di essere il centrocampista di qualità che l’attuale tecnico amaranto ha avuto in molte delle sue squadre: il ragazzo, sceso in campo in un ruolo evidentemente non suo, soffre per tutto il primo tempo il maggior dinamismo del centrocampo dei piemontesi, riuscendo ad emergere soltanto nella seconda frazione di gioco, quando è il Livorno ad alzare i ritmi. Voto: 5,5.

Baez (37’ st). Entra in campo, probabilmente troppo tardi, quando Colomba prova l’assalto finale alla porta della Pro Vercelli, passando dal 3-5-2 al 3-4-1-2: la sua presenza in area avversaria si avverte, anche se non riesce a rendersi pericoloso. Senza voto.

Luci. Rientra in campo dopo aver scontato tre turni di squalifica e riesce a comportarsi perfino peggio di quanto era stato capace di fare in occasione della partita interna contro il Crotone, per quanto non volesse sicuramente fare male a Martella: in quest’occasione, a differenza di quella, il centrocampista amaranto decide la partita. Il tutto senza dimenticare che esiste un clamoroso precedente: nel corso dell’ultimo campionato disputato dal Livorno in serie A (stagione 2013/2014), infatti, il capitano del Livorno si rese protagonista di un episodio analogo, decidendo in negativo la partita interna contro la Sampdoria grazie ad un fallo ai danni di Regini nei minuti di recupero. Voto: 4.

Cazzola. Al momento di uscire dal campo, fa rumore il fatto che l’ex centrocampista dell’Atalanta non abbia avuto modo di rendersi protagonista di alcuna azione degna di nota: eppure, giocando sulla linea mediana, è sempre nel vivo dell’azione. Ma non riesce a tenere l’andatura dei suoi avversari. Voto: 5,5.

Biagianti (10’ st). Che tipo di partita sarebbe stata se Colomba avesse schierato dal primo minuto Biagianti al posto di Valoti? Cosa sarebbe successo se Vantaggiato, nel tentativo di controllare il pallone a pochi passi dal portiere avversario, non avesse anticipato Biagianti in procinto di concludere a colpo sicuro verso la porta difesa da Pigliacelli? A questi interrogativi, probabilmente, non risponderemo mai, ma rimane la buona prestazione dell’ex centrocampista del Catania. Voto: 6.

Antonini. La difesa a tre schierata alle sue spalle gli consente di interpretare il ruolo con la libertà di proiettarsi spesso in fase offensiva: sotto questo punto di vista, certamente non si fa pregare, facendo spesso sentire la sua presenza nella metà campo avversaria, ma da uno come lui è lecito aspettarsi un contributo più consistente in termini di cross per la testa di Vantaggiato e di personalità. Voto: 6.

Fedato. Finalmente schierato nel ruolo di spalla di Vantaggiato, non riesce ad estrarre il compagno di squadra dal buco nero in cui è stato assorbito. Alterna cose buone a cose meno buone, fornendo un contributo pressoché impalpabile in fase difensiva, ma, stringi stringi, è lui ad impensierire di più la difesa avversaria, colpendo il palo della porta difesa da Pigliacelli e inventando un pericoloso pallonetto dalla distanza al primo minuto del secondo tempo. Assolutamente emendabile il gesto di uscire dal campo scuotendo la testa, quando Colomba lo richiama in panchina. Voto: 6.

Comi (13’ st). Più agonismo che qualità nell’azione di un giocatore che lotta nella trequarti di campo avversaria con tutti i limiti della condizione fisica e psicologica di un attaccante ingiustamente trascurato per lunghi tratti della stagione, ma è comunque una freccia in più nell’arco di chi siede sulla panchina del Livorno. Sul finire di partita, prova a rendersi pericoloso con una rovesciata che si rivela più spettacolare che efficace. Voto: 5,5

Vantaggiato. Torna a vestire la maglia amaranto dal primo minuto di gioco dopo la sfortunata trasferta di Trapani, vedendo finalmente schierato al proprio fianco un uomo (Fedato) che dovrebbe aiutarlo ad uscire dalla crisi in cui si trova: il risultato è tutt’altro che apprezzabile, ma è suo il colpo di testa che obbliga Coly ad un salvataggio sulla linea nei minuti di recupero. Voto: 5,5.

Colomba. Da un lato, il tecnico degli amaranto, privo di numerosi titolari, costruisce una squadra di grande buon senso, tornando alla difesa a tre e schierando finalmente Fedato al fianco di Vantaggiato; da un altro lato, lo stesso allenatore sembra avere fin troppa eccentricità e prudenza, costruendo un ruolo assolutamente nuovo per Valoti e ritardando eccessivamente l’ingresso in campo di Baez. Premesso ciò, la squadra è ben messa in campo, ma fatica maledettamente a rendersi pericolosa: il lavoro da fare è tanto e il risultato di oggi, per quanto immeritato, non aiuta. Voto: 6.