La presentazione. Un sabato per rinascere
Livorno – Il Livorno, nella quattordicesima giornata di Serie B, ospita all’Armando Picchi il Pescara di Zednek Zeman, cioè la squadra che sinora ha probabilmente fatto vedere il miglior calcio del campionato e che viene dalla splendida vittoria di martedì pomeriggio contro il Varese di Maran. Il Pescara gioca con il 4-3-3, schema da sempre caro a Zeman. Tra gli abruzzesi tornano Brosco e Togni dopo la squalifica, mentre restano fuori per infortunio Immobile ed Anania. Il tecnico boemo dovrebbe schierare i seguenti undici: Pinsoglio; Zanon, Brosco, Capuano, Balzano; Cascione, Verratti, Kone; Sansovini, Maniero, Insigne. Su tutti sono da temere il talentuoso Insigne, vera rivelazione del campionato e il micidiale bomber Sansovini.
Il Livorno dovrà fare a meno per squalifica di Genevier e dell’infortunato Rampi. Novellino sembra intenzionato a confermare il 4-3-3 già sperimentato martedì sul campo del Padova con Luci centrale di centrocampo tra gli esterni Filkor e Remedi. In attacco Schiattarella sembra in vantaggio sia su Bigazzi che su Piccolo. La formazione dovrebbe essere così composta: Bardi in porta; Salviato, Perticone, Bernardini e Lambrughi in difesa; Filkor, Luci e Remedi a centrocampo; Schiattarella, Paulinho e Dionisi in attacco.
Contro la spregiudicatezza della squadra di Zeman per il Livorno sarà necessario giocare con intelligenza cercando di sfruttare gli ampi spazi che di solito le compagini allenate dal tecnico boemo lasciano al contropiede avversario e che la formazione amaranto può sfruttare al meglio grazie alla velocità di Dionisi e Paulinho i quali, in una simile situazione, possono diventare letali.
Abbiamo parlato spesso di partite che dovevano segnare una svolta, un solco per cercare una ripartenza, ma in questo periodo tutto sembra remare contro gli amaranto. Dagli arbitraggi poco felici (pazzesco quello di martedì a Padova) alla sfortuna al “caso” Paulinho che sembra ormai aver smarrito la strada del gol. Nonostante tutto è evidente che il Livorno che annovera il miglior portiere del campionato, una difesa che è certamente un lusso per la categoria e tante altre buone cose tra le quali un talento come Dionisi che deve solo recuperare il ritmo dopo l’infortunio, pertanto la squadra di Novellino non può piangersi addosso ma deve reagire. Serve sbloccarsi, serve ritrovare un entusiasmo ormai sempre più flebile, serve una giornata di quelle antiche, di quelle vissute allo stadio d’Ardenza sino a pochi anni fa, ai tempi di Mazzarri prima e Donadoni poi, quando anche gli squadroni di Serie A facevano molta fatica a passare su quel campo. Al Livorno, insomma, serve un sabato da cuore amaranto. Un sabato per rinascere.


