Ripartire da Reggio
Livorno – Una mazzata terrificante. A freddo il devastante 1 a 5 contro lo Spezia non smette di far male. Eppure, nonostante sembri incredibile dopo una sconfitta di queste proporzioni, arrivata poi contro una rivale storica, c'è un bicchiere mezzo pieno da contemplare. E da dove si può, anzi, si deve, ripartire. La classifica, per esempio. Prima della partita di lunedì sera in molti rievocavano l'indimenticabile testa a testa del 2002 e la vittoria spezzina (unica sconfitta amaranto di quel torneo) all'Armando Picchi. Ma, oggi come allora, gli aquilotti dopo aver violato l'Ardenza continuano a guardarci dal basso. Dietro erano e dietro restano. Gli uomini di Nicola, nonostante la fragorosa caduta, mantengono infatti il secondo posto solitario. Non è poco. Inutile stare a recriminare sugli episodi. Il rigore fulmineo che è costato svantaggio, inferiorità numerica e infortunio di Mazzoni ha segnato in modo indelebile la partita e la scelta di mister Nicola di non togliere un attaccante per non snaturare la natura offensiva del gioco amaranto alla lunga si è rivelata fatale. Anche perché, ormai è conclamato, se davanti il Livorno è da quartieri alti in difesa si balla che nemmeno il maestrale. I numeri, spesso vuoti, stavolta rendono l'idea: con 17 gol subiti siamo la seconda peggior difesa del campionato. Eppure, come ha rivendicato il mister in sala stampa, fino al gol del raddoppio di Bovo la squadra ha tenuto botta, costruito gioco e fatto molto possesso palla collezionando angoli e calci piazzati. Purtroppo però incassare un gol alla fine del primo tempo e un altro al pronti-via della ripresa è una colpo da ko per qualsiasi squadra, figuriamoci per una in 10 e già sotto di una rete. Ripartire, dunque. Uniti e compatti. Squadra, società e città. Bravo Nicola che a fine gara ha radunato la squadra a centrocampo per rincuorarla ed encomiabile la Nord, tornata a gremire in massa i gradoni dell'Ardenza, che nonostante l'esito disastroso della partita ha fatto sentire agli avversari la potenza di tutti i suoi decibel come da tanto, troppo tempo non accadeva. Domenica sera si va al Granillo di Reggio Calabria contro una nobile decaduta che dopo il successo contro il Novara sembra essere in lieve ripresa. Non ci sarà Mazzoni (appiedato dal giudice sportivo e...da due costole rotte) ma in campo andranno comunque undici leoni feriti, arrabbiati e pronti a dare tutto per la maglia amaranto. Perché il gruppo c'è, la voglia di lottare anche. Ed è proprio questo il motivo per cui il popolo labronico, nonostante alcuni limiti evidenti, sta cominciando, piano piano, a sostenere col cuore questi ragazzi. Perché, come ricordava un certo Osvaldo Jaconi qui “la gente non vuole campioni, ma uomini veri, disposti a sposare una causa”.


