Postgara. Regazzetti, Livorno: “Sarebbe importante riuscire a non prendere gol”
Livorno – Nato a Crema il 16 luglio di 22 anni fa, Samuele Regazzetti è il terzino a cui mister Cristiano Lucarelli ha affidato le chiavi della fascia destra, in occasione del primo impegno in campionato della stagione, nonostante un intero precampionato trascorso sul versante opposto del reparto difensivo amaranto: “Siamo stati bravi a ribaltare il risultato – ha esordito presentandosi in sala stampa - la qual cosa non era affatto scontata ed è andata bene: probabilmente, non siamo riusciti ad esprimere il nostro miglior gioco, come era successo con la Reggiana, però credo che, nell’arco di una stagione, esistano anche partite di questo tipo, dove riesci a vincere con il cuore e con il carattere, e penso che la partita di oggi sia proprio una di quelle partite”.
Provando ad analizzare i contenuti tecnici del match disputato contro la Torres, Regazzetti è d’accordo quando gli viene detto che, a far la differenza tra le due squadre, potrebbe essere stata la diversa condizione fisica: “Abbiamo sofferto per settanta minuti la più spiccata intraprendenza da parte della squadra sarda ma, non appena abbiamo notato un calo da parte loro, abbiamo iniziato a spingere e, sentendo di poter vincere, alla fine si è avverato ciò che speravamo che avvenisse: se devo fare una critica alla squadra e al reparto difensivo, devo dire che, contro la Torres, è successo ciò che era già capitato contro l’Empoli e contro la Reggiana, ossia abbiamo preso gol; riuscire a non prendere gol, dal mio punto di vista, potrebbe essere risolutivo per noi, perché siamo una squadra che crea tanto e che finalizza tanto quindi, riuscendo a non subire gol, non dovremmo avere problemi a vincere le partite”.
Quanto alla sua posizione in campo, inoltre, il calciatore ex Lumezzane e Ospitaletto mostra di non avere dubbi: “È vero che ho giocato per un intero precampionato sulla corsia di sinistra (sorride, ndr) però, in realtà, a me basta giocare e sono sempre a disposizione del Mister, a prescindere dalla corsia in cui vengo schierato: destra o sinistra, per me, non fa differenza perché do sempre il massimo”.
Per il calciatore lombardo, alla sua ottantatreesima presenza nel campionato di Serie C nonché al suo quarto anno di professionismo dopo le due stagioni trascorse a Lumezzane e lo scorso campionato che lo ha visto protagonista con i colori dell’Ospitaletto, si trattava del debutto assoluto, in campionato e con la maglia amaranto, davanti al pubblico dello Stadio Armando Picchi: “Personalmente, non sono mai stato abituato a giocare davanti a tanta gente e fermarsi a pensare che una tale quantità di tifosi fosse venuta allo stadio per fare il tifo per noi è stata, di per sé, un’emozione unica: quest’estate ho ricevuto anche qualche altra offerta ma, non appena è arrivata la chiamata del Livorno, non ci ho pensato un attimo perché Livorno è una piazza storica e che non si può rifiutare” ha concluso il calciatore, cresciuto nel settore giovanile della Cremonese.


