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tmw / livorno / Calcio
Quarto tempo. Dove eravamo rimastiTUTTOmercatoWEB
© foto di Luca Sanguinetti
domenica 25 agosto 2019, 18:29Calcio
di Emilio Guardavilla
per Amaranta.it

Quarto tempo. Dove eravamo rimasti

Chiavari. Il punto interrogativo che manca nel titolo non è una svista del redattore. Il titolo di questo primo numero della rubrica settimanale di Amaranta.it, Quarto tempo, è una frase affermativa, una costatazione di fatti che vuol sottolineare uno status quo con il quale si asserisce che, in tre mesi, non è cambiato niente. Nella prima di campionato, in terra ligure, in casa di una neo promossa, ci siamo trovati ad essere proprio nelle stesse condizioni in cui versavamo alla fine del campionato scorso. A oggi, siamo dove eravamo rimasti. Per gioco, per identità di squadra e, soprattutto, come rosa. I soliti ignoti tre mesi dopo, verrebbe da dire, viste le sconfitte, seppur di misura, con Carpi e Virtus Entella. Di attenuanti, ce ne sono quante ne vogliamo, ma partire con una prestazione così squallida fanno salire la depressione, anche ad agosto, anche quando ci sono altre 37 partite davanti. Il fatto è questo e le cose stanno cosi: a Chiavari, i 10/11 che sono partiti al fischio d’inizio, sono quelli dell’anno scorso, quelli di una salvezza sofferta, tormentata e acquisita solo grazie ad una serie di fortunose circostanze.

Mister Breda, dice che i nuovi arrivati, non sono ancora in condizione anche se, tra le righe, si capisce che non si sa ancora bene di che pasta siano fatti. Riguardo al modulo, infatti, risponde così: - “Oggi abbiamo giocato tutto il primo tempo e parte del secondo con un 3-5-2, quindi non è detto che giocheremo sempre con il 3-4-1-2. Abbiamo delle variabili: dobbiamo capire in fretta le caratteristiche dei nuovi arrivati”. Troppo presto per emettere sentenze e per alimentare speranze.

Nei 95 minuti di Chiavari, ci sono anche un solo gol preso su rigore, un palo di Rocca, un Raicevic che si danna l’anima per fare reparto da solo ma non ci riesce, un centrocampo che sputa sangue e circa 800 livornesi che cantano e incitano la loro maglia per tutto il tempo della partita dopo aver lasciato famiglie e lungomare per seguire i loro beniamini.

Noi tifosi prendiamo tutto questo come una corrispondenza di amorosi sensi che ci ha sempre contraddistinti. Al management della società, lasciamo l’oneroso lavoro di essere meno sentimentali di noi. Alé Livorno.

Virtus Entella – Livorno 1 : 0