Forlì-Livorno, le pagelle degli Amaranto
Paolo Verner
Livorno - Da mordersi le mani, due punti gettati alle ortiche dopo un bellissimo primo tempo conclusosi con il Livorno in vantaggio e padrone del campo; unica pecca quelle di non aver chiuso la partita, avendone avuto le possibilità.
Secondo tempo che non ci ha visto soffrire nel primo quarto d’ora, come solitamente era accaduto sin qui, ma nella seconda mezz’ora, dopo la sostituzione di Menarini, il migliore in campo, si è spenta la luce, il Forlì ha preso campo, il Livorno non ha più tenuto la palla ed ha cominciato ha soffrire la pressione dei romagnoli, senza subire grandi pericoli ma, se le partite non le chiudi, poi paghi dazio. Anche i cambi, non mi sono sembrati troppo centrati. Ad ogni modo, un punto che fa classifica, resettiamo e pensiamo subito al derbissimo di venerdì prossimo, considerando che Mr. “Fergusson” Indiani scenderà a Livorno con tanta voglia di farci un bello scherzetto.
Le pagelle degli amaranto:
Martinez: 6 più. Due ottimo interventi che hanno salvato la rete, mezzo punto in meno perché mi è parso sorpreso dal tiro da fuori di Petrelli, forse coperto e tuffatosi in ritardo.
Regazzetti:6+. Solita prestazione di quantità con sprazzi di qualità. Giusto toglierlo dopo l’ammonizione (20’ st Pittino: 5,5. Qualche pecca sul tiro di Petrelli che ha causato il pareggio; con quel suo braccio alzato dietro la schiena ci ha fatto tremare sudori freddi, ma non era un fallo da rigore.
Bachini: 6,5. Padrone della sua zona difensiva, ha saputo controllare gli attacchi aversari anche nel momento di maggior sofferenza
Veselj: 6,5. Stesso giudizio che ho dato per il compagno di reparto, dalle sue parti non passa nessuno.
Rizza: 6 più. Primo tempo di grande qualità, un vero stantuffo sulla fascia, tanti palloni recuperati, nella ripresa si è spento pian piano e forse sarebbe stato da sostituire.
Menarini: 7. Senza dubbio il migliore in campo. All’esordio contro la sua ex squadra ha dato al centrocampo amaranto geometrie e qualità. Ha anche sfiorato il gol con un bolide centrale che il portiere avversario ha intercettato casualmente. Tolto lui a centrocampo si è spenta la luce e il Livorno ne ha pagato le conseguenze. Quando ha lasciato il campo il lungo applauso del suo ex pubblico l’ha detta lunga sul suo valore (20’ st.: Arrigoni: 6. Ha fatto l’interdittore ed è quello che sa fare. Lo avrei visto meglio al posto di Haas).
Haas: 6 più. Primo tempo sontuoso, da calciatore di categoria superiore, ha dato grande qualità al centrocampo amaranto. Secondo tempo giocato tutto, anche quando aveva finito la benzina e stava soffrendo la spinta degli avversari. Ecco, io avrei sostituito lui al posto di Menarini.
Mawete: 6,5. Siamo ritornati a vedere la sua qualità e la quantità. Il suo tunnel a Diop è stato delizioso. Sempre insidioso sulle due fasce, anche se ha pagato un po’ nel finale (39’ st: Gentile: sv. Ha dato una mano ai compagni nel convulso finale).
Malotti: 7.Notevolissima la sua partita, con grandi giocate, anche di fino. Il suo è stato un euro gol, da spellarsi le mani dagli applausi. (32’ st.: Mancini: sv. Non si è praticamente visto, qualche spunto subito frenato dai difensori avversari).
Bacciardi: 6,5. Proposto da interno avanzato senza compiti di copertura ci ha deliziato con giocate sopraffine. Onorata la fascia da capitano. (20’ st.: Bonassi: 6. Si è visto meno rispetto alle altre occasioni, un po’ preso d’infilata dalle discese dei forlivesi).
Gabbiani: 6,5. Le sue sterzate sono d’alta classe, peccato che anche oggi sia stato un po’ troppo isolato in avanti, specie nella seconda parte di gara.
Lucarelli: 6. Primo tempo impostato benissimo, i cambi nel secondo tempo rivedibili, a mio modesto parere.
Forlì: Theiner 6 più; Diop 6,5, Valentini 6, Munaretti 5,5 (66' Mattioli 6,5); Farinelli 6, De Risio 6,5, Macrì 6,5, Rosetti 5 (79' Scaccabarozzi sv), Perretta 5 (74' Gabellini sv); Coveri 6 più, Petrelli 6+. All. Campedelli 6,5
Arbitro: Gabriele Sacchi (sezione di Macerata): 6. Arbitro che al Livorno non porta bene. Prestazione sufficiente, senza sbavature.


