Pro Vercelli, l'entusiasmo della neo promossa
Livorno - A chi segue bene il calcio e ne mastica un po' di storia, il nome della Pro Vercelli riconduce a una delle piazze storiche di quello italiano: sette volte campione d'Italia tra il 1908 ed il 1922, di fatto la vera alternativa allo strapotere genoano del periodo, ma anche un triste declino che l'ha portata nel 1947 a disputare il suo ultimo campionato di B dopo la risalita di giugno. Ora a Vercelli si respira un entusiasmo nuovo (nonostante ad oggi gli abbonati non raggiungano le mille unità), che ricorda quello vissuto da queste parti pochi anni or sono. Inoltre dopo due turni possono guardare dall'alto verso il basso i rivali acerrimi novaresi. Come tutte le matricole o quasi, ufficialmente l'obiettivo è la salvezza, magari da raggiungere il prima possibile per poi vedere quali ulteriori soddisfazioni togliersi. La campagna acquisti non nasconde un minimo di ambizioni: ad indossare la storica casacca bianca sono arrivati le punte De Paula e Tiribocchi, i centrocampisti Scaglia, Caridi e Vailatti (a Livorno nel 2008) ed il difensore ex Reggina Cosenza; c'è pure un altro giocatore dal brevissimo passato livornese: il terzino sinistro Angelo Bencivenga, prelevato dall'Udinese nell'operazione Pasquale, mandato a farsi le ossa prima nella Primavera, poi a Lumezzane ed infine lasciato andare via con troppa fretta, viste le sue doti nel saltare l'uomo e nel crossare, ideale in un 3-5-2 e che ne hanno fatto il migliore nel suo ruolo in Lega Pro la scorsa stagione. Mister Maurizio Braghin adotta un 4-3-1-2, messo piuttosto in difficoltà nell'esordio stagionale, pur vittorioso, contro la Ternana, mentre dimostratosi più solido nella poco fortunata trasferta di Reggio Calabria. Un attacco che può fare male coadiuvato da un'altra vecchia volpe della categoria come Caridi, per Mazzoni e la sua retroguardia ci sarà da fare molta attenzione, visto che il reparto fino ad ora non è stato molto irreprensibile. Inoltre occhio anche alla voglia di stupire dei "bianchi", anche se il Livorno, in attesa di conoscere se Dionisi ci sarà o no, sta dimostrando di avere tutte le credenziali per poter far del male a chiunque.


