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tmw / livorno / Calcio
Vicenza-Livorno, le pagelle degli Amaranto
sabato 2 aprile 2016, 23:48Calcio
di Gianluca Andreuccetti
per Amaranta.it

Vicenza-Livorno, le pagelle degli Amaranto

Vicenza – Prima sconfitta esterna per il Livorno di Franco Colomba che, al di là di due traverse colpite e di un calcio di rigore ingiustamente negato, ha il torto di provare ad invertire l’inerzia della gara solo dopo aver subito il secondo gol, finendo per meritare di tornare a casa ancora una volta senza punti. Vediamo qui di seguito le valutazioni degli uomini scesi in campo in maglia amaranto:

Pinsoglio. L’estremo difensore amaranto merita certamente la sufficienza sia per essersi prodotto in un formidabile intervento su Raicevic, che ha il solo effetto di posticipare il gol del giocatore montenegrino, sia per il fatto di essere esente da colpe sulle azioni dei gol. Voto: 6.

Antonini. L’ex terzino sinistro del Milan spicca per la costanza del suo rendimento, nel bene e nel male: non riesce a determinare un salto di qualità nelle sue prestazioni, ma non alza mai bandiera bianca. Fin quando non trova dalla sua parte un elemento rapido e di inventiva come Galano, che lo mette costantemente in difficoltà. Voto: 5.

Palazzi (24’ st). Il suo intervento nei confronti di Sbrissa, oltre a non meritare di essere sanzionato con il cartellino rosso, non è neanche catalogabile nel novero degli interventi fallosi perché il giocatore ha semplicemente provato a calciare il pallone che Sbrissa tratteneva con le gambe per impedire una pronta ripresa del gioco: resta il fatto che, in un momento così delicato per la squadra, ogni suo componente ha l’obbligo di non mettere in atto comportamenti che possano indurre in errore il direttore di gara. Voto: 4,5.

Ceccherini. Non soltanto sbaglia di più rispetto a Lambrughi, più esperto compagno di reparto, ma soprattutto commette errori più evidenti: sia quando abbandona in ritardo la linea difensiva per contrastare il tiro di Galano sia quando si lascia anticipare da Raicevic, in occasione del gol del 2 a 0. Voto: 5.

Lambrughi. Le difficoltà palesate dalla difesa del Livorno nascono principalmente dall’assenza di punti di riferimento nel reparto avanzato del Vicenza: gli attaccanti biancorossi, infatti, preferiscono girare al largo dei centrali amaranto e inserirsi soltanto al momento di colpire. Schierato in un ruolo non più così consueto per lui, divide con Ceccherini le responsabilità per il ritardo in uscita sull’assist di Signori per Galano, in occasione del primo gol. Voto: 5,5.

Gasbarro. Qualcuno, che non sia l’avversario di turno sulla sua fascia, gli faccia capire che il suo compito principale dovrebbe essere quello di difendere e non quello di attaccare: ha del clamoroso il ritardo con cui lo si vede rincorrere Vita, libero di crossare per la testa di Raicevic in occasione del gol del 2 a 0. Voto: 5.

Moscati. Il dinamismo e l’imprevedibilità della catena di sinistra del Vicenza finiscono per limitare la sua intraprendenza in fase offensiva, anche se è lo stesso centrocampista livornese a timbrare la traversa con un colpo di testa, nella prima di una serie di occasioni da gol successive all’ingresso in campo di Aramu. Voto: 5,5.

Schiavone. Non convince la prestazione dell’ex centrocampista del Modena, al rientro in campo dopo l’assenza maturata nella partita contro la Pro Vercelli: orfano di Luci, Cazzola e Jelenic, si trova a coprire insieme a Biagianti una porzione di campo troppo ampia per chi dovrebbe cantare e portare la croce e, pur sacrificandosi molto, ottiene risultati modesti. Voto: 5,5.

Valoti (31’ st). L’ex centrocampista del Pescara, preferito a Baez in maniera abbastanza inspiegabile, è l’ultima carta che Colomba intende giocare per lanciare l’assalto finale alla porta di Benussi: un trequartista alle spalle del tridente formato da Aramu, Comi e Vantaggiato. Senza voto.

