La giusta via di mezzo
Livorno - Le ultime due sconfitte hanno gettato delle ombre sul modus operandi di Pillon e sul suo organico, critiche che partono in primo luogo dai tifosi, ma che hanno trovato riscontri anche nei vertici societari seppur in tono minore e seguite da ampie rassicurazioni verso il tecnico. Questo è il calcio. All'improvviso i 15 punti in 7 partite sono passati nel dimenticatoio, assieme a successi importanti come quello di Ascoli o quelli casalinghi come Reggina e Torino, anzi, leggendo qualche commento sembra quasi che siano usciti dal cilindro magico. Il tifoso è una specie da indagine sociologica, si sa: facile all'euforia, altrettanto alla depressione ed al pessimismo; niente di straordinario allora se si legge che questo Livorno passa da essere una delle più accreditate almeno per un posto play-off, ad un gruppo che si salverà a stento se tutto va bene. Il tutto nel giro di una decina di giorni. Il tifoso non contempla la via di mezzo, ossia un campionato tranquillo in cui si può ricoprire il ruolo di rompiscatole della stagione, cosa già chiara all'inizio del torneo e non solo dalle dichiarazioni (tra l'altro contraddittorie) di Spinelli, ma anche dal tipo di rosa allestita: giovane potenziata da elementi di esperienza, ma al tempo stesso soggetta ad alti e bassi proprio a causa dell'età tutto sommato "verde". Un buon organico, niente da dire, ma non paragonabile a quello delle vere pretendenti alla scalata alla serie A. Se si parte da questo presupposto, allora il punto di Modena e la battute d'arresto contro Triestina e Crotone possono essere viste con maggiore indulgenza. Lo sanno tutti che a questa squadra mancano alcuni requisiti per puntare ai vertici; lo sa Pillon, lo sa Spinelli, lo sa chi lo deve sapere all'interno del Livorno Calcio; un po' meno al corrente deve essere chi mette in giro le voci su un imminente esonero del mister, il quale ha candidamente dichiarato che nessuno gli ha chiesto la serie A. Certo, se la striscia nera dovesse proseguire anche contro Empoli ed Atalanta allora il problema giustamente si porrebbe, ma l'attuale rendimento è più o meno in linea con quello che si poteva chiedere a questa rosa. Ovvio, si può sempre migliorare e certe scelte di Pillon soprattutto in difesa ed a centrocampo stentiamo a capirle (ma davvero Schiattarella sulla fascia sinistra dà più garanzie di Pagano?), ma mettere in dubbio la permanenza del tecnico o ritenere imbrocchita all'improvviso questa squadra ci sembrano considerazioni un tanto esagerate. Vivere alla giornata dicemmo nel periodo d'oro e lo ribadiamo anche in epoca di vacche magre; giusto pretendere di più da qualche senatore, ma sbagliato gettare la croce addosso a chi, tra i più giovani, stenta a rendere al meglio. Se poi in via Indipendenza si deciderà di cambiare i programmi, sanno bene quello che devono fare da qui a due mesi e mezzo.


