Livorno-Juve Stabia, le pagelle degli Amaranto
Livorno – Esattamente settanta giorni dopo la partita interna contro la Virtus Lanciano che ha riconsegnato il Livorno ai gironi della Lega Pro, gli amaranto vanno incontro ad un nuovo naufragio tra le mura amiche: questa volta contro la Juve Stabia di Gaetano Fontana, squadra in costruzione almeno quanto il Livorno, ma capace di mostrare una miglior qualità di gioco rispetto agli uomini di Foscarini. Vediamo, qui di seguito, le votazioni riportate da ciascuno dei giocatori scesi in campo in maglia amaranto:
Falcone. Compie alcune grandi parate che evitano al Livorno di uscire dal campo gravato da un punteggio tennistico, ma non è esente da colpe in merito alla dormita prolungata che consente alla Juve Stabia di ritrovarsi avanti di due gol dopo 22 minuti di gioco. Voto: 6.
Pirrello. Debutto amaro e, per certi versi, inspiegabile quello del centrale scuola Palermo in maglia amaranto: lui e Toninelli offrono un contributo pressochè nullo alla fase difensiva e, dalla loro parte, gli attaccanti della Juve Stabia fanno ciò che vogliono, in particolar modo sul secondo gol. Difficile stabilire se le responsabilità siano da dividere in parti uguali o se uno dei due abbia portato a fondo l’altro. Voto: 5.
Lambrughi. Lo diciamo questa sera e non lo ripetiamo più: giocatori come Lambrughi, Jelenic e, in parte, Vantaggiato sono un lusso per la serie B e uno spreco per la Lega Pro per cui il tifoso amaranto farebbe bene ad essere orgoglioso della presenza di elementi di tale carisma e di tale qualità tra le file della propria squadra del cuore: ciò premesso, il centrale visto stasera non è neanche lontano parente del giocatore superlativo ammirato nell’ultima fase della scorsa stagione, sebbene Gonnelli e Pirrello non gli siano di alcun aiuto per evitare il peggio. Voto: 5.
Gonnelli. Il suo ingresso in campo dal primo minuto, unitamente al ritorno di Gabriele Morelli ed all’esordio in prima squadra di Testa, è la nota più lieta di una serata interamente da dimenticare: è stato un piacere rivederlo in campo, ma la prestazione offerta questa sera non può bastare. Voto: 5,5.
Toninelli. La battuta sarà scontata finchè si vuole, ma l’ex terzino destro del Bassano si fa notare molto più per la lunga barba che per le giocate che riesce a mettere in atto sulla propria fascia di competenza: compie una serie interminabile di imprecisioni e di errori, anche piccoli o piccolissimi, che gli consentono di trasformare la fascia destra in una vera e propria voragine, con la collaborazione di Pirrello. Unica nota lieta è un servizio per Di Curzio, che si fa parare la conclusione da Russo. Voto: 4,5.
Marchi. Per lunghi tratti della partita, è il migliore in campo tra gli uomini allenati da Foscarini, in particolar modo in quanto a personalità, pur eccedendo nel volersi appropriare di compiti che spetterebbero a Gemmi. Si procura un calcio di rigore, ma cala vistosamente alla distanza. Voto: 6.
Gemmi. “Compratemi un regista” è il messaggio che Foscarini sembra aver voluto mandare alla società e al direttore sportivo Ceravolo, schierando in campo dal primo minuto il centrocampista nativo di Pontedera: il salto dalla Primavera di Brondi alla Lega Pro è altissimo e lui non riesce a fare nulla per nasconderlo. Voto: 5.
Testa (42’st). È un cambio baby quello che ha consentito all’ex punta centrale della Primavera di Stefano Brondi di fare il proprio debutto in prima squadra già in occasione del primo turno di Coppa Italia: evidentemente, mister Foscarini ha apprezzato l’impegno del ragazzo nel ritiro di Acqui Terme. Senza voto.
Ferchichi. Il centrocampista italotunisino ha mostrato qualche buono spunto quando la Juve Stabia arretrava la linea del pressing e tanta, forse troppa, leggerezza quando si è trattato di sbrogliare alcune pericolose situazioni nella metà campo amaranto. Voto: 5.
Grillo. Molto meglio la fase offensiva della fase difensiva: il contributo fornito rimane ben lontano da quello che ci si aspetterebbe da un elemento della sua esperienza, ma la lunga inattività pesa anche per lui. Voto: 5,5,.
Morelli (34’st). Bentornato, Gabriele: il terzino sinistro amaranto, superato un grave infortunio, torna a calcare il prato dell’Ardenza a distanza di quasi un anno da quel lontano 6 settembre, che lo vide siglare un gol contro il Pescara, poi annullato dall’arbitro Saia. Senza voto.
Cellini. Bene l’ex centravanti della Spal: non soltanto per il gol con cui bagna l’esordio in maglia amaranto, ma perché si dimostra più volte capace di mettere in affanno la retroguardia stabiese, anche con iniziative individuali. Voto: 6,5.
Di Curzio. Sbaglia tutto quello che è possibile sbagliare in fase realizzativa, vuoi per precipitazione vuoi per scarsa convinzione, ma, per lo meno, è spesso al posto giusto al momento giusto. Voto: 5,5.
Vantaggiato (23’st). Acclamato dai pochi tifosi presenti allo stadio, entra in campo in punta di piedi com’era giusto che fosse. Da una sua punizione calciata magistralmente rasoterra, scaturisce uno dei più mirabili interventi compiuti da Russo nell’arco della partita. L’intesa con Cellini deve crescere molto. Voto: 5,5.
All. Claudio Foscarini. Sorprende tutti, preferendo Falcone a Vono e schierando Gemmi anziché Marchi nel ruolo di centrocampista davanti alla difesa: comprensibile e condivisibile è fare degli esperimenti, soprattutto in fase di preparazione, anche se dispiace sempre uscire anzitempo da una competizione importante e prestigiosa come la Coppa Italia. La scelta di Gemmi in mezzo al campo è un chiaro messaggio alla società sulla necessità di non procrastinare ulteriormente l’individuazione e l’acquisizione del regista da schierare al centro del rettangolo di gioco. Ignoriamo se Falcone sia stato designato a disputare le partite di coppa e, in quanto tale, sia stato preferito a Vono: ma, se così non fosse, sarebbe il caso di sciogliere in largo anticipo un ballottaggio che potrebbe finire con il recare nocumento ad entrambi gli estremi difensori amaranto. Voto: 6.