Biagianti. Vale per Biagianti molta parte di quanto detto per Schiavone anche se l’ex centrocampista del Catania, non essendo gravato dall’obbligo di impostare l’azione da dietro, riesce a partecipare all’assalto finale alla porta di Benussi. Voto: 5,5.

Fedato. Passare dal 3-5-2, visto contro la Pro Vercelli, al 4-4-2 di oggi è l’escamotage studiato dal tecnico Colomba per evitare che l’ingresso in campo di Comi al fianco di Vantaggiato abbia come ricaduta l’esclusione dal primo minuto dell’ex ala sinistra del Bari: il risultato è tutt’altro che apprezzabile perché il talento di proprietà della Sampdoria, non abituato a ricoprire quel ruolo in quel modulo, appare completamente fuori dal gioco. Si rende pericoloso soltanto con un tiro dalla distanza su invito di Vantaggiato. Voto: 5.

Aramu (17’ st). Se il Livorno fosse tornato dal Veneto con un risultato positivo, il centrocampista di scuola Torino avrebbe probabilmente meritato la palma del migliore in campo per l’impatto che ha avuto sulla partita, trasformando la fase offensiva di una squadra che non va in gol da 576 minuti e che, dopo il suo ingresso in campo, comincia a sfornare una palla gol dietro l’altra. Benussi è bravissimo a sbarrargli la strada in almeno due occasioni. Voto: 6,5.

Vantaggiato. In questa partita, il toro di Brindisi non è il giocatore più pericoloso tra gli amaranto, per quanto sia stato il primo a guadagnarsi una vera occasione da gol, neutralizzata molto bene da Benussi. La fascia di capitano sembra legittimarlo a tergiversare in inutili proteste, ancor più che in altre occasioni. Se quanto fatto non è sufficiente per far tornare la squadra al gol, è necessario che anche lui faccia di più: viene da pensare che la certezza del “posto fisso” (leggasi maglia da titolare) gli faccia più male che bene. Voto: 5.

Comi. Per quanto la sua azione non sia bella da vedere e la sua tecnica non sia certamente eccelsa, l’ex centravanti dell’Avellino merita un plauso per come si getta e riesce a stare nella contesa, cercando di essere utile alla squadra e non sottraendosi mai quando c’è da “fare a sportellate” con l’avversario. Interpreta il ruolo di attaccante in maniera radicalmente diversa rispetto al suo compagno di reparto e non è baciato dalla buona sorte quando Benussi manda a sbattere contro la traversa un suo colpo di testa. Voto: 6.

Colomba. Esistono davvero nel Livorno giocatori per schierare i quali valga la pena cambiare sistema di gioco? Ciò è quanto è successo oggi: la volontà di non escludere Fedato, avendo deciso di far scendere in campo Comi al fianco di Vantaggiato, ha comportato, in un sol colpo, il passaggio dal 3-5-2 al 4-4-2, l’esclusione di Emerson, l’accentramento di Lambrughi e il “confinamento” di Fedato sulla fascia sinistra. Al di là di tutto ciò, che rientra evidentemente nella fase in cui un allenatore si trova a valutare il materiale umano a sua disposizione, il Livorno è sembrato per lunghi tratti della partita una squadra “depressa”: un undici che, oltre a fare maledettamente fatica a trovare la via della rete, si accontenta molto spesso di gestire un misero risultato di parità o addirittura di svantaggio, pur di non andare incontro a guai peggiori. Questa squadra ha assoluto bisogno di ritrovare la giusta convinzione nei propri mezzi, evidentemente fondamentale per tentare di portare a termine l’impresa che l’aspetta. L’allenatore è arrivato da poco e ha comprensibilmente necessità di assemblare la squadra e di conoscere le caratteristiche degli uomini che ha a disposizione: non sarebbe forse il caso di tornare a disputare quelle belle amichevoli infrasettimanali contro squadre di dilettanti, che si sfidavano una volta per sciogliere le gambe, amalgamare gli organici e provare gli schemi da utilizzare in partita? Voto: 5,5.