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Livorno-Renate, le pagelle degli AmarantoTUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
domenica 9 ottobre 2016, 23:45Calcio
di Gianluca Andreuccetti
per Amaranta.it

Livorno-Renate, le pagelle degli Amaranto

Livorno – Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Dinanzi a pochi intimi, il Livorno di Claudio Foscarini coglie il terzo successo per 1 a 0 su quattro partite casalinghe fin qui disputate e tiene il passo delle squadre che lo precedono in classifica: poco o null’altro da salvare in una partita che, in previsione della trasferta di Siena, ha visto il tecnico veneto perdere Toninelli per infortunio e Luci per doppia ammonizione. Qui di seguito, vi proponiamo giudizi e pagelle dei giocatori scesi in campo in maglia amaranto:

Mazzoni. Nel giro dei primi sei minuti di partita, prima, vanifica in collaborazione con Borghese un “tentativo di autogol” da parte di Rossini e, poi, concede al Renate un pallonetto a porta vuota dalla trequarti di campo, dopo aver sbagliato un rinvio con i piedi. Cresce rapidamente, opponendosi con efficacia ai tentativi compiuti, anche da distanza ravvicinata, da parte degli attaccanti del Renate. Voto: 6.

Rossini. In avvio di partita, un suo incomprensibile colpo di tacco a campanile in ripiegamento difensivo costringe Borghese e Mazzoni ad un prodigioso recupero per evitare un clamoroso autogol: fatta eccezione per questo primo episodio, non ha più responsabilità di altri sui pericoli creati dal reparto offensivo del Renate. Voto: 5,5.

Borghese. Comanda con sufficiente autorevolezza una linea difensiva priva di troppi titolari, arrivando con l’esperienza ed il mestiere lì dove non riesce ad arrivare con le sue qualità tecniche. Quando può, si proietta anche in fase offensiva e si rende discretamente pericoloso. Voto: 6.

Gasbarro. Schierato come centrale di sinistra, tiene bene la posizione e soffre quando c’è da soffrire: le incursioni sulla sua fascia da parte di Anghileri e Lavagnoli non lo lasciano dormire sonni tranquilli, anche perché Morelli non lo supporta sufficientemente in fase difensiva. Il calcio di rigore, che conquista inaspettatamente, conferisce un volto diverso alla sua partita. Voto: 6,5.

Toninelli. Esattamente come ad Olbia, esce dal campo dopo neanche venti minuti di gioco per il riacutizzarsi di un problema muscolare. Senza voto.

Marchi (13’ pt). Parte a sorpresa dalla panchina e, al quarto d’ora del primo tempo, è già in campo per sostituire l’infortunato Toninelli: ha grande corsa e, nel ruolo di laterale destro, la può scatenare a piacimento anche in fase offensiva. Schierarlo in quella posizione nasce come una scelta obbligata, che può rivelarsi futuribile. Cala inevitabilmente alla distanza. Voto: 6

Luci. Ha il merito di cercare sempre di dare profondità all’azione del Livorno, riparando in parte alle mancanze di Giandonato e rendendosi pericoloso con una precisa conclusione sventata in angolo da parte dell’ottimo portiere Cincilla. Macchia con due clamorose ingenuità, un pallone perso a centrocampo dal quale scaturisce un contropiede per il Renate e l’espulsione nei minuti di recupero, una prestazione più che buona. Voto: 5,5.

Giandonato. Se pensiamo al regista di una squadra che lotta per posizioni di vertice, è difficile che ci venga in mente Giandonato che, per quanto abbia piedi buoni e sia sempre pericoloso sui calci di punizione, dimostra costantemente di non avere il cambio di passo necessario in un ruolo come il suo, in quanto gioca sempre alla stessa velocità. Voto: 5,5.

Bergvold. In maniera identica al suo ingresso in campo al debutto contro il Racing Roma, la sua sostituzione è salutata dagli applausi scroscianti del pubblico, senza che il giocatore abbia portato alcun contributo alla squadra. Tornava in campo dopo sei settimane di assenza e merita di essere aspettato. Voto: 5.

Venitucci (28’ st). I complimenti che Mister Foscarini gli rivolge a fine partita, ricordando che “Venitucci non doveva giocare” e, ciononostante, “ha dato il la alla vittoria del Livorno”, rendono merito più e meglio di ogni altro commento ad un giocatore che, con il suo solo ingresso in campo, ha regalato alla squadra un pizzico di imprevedibilità in più. Voto: 6.

Morelli. Per lunghi tratti della partita, la sua fascia di competenza è terra di conquista per la catena di destra del Renate e lui, schierato a sinistra sebbene quello non sia il suo ruolo, è sempre in affanno: la musica cambia quando, a seguito dell’ingresso in campo di Venitucci, Foscarini lo riporta a destra. Voto: 5,5.   

Maritato. Scaglia alle spalle di Cincilla un pallone angolatissimo che pesa una tonnellata e, per quanto manchi l’appuntamento con un comodo assist di Murilo trasformando il quale avrebbe potuto chiudere la partita, a noi va bene così: è l’icona di questo Livorno di inizio stagione in cui un giocatore, arrivato all’indomani della chiusura del mercato, va in campo a distanza di dieci giorni ed è subito decisivo. Voto: 6,5.

Murilo. I compagni di squadra lo servono con continuità perché il brasiliano è in grado di creare un pericolo per gli avversari ogni volta che tocca il pallone: peccato soltanto che cerchi troppo spesso il tiro in porta e quasi mai il fraseggio. Voto: 6,5.

Dell’Agnello (41’ st). Entra in campo nel momento in cui il Renate sta profondendo i maggiori sforzi per pervenire al pareggio. Senza voto.

All.: Foscarini. Ora che i ripetuti infortuni non sono più una sfortunata eventualità ma una costante con la quale convivere, possiamo dire con certezza che Claudio Foscarini ha compreso pienamente il contesto in cui è capitato e comincia a fare di necessità virtù, non potendo comportarsi altrimenti. Oltre ad indovinare l’inserimento di Marchi al posto di Toninelli, compiuto senza costringere la squadra ad un nuovo cambio di modulo, convince la pazienza sua e dei suoi uomini nella ricerca dell’intera posta. Siamo sempre più convinti che il tecnico nativo di Riese Pio X debba essere il punto di riferimento per tutti da cui continuare a costruire il Livorno del presente e del futuro. Voto: 7.