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Livorno-Vicenza, le pagelle degli amarantoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
martedì 8 febbraio 2011, 10:26Calcio
di Ivano Pozzi
per Amaranta.it

Livorno-Vicenza, le pagelle degli amaranto

Livorno - Voti decisamente bassi per gli amaranto, sconfitti ieri sera in casa, nel posticipo della quarta giornata del girone di ritorno, dal Vicenza. Ad Antunes e Luci le uniche due sufficienze. Ma andiamo con ordine.

De Lucia. Nuovamente schierato da Pillon, dopo i chiarimenti delle rispettive posizioni con la società, non è tra i peggiori in una serata da incubo. Nel primo tempo se la cava bene sull’incursione di Botta neutralizzandone il tiro in due tempi. Nell’azione della rete non fa in tempo a reimpossessarsi della sfera, come avrebbe potuto, per lo sciagurato rinvio corto di Bernardini che rimette la palla sui piedi dell’avversario. Voto: 5,5.

Bernardini. Sostituisce nel ruolo Perticone, ma non è il caso. Gioca abbastanza linearmente finché non c’è pressione da sopportare, va in barca quando il Vicenza mette fuori la testa e sciupa la sua prestazione nell’azione del gol. Avrebbe potuto far comodo nel finale per incocciare qualche pallone vagante nell’area avversaria, ma Pillon lo toglie. Voto: 4,5.

Cellerino (dal 31° st): uno spicchio di partita inutile per lui. Senza voto.

Miglionico. Appare un po’ involuto, mai deciso come ci aveva abituato nei contrasti. Voto: 5.

Knezevic. Appena più tonico di Miglionico, ma come lui va in affanno quando c’è da liberarsi del pallone. Voto: 5.

Pieri. Rientra dopo molto tempo, ed è il solito giocatore generoso ma impreciso, al quale viene affidata l’intera fascia sinistra visto che l’esterno alto si accentra sempre. Tanta corsa ma pochi cross. Voto: 5.

Surraco. Nella prima frazione di gioco è l’ombra di se stesso, trova nugoli di avversari sulla sua strada e fa una fatica enorme. Nella ripresa è più sciolto, e per la verità i pochi pericoli per la porta di Russo vengono dalle sue iniziative: il problema è che i suoi scarichi in mezzo non trovano maglie amaranto, e che in almeno due occasioni sarebbe stato meglio che avesse tirato in porta. Voto 5,5.

Iori. La fascia di capitano non gli da la forza auspicata, gioca una gara incolore e fumosa. Non costruisce e non fa filtro. Voto: 5.
Luci. Lui un po’ di filtro lo fa, e cerca di cucire tra loro i pezzi di quella che solo un mese fa era una squadra anche brillante. E’ l’unico da salvare. Voto: 6

Schiattarella. Come al solito molta corsa, e come al solito nel fumo c’è molto poco arrosto. Si disinteressa della fascia sinistra accentrandosi sempre, andando a supportare le punte con inserimenti che sarebbero interessanti se riuscisse a concluderli almeno una volta con un tiro decente. Niente di tutto questo. Voto: 5.

Antunes (dal 13° st). Fa una buona impressione l’esterno portoghese. E’ suo l’unico vero tiro amaranto di tutta la partita, impegna Russo in una presa difficile dall’angolo sinistro dell’area. Si butta a corpo morto sulla fascia bombardando di cross l’area, proprio quando non c’è più nessuno per raccoglierli, ma almeno qualcosa fa muovere. Evita una rete sicura recuperando alla grande su Cellini che stava entrando indisturbato in area. Merita una pronta riconferma. Voto: 6.

Galabinov. Non è l’uomo della Provvidenza, questo ragazzone dell’Est. Stenta a trovare anche la posizione, girando per qualche tempo lontano dall’area, poi entra in partita e comincia a trattenere e difendere qualche pallone. Non arrivano mai cross utilizzabili nel primo tempo, quindi si deve accontentare dei lanci lunghi spalle alla porta ma non trova collaborazione da parte dei compagni. Abbiamo aspettato un sacco di gente, è giusto farlo anche con lui. Voto: 5.

Belingheri (dal 1° st). Inizia a spron battuto, partendo dalla tre quarti con inserimenti giusti. Dionisi all’inizio sembra giovarsi della sua presenza, forse anche perché la squadra alza il baricentro e cerca di schiacciare il Vicenza, ma poi tutto si affievolisce e il biondo centrocampista offensivo rientra nei ranghi. Va rivisto in un diverso contesto tattico, scelta che il Livorno forse dovrà fare. Voto: 5.

Dionisi. A tratti sembra giocare con sufficienza, non rendendosi conto che i suoi notevoli mezzi (per la serie B) devono essere messi al servizio della squadra. Stasera non si incarica del solito lavoro sporco, ma non per questo la pericolosità aumenta, anzi. Voto: 5.

Pillon. E’ il generale di un esercito allo sbando. La squadra vive un momento di grave crisi, nel quale tutte le certezze fin qui avute si sono dissolte. Il gioco non c’è più, basta poco a chiunque per seccarne le fonti. Il tono atletico sembra in ribasso, gli avversari arrivano sempre prima su ogni pallone. Lo spirito di battaglia è assente, basta vedere la svogliatezza di Dionisi. Il morale è sotto i tacchi, e francamente non si vede via d’uscita perché la paura di non riuscire a sollevarsi genera ansia che aumenta la paura, in una spirale senza fine. Riuscirà Pillon a trovare il bandolo della matassa? Voto: 5.