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Trump confessa la chiamata, la FIFA l'ha fatta grossa. Caso Balogun, Infantino si gioca il futuro

Trump confessa la chiamata, la FIFA l'ha fatta grossa. Caso Balogun, Infantino si gioca il futuro
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 00:53I fatti del giorno
La sospensione della squalifica nei confronti dell'attaccante degli Stati Uniti fa discutere, a tutti i livelli. E le spiegazioni della FIFA non convincono.

Una giornata di ordinaria polemica. È quella che si vive oltreoceano, dopo la clamorosa decisione della FIFA di sospendere la squalifica di Folarin Balogun, titolare tra poco - fischio d’inizio alle 2, ora italiana - nella partita tra Stati Uniti e Belgio. A soffiare sul fuoco è stato Donald Trump, che ha confermato l’esistenza di una telefonata con Gianni Infantino: “Era ingiusto, ma non gli ho chiesto di cancellare il rosso, solo una revisione”. Il presidente della FIFA ha ammesso i contatti, difendendo però l’indipendenza degli organi giurisdizionali della FIFA. In serata, la nota del presidente del Comitato Disciplinare, che ha ricordato l’applicazione dell’art. 27, senza però indicare in alcun modo quali fossero le circostanze alla base della decisione.

UEFA sul piede di guerra


Nel mezzo, un mare di polemiche. Quelle del Belgio, che ha presentato ricorso contro la decisione e se l’è visto respingere perché inammissibile: non ha diritto a discutere una sanzione imposta in una partita alla quale non ha partecipato. In prima fila c’è la UEFA, che ha usato toni durissimi, riaccendendo la guerra con la FIFA. Si è fatto sentire anche Giovanni Malagò, nuovo presidente della FIGC, parlando di precedente pericolosissimo. Sullo sfondo, i rapporti Trump-Infantino, da tempo nel mirino della critica per una sostanziale accondiscendenza totale del secondo nei confronti del primo.

Nessun cartellino è più al sicuro


Il precedente è effettivamente pericolosissimo: chi decide se un cartellino per un fallo di gioco è giusto o ingiusto? È la domanda che si pone Thomas Tuchel, e infatti l’Inghilterra valuta di impugnare il rosso a Jarell Quansah. L’ha fatto la Francia che, un po’ per provocazione e un po’ no, ha chiesto di cancellare il cartellino giallo comminato a Michael Olise. Il rischio anarchia è dietro l’angolo, almeno fino al 2027: l’anno prossimo si vota il nuovo presidente della FIFA, e Infantino rischia di vedere evaporare le chance di essere rieletto.

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