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In seimila allo stadio per l'ultimo saluto a MorosiniTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
martedì 17 aprile 2012, 15:42Calcio
di Lorenzo Corradi
per Amaranta.it

In seimila allo stadio per l'ultimo saluto a Morosini

Livorno - I tifosi del Livorno si sono stretti attorno alla salma di Piermario Morosini al glorioso "Armando Picchi", in quella tappa di avvicinamento che porterà il giocatore già oggi nella sua Bergamo dove giovedì saranno celebrati i funerali nel quartiere Monterosso alle ore 11. Erano circa seimila le persone sui gradoni della curva nord e della tribuna ad aspettare per l'ultima volta Piermario, vederlo entrare per l'ultima volta in quello stadio che per troppo poco tempo lo ha visto protagonista; molte anche le personalità di rilievo presenti per la triste occasione, dagli ex bomber Enio Bonaldi ed Igor Protti, alla vecchia gloria del Livorno '42/'43 Eto Soldani, fino alla prima squadra dell'Empoli al gran completo. Presente il settore giovanile amaranto, mentre la squadra esce dagli spogliatoi indossando la maglia numero "25 Morosini". Sono le 14,50 quando il grande cancello azzurro d'entrata della gradinata si spalanca, lasciando che il grigio carro funebre che trasporta la bara del "Moro" faccia il suo ingresso nella pista d'atletica, virando a destra in direzione della curva nord, accolto dapprima dall'inno del Livorno Calcio e poi dalla canzone "A te" di Jovanotti, una delle grandi passioni musicali di Piermario assieme a Ligabue e proprio del cantante reggiano viene messa su "Urlando contro il cielo", proprio quando il feretro lascia la sua postazione sotto la curva, dove si era fermato per qualche istante per raccogliere gli applausi della gente. Si va all'altezza della tribuna, per la benedizione impartita dal vescovo Simone Giusti assistito da monsignor Razzauti; un sermone fatto in nome dell'amore e quell'augurio di "buon viaggio" in un posto certamente migliore di questo, dove sarà possibile incontrare tutti i nostri affetti. Viene aperta l'auto, vi si posizionano sciarpe amaranto da parte dei suoi compagni di squadra, assieme a quelle poste dai tifosi del Pescara quando la salma era partita alla volta della Toscana e con esse due omaggi floreali: uno della società labronica e l'altro una corona di fiori da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, anche egli toccato profondamente da quanto accaduto sabato scorso. La macchina riparte, passa sotto la curva sud per prendere nuovamente la via della gradinata ed uscire per l'ultima volta dallo stadio. Piermario se ne va così, ancora sotto le note dell'inno cantato dal pubblico e di Ligabue, ma soprattutto ancora tra gli applausi, come capita al giocatore che ha dato tutto se stesso per la maglia che indossava. Sono circa le 15,05 e per il "Moro" è il momento di raggiungere la sua Bergamo.