Livorno, ecco la prima richiesta per la società
Livorno - Non una voce, ma un contatto concreto. Il Livorno trova ufficialmente il suo primo acquirente. Si tratta di una cordata di imprenditori toscani che per il momento vuole rimanere nell'anonimato, ma ha già mandato in avanscoperta a sondare il terreno un importante istituto bancario: la Ifigest. L'interesse per la società labronica quindi c'è e secondo alcune voci non si tratterebbe neppure dell'unico, visto che altri due gruppi sarebbero in procinto di venire fuori entro poco tempo, di cui uno guidato dall'ex patron dell'Ancona Ermanno Pieroni, grande amico di Aldo Spinelli. Andiamo però con ordine: ieri un dirigente della Ifigest ha contattato prima il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi e poi il ragioniere del sodalizio amaranto e in procinto di vestire i panni di amministratore unico, Gnecco, come intermediario di uomini d'affari della Toscana; di essi, oltre all'anonimato, non è dato sapere neanche il ramo economico di cui si occupano. Tanto per capire chi è la Ifigest, si parla di una banca privata presieduta da Giovanni Bizzarri con sede a Firenze sorta nel 2001, dopo l'esperienza della Fidia Mobiliare (1987) che nel 1991 aveva acquisito la Ifigest Fiduciaria Sim. Cresciuta nel corso degli anni, ad essa fanno capo altre realtà come Fundstore.it (canale distributivo di fondi on-line), Omnia Sim (società d'intermediazione mobiliare), Sevian srl (consolidamento delle situazioni patrimoniali) ed una quota della Soprarno Sgr (fondi comuni d'investimento); offre consulenza, si occupa di servizi d'investimento e gestioni patrimoniali. Come dicevamo la sede principale è a Firenze, luogo pure di una filiale; altri punti si trovano a Milano, Roma, Sesto Fiorentino, Prato e Santa Croce sull'Arno. Spalle apparentemente robuste ed oltre ad essa un altro elemento che avrebbe parte concreta nella trattativa è Fabio Galante, a Livorno per ben sei campionati. Gli imprenditori avrebbero chiesto la visualizzazione dei bilanci, ma qui il Livorno è stato esitante anche perché si è in procinto di chiudere l'esercizio del 2011 e di approntare una ricapitalizzazione di due milioni di euro, oltre al passaggio di consegne Spinelli-Gnecco previsto per il 31 gennaio prossimo. Insomma in via Indipendenza si è chiesto tempo, che potrebbe essere lungo anche un mese viste le scadenze citate sopra. E' opportuno non scoraggiare subito il primo acquirente e qui adesso c'è curiosità nel vedere se il patron ha davvero intenzione di lasciare tutto e a costo zero, nonché quello che emergerà dall'inconto con Cosimi il 4 gennaio. Ora la palla è in mano allo "sciù".


