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tmw / livorno / Editoriale
Riecco spuntare i gufiTUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it
sabato 17 marzo 2012, 21:02Editoriale
di David Mosseri
per Amaranta.it

Riecco spuntare i gufi

Livorno – Un film già visto e francamente stancante. Come dopo le debacle contro Varese e Bari, l’amara sconfitta di Reggio Calabria, dove per inciso il Livorno non ha per niente demeritato, porta con sé il ritorno alla carica dei profeti del calcio antico, di coloro che – rimpiangendo la passata gestione – non perdono occasione per criticare il calcio coraggioso e propositivo di mister Madonna che troverà invece sempre in chi scrive uno strenuo difensore, comunque vadano a finire le cose. Ricordiamo a tutti questi gufi e disfattisti che avrebbero voluto che il Livorno si schierasse tutto in difesa a protezione della rete di Paulinho a Reggio che, grazie all’avvento del nuovo tecnico, finalmente il Livorno ha un gioco preciso, piacevole da vedersi e che ci rende finalmente orgogliosi dandoci un po’ di speranza dopo tante amarezze. Ricordiamo anche che l’uomo di Alzano Lombardo ha preso il Livorno in una situazione disperata, con una squadra a pezzi, in crisi di risultati, di identità e senza gioco, e in poche settimane l’ha trasformata cambiandole mentalità, dandole la forza di crederci, sfruttando al massimo il materiale umano che aveva a disposizione attraverso l’utilizzo dei pochi giocatori dai piedi buoni in rosa che erano stati dimenticati dalla scorsa gestione e sviluppando un disegno tattico più adatto alle loro caratteristiche e cioè l’attuale 4-3-1-2 con l’ottimo Siligardi ad agire tra le linee. Ricordiamo sempre, anche se non ce ne dovrebbe essere bisogno, che – nonostante le cessioni dei due totem difensivi Perticone e Miglionico – sotto la gestione Madonna, il Livorno ha realizzato 14 punti in 11 partite (con 3 sconfitte) contro i 20 realizzati in 20 gare (con 10 sconfitte di cui le ultime 4 consecutive) dal Livorno targato Novellino. Allora crediamo che oggi più che mai si debba remare tutti dalla stessa parte, crediamo che soprattutto gli addetti ai lavori debbano giudicare senza preconcetti il lavoro di un allenatore giovane – che sicuramente ha fatto e farà qualche errore – ma che però ha già dimostrato grande personalità cambiando volto alla squadra e dando un senso a quello che si vede in campo. L’obiettivo comune è troppo importante per perdersi in sciocche divisioni, sia da parte della tifoseria, sia da parte di chi è chiamato a commentare il lavoro della squadra e che spesso sembra non aspettare altro che il primo passo falso per triturare tutto, dimenticando le buone cose fatte vedere fino adesso. Poi finito il campionato si vedrà, solo allora sarà il momento dei giudizi e delle scelte e se per quel tempo la società non avrà ricevuto alcuna offerta valida per la vendita, allora tutti dovremo stringerci intorno – mettendo da parte ogni astio – ad un Presidente che, nonostante abbia sicuramente commesso grossi errori – a nostro avviso soprattutto in sede di mercato – ci ha comunque permesso di vivere molti anni da protagonisti costruendo squadre che ci hanno dato emozioni indimenticabili come quelle di Piacenza nel 2004 e della finale dei play-off con il Brescia nel 2009.