I conti tornano
Livorno – Alla vigilia della doppia sfida contro Varese e Torino avevamo parlato di due partite che ci avrebbero aiutato a capire meglio quale parte avrebbe potuto recitare il Livorno in questo campionato. E avevamo anche azzardato che questi 180 minuti in tre giorni potevano costituire una specie di esame di maturità. Bene, se le cose stanno così, allora il Livorno ha superato la prova a pieni voti.
I conti tornano, perché in queste due gare così delicate e ravvicinate, il Livorno ha conquistato quattro punti, portando a quattro la propria striscia di risultati utili e soprattutto balzando in classifica al quinto posto, in piena zona playoff. Ecco, è proprio questa parolina magica, che tante volte ci ha fatto versare lacrime amare, ma che ci ricorda anche i giorni felici dei trionfi su Grosseto e Brescia del giugno 2009, che ci può dare la misura del campionato degli amaranto in questa stagione. Ad oggi per la promozione diretta in serie A ci sono squadre che danno l’impressione di essere più attrezzate: di sicuro il Siena, che ad un organico di prim’ordine ha subito accoppiato una partenza sparata; certamente l’Atalanta, che fino ad ora ha faticato più del previsto, ma che ha un potenziale enorme; molto probabilmente il Novara, che gira a mille e che può ripetere le imprese già viste (l’ultima in ordine di tempo è stato il Cesena) di squadre che hanno fatto il doppio salto dalla C1 alla serie A; forse la Reggina, che trascinata dal rinato Bonazzoli potrebbe fare a sorpresa quest’anno quel campionato di vertice che non è riuscita a fare nella scorsa stagione. Ma per il resto squadre superiori al Livorno, almeno al momento, non ne vediamo. Ci sono senz’altro formazioni valide e competitive, come l’Empoli, il Padova, il Vicenza e lo stesso Torino, che all’Ardenza non ha impressionato ma che vanta giocatori che sarebbero importanti anche in serie A. Ma il Livorno non è certo da meno di esse, è già lì, in zona playoff appunto, e sembra avere tutte le carte in regola per rimanerci.
La squadra dà la sensazione di essere già cresciuta sul piano della personalità e del carattere. E se a Varese il gioco non era stato esaltante ed il risultato era stato acciuffato solo grazie alla grinta e alla voglia di crederci fino in fondo, con il Torino è arrivata una prestazione di qualità, probabilmente la migliore dall’inizio del campionato. Peccato per il gol di Bianchi che ha rimesso in discussione una gara che sembrava già chiusa, ma con il senno del poi si può dire che forse è stato addirittura meglio così, perché le vittorie sofferte sono quelle più belle e quelle che aiutano a fortificare lo spirito di gruppo. Notiamo poi con piacere il ritrovato feeling con la tifoseria; con il Toro non c’era certo il pubblico delle grandi occasioni, ma chi c’era ha fatto per intero la sua parte, creando un’atmosfera ben più calda di quella quasi surreale con cui si era disputata, per esempio, la partita con il Portogruaro.
Adesso non resta che continuare su questa strada, perché gli esami non finiscono mai e, se uno è stato superato, altri sono in arrivo. A cominciare dal derby di Grosseto di sabato prossimo.


