Quarto tempo. Come le provinciali
Tivoli – Nella trasferta di Roma Capitale c’era da dimostrare che la cinquina rifilata all’ultima in classifica non era un fuoco di paglia e, per la massima soddisfazione di tutti, così è stato fatto. Si portano a casa i tre punti e una presa di coscienza che ne vale altrettanti perché al Galli si è visto un buon Livorno. In un campaccio di altri tempi non si è sofferto a centrocampo, si è mantenuto il possesso palla per un buon 70% e si è lottato con quella carica agonistica e quella determinazione che avevamo sempre sognato. La giocata del singolo ha scongiurato la fatalità degli ultimi 25 metri ma il collettivo ha avuto il merito di non arretrare una volta in vantaggio, concedendo quasi niente alla reazione degli avversari. C’è di che rallegrarsi.
Il primo a farlo, usando proprio la metafora del fuoco di paglia, è mister Foscarini. Lui nella sua squadra ci ha sempre creduto. –“Sì, perché a questa partita chiedevo solo i tre punti. E invece ho avuto segnali positivi anche sotto il profilo del gioco”. Ha visto i suoi lottare “come l’ultima delle provinciali”, dando battaglia su tutti i palloni e senza mollare di un centimetro. Segno evidente che ci siamo calati perfettamente nel ruolo che la categoria richiede. Un’assunzione di responsabilità che è risultata preziosa.
Il match winner Cellini condivide a pieno il giudizio sull’atteggiamento mentale. Minimizza sull’eurogol di cui è stato autore e si inchina alla causa comune. –“… comunque contava solo e soltanto la vittoria”. Sulle sofferenze pregresse offre una disamina difficile da non condividere. –“Tra giocatori nuovi, infortuni e formazione sempre diversa per le assenze era difficile costruire qualcosa di rodato”.
Per Martino Borghese il campionato, quello nuovo, è giunto solo alla seconda giornata. Approccio psicologico, personalità, spogliatoio sono parole che infondono fiducia a chiunque. Su queste basi, la prospettiva di due gare casalinghe è allettante.


