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Quarto tempo. Ci vuole coraggioTUTTOmercatoWEB
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
martedì 25 ottobre 2016, 18:06Calcio
di Emilio Guardavilla
per Amaranta.it

Quarto tempo. Ci vuole coraggio

Livorno – I riflettori del Monday night hanno illuminato una prestazione di gran lunga inferiore alle aspettative che il derby con l’Arezzo aveva creato. In quella che poteva e doveva essere la svolta di un campionato fino ad ora mediocre, il Livorno non riesce a scardinare l’eroica difesa di una squadra decimata dalle scorrettezze dei propri uomini e si deve accontentare di un pareggio che sa tanto di sconfitta.

Dopo un primo tempo soporifero, il Livorno si presenta in campo con lo stesso undici ma leggermente più motivato. Il vantaggio per il gol di testa di Dell’Agnello è un’illusione che svanisce subito. Cinque minuti più tardi Foglia tira una punizione alla Zico, Mazzoni smanaccia sul palo e il franco-camerunense del Chievo Yamga, libero e bello, ribadisce in rete per un pareggio che non stranisce nessuno. Lo stesso film di sette giorni fa. In seguito, prima in dieci e poi in nove, l’Arezzo contiene le scorribande offensive del Livorno senza evidenti affanni, denunciandone così, tutta l’inconsistenza. Dei pali e dei goal annullati è giusto che ne parli chi ancora non si è tolto il prosciutto dagli occhi.

Foscarini, deluso su tutti i fronti, parla di mancanza di coraggio, puntualizzando che si tratta di un valore che non si può acquistare sul mercato. Glissa sulla maledizione degli infortuni, così come sulla stabilità della sua panchina, e tenta di giustificare la sterilità negli ultimi venti metri. –“Può essere che una volta rimasti in superiorità numerica la squadra abbia sentito maggiormente il peso psicologico di dover vincere a tutti i costi. Abbiamo provato ad aprire la loro difesa ma in modo confuso”.

Umori opposti sul fronte aretino. Nelle parole dell’omologo Stefano Sottili c’è quello che, sinceramente, gli invidiamo di più –“Questo è un punto d'oro per le circostanze in cui è maturato – La squadra ha dato dimostrazione di saper soffrire e di lottare con grande determinazione”.