Livorno, crisi senza fine. Anche il Cuneo passa all'Ardenza, 0 a 1
Livorno – Un Livorno in caduta libera crolla in casa contro il Cuneo e sprofonda sempre più in basso. Dopo Alessandria e Pontedera anche i biancorossi, terzultimi in classifica, raccolgono con pieno merito i tre punti al cospetto di un Livorno in totale disarmo, alla terza sconfitta interna consecutiva e ancora senza vittorie in questo 2018.
Sottil prova a rimescolare le carte confermando un po' a sorpresa il 4231 ma cambiando gli interpreti rispolverando Giandonato al fianco di Luci a centrocampo. Sulla destra si rivede Pedrelli dopo il lungo stop. Davanti il tridente alle spalle di Vantaggiato è formato da Doumbia-Kabashi e Murilo. Valiani va in panchina.
Alchimie inutili perché è il Cuneo a fare il bello e il cattivo tempo. Pronti, via e subito Mazzoni è costretto agli straordinari su Zamparo. Neanche il tempo di riorganizzarsi che lo scatenato Zamparo centra il palo. L'avvio shock non scuote il Livorno ma gasa gli ospiti che continuano a premere a tavoletta e al 15' vanno ancora vicini al gol con il grande ex Dell'Agnello, il suo diagonale termina di un soffio a lato. Al minuto 20, però, inevitabilmente, Mazzoni è costretto a capitolare sulla perfetta punizione dal limite disegnata da Schiavi. A questo punto il Cuneo prova a impostare saggiamente una strategia attendista per poi colpire in contropiede ma il Livorno è assente. E sono ancora i biancorossi (oggi in tenuta blu) ad andare vicinissimi al gol del raddoppio con l'indemoniato Zamparo. Il Livorno non c'è e la reazione amaranto è tutta in un paio di tiracci da fuori di Franco e Kabashi.
Nella ripresa Sottil rivoluziona tutto inserendo Borghese, Valiani e Montini. Il Livorno prova generosamente a fare la partita ma senza costrutto: un contatto dubbio in area cuneese, un missile di Valiani dalla distanza e un paio di mischioni. A 10' dalla fine Dell'Agnello rimedia il secondo giallo e si fa cacciare. Cinque minuti e Luci incappa nel più classico dei falli di frustrazione e ristabilisce la parità numerica. Ma è solo statistica, la sosta evidentemente è servita a poco e per il Livorno la notte è sempre più fonda.


