Sala stampa. Di Michele: "Sarebbe stato più giusto un pareggio"
Tivoli – Primo a presentarsi in sala stampa, al termine della partita disputata questo pomeriggio allo Stadio Olindo Galli di Tivoli, è stato l’allenatore della Lupa Roma David Di Michele che, legittimamente, aveva sperato in un altro risultato per il suo secondo debutto sulla panchina della Lupa Roma: “Dispiace per com’è andata a finire perché, in particolar modo nel primo tempo, avevamo interpretato la partita nella maniera più idonea, riuscendo a giocare alla pari di un avversario obiettivamente più attrezzato di noi. A mio modo di vedere - ha proseguito il tecnico dei laziali – il risultato di parità sarebbe stato il più equo sia perché, in occasione del calcio di rigore fischiato al Livorno, il braccio di Baldassin era attaccato al corpo sia perché, sul risultato di 1 a 0 per i toscani, ci poteva stare un calcio di rigore per noi: a quel punto, il Livorno non avrebbe siglato il secondo gol e la mia squadra sarebbe potuta andare in rete con un certo anticipo rispetto a quanto è realmente successo".
Chiamato a fornire un proprio giudizio complessivo sull’andamento del girone A di Lega Pro, Di Michele mostra di avere le idee chiare: “A mio parere, la lotta per il titolo non è una questione che riguarda Alessandria e Cremonese perché i piemontesi stanno facendo un campionato a parte e gli uomini di Tesser, dopo aver provato a tenere il passo della capolista, hanno perso contatto; il Livorno, al pari del Como e di altre due-tre squadre, non avrà difficoltà a centrare la qualificazione ai playoff e potrà inserirsi nella lotta per le prime posizioni della classifica".
L’analisi di Di Michele prosegue allargando l’oggetto del suo discorso all’intero campionato di Lega Pro: “Non è più il campionato di 10-15 anni fa in cui anche giocatori importanti, che militavano in squadre di serie B, potevano decidere di andare a giocare in squadre di serie C1: oggi, in Lega Pro, ci sono pochi nomi altisonanti e tanti giovani di qualità desiderosi di mettersi in mostra. Se io fossi un giocatore di 17-18 anni - ha proseguito l’ex attaccante dell’Udinese – avrei una gran voglia di andare a giocare in Lega Pro sia perché avrei spazio a sufficienza per far vedere le mie qualità sia perché saprei che in questa categoria ci sono tanti allenatori giovani e bravi, che provano sempre a far giocare bene le loro rispettive squadre. In questo senso, ritengo che gli allenatori, che guidano attualmente squadre di Lega Pro, abbiano una grande responsabilità nei confronti dell’intero movimento calcistico italiano".


